I profumi della mia vita: Alberto Anselmi, direttore marketing e comunicazione

Ognuno di noi é legato a dei profumi, quelli che ci hanno accompagnato in dei periodi della vita, e a cui sono collegati ricordi ed emozioni. Scopriamo insieme quelli di Alberto Anselmi, titolare, insieme alla sorella, della catena di profumerie Desirée a Milano

Alberto Anselmi nace e cresce in un mondo di ottimi profumi. La famiglia è infatti proprietaria della storica realtà milanese Desirée, di cui attualmente copre il ruolo di direttore Marketing e Comunicazione. La sua passione per il profumo va ben oltre il lavoro, e per questo Alberto si misura con i nuovi media aprendo nel 2012 Essenze di Alberto, il primo canale Youtube in Italia di recensioni di profumi artistici, spinto dall’esigenza di trasferire ad un pubblico più giovane l’esistenza di un tipo di profumeria indie altamente qualitativa, nonchè di aiutare piccoli produttori di ottime fragranze a farsi conoscere e apprezzare dalla clientela. Scopriamo insieme i profumi che hanno lo hanno accompagnato negli anni……

Cos’è il profumo per te? 
Un piacere personale e uno mezzo di comunicazione allo stesso momento. Ma anche un modo per sentirmi più a mio agio con gli altri.
Tra i profumi di tua padre quale ti piaceva prendere in prestito di nascosto quando eri bambino?
Essendo cresciuto in profumeria a casa giravano veramente tanti profumi. Non associo mio padre ad un particolare profumo. Forse a Kouros di YSL e all’Acqua di Parma.
Primo profumo che hai ricevuto come regalo, ti è piaciuto? L’hai usato?
Non mi è piaciuto ma l’ho usato. Nel nome già il suo futuro successo. L’insensé di Givenchy. Infatti dopo pochi anni è uscito di produzione.
Che tipo di profumi ami? 
La prima nota che ho amato è il Bergamotto di Mark Birley, fatto a quattro mani da Pierre Bourdon, naso di Kouros e Feminite du Bois, e da Frederic Malle che conosciamo per l’omonimo fantastico progetto dell’Edition Parfum. Ma oggi veramente trovo profumi che piacciono in tutte le famiglie olfattive. L’unica che faccio proprio fatica ad indossare è la nota marina. Sarà che non mangio nemmeno il pesce!
Il primo profumo che hai comprato e perché lo hai scelto.
Ho continuato per anni con Mark Birley. Ero veramente molto affezionato a quel profumo anche perchè mi era stato consigliato da una persona importante che oggi lavora ancora con me. Poi quando ho iniziato a scegliere, ho comprato al supermercato un’Acqua Aromatica per il corpo della linea I Coloniali di J&E Atkinsons allo Yuzu giapponese, credo costasse 10000 lire e oggi 12 euro. Lo trovo anche oggi, dopo anni di esperienza nel settore, un profumo stupendo che, in una diversa concentrazione, potrebbe stare tranquillamente all’interno di una marca di profumeria artistica.
Un profumo che non usi più o che non ami perché legato a un brutto ricordo o ad una persona.
Mi stai facendo fare un viaggio che avevo quasi rimosso! Envy di Gucci. Il primo uscito e più interessante era un maschile. Lo indossava il mio primo amore, che poi si è trasformato in uno stalker. Avevo 18 anni, e non esistevano all’epoca le leggi sullo stalking come oggi. Ho tenuto il profumo, ma non ho il coraggio di sentirlo.
Tra i profumi che indossi o hai indossato, quale ti assomiglia di più, come personalità e perché? 
Domanda troppo difficile, non so più quanti profumi ho indossato! Ti posso dire che il Neroli è una fragranza che mi somiglia molto, almeno per come mi vedo io. E’ l’olio essenziale estratto dal fiore dell’arancio amaro. Ha l’energia fresca e positiva di un agrume ma la delicatezza di un fiore. Quindi, ti fa star bene perchè ti attiva e mette calma allo stesso momento. E’ intenso ma non particolarmente persistente, quindi ad un certo punto molla il colpo e non ti stufa.
Il profumo che hai usato più a lungo. Puoi dirci perché ti è piaciuto così tanto? 
Sable di Annick Goutal. Ti sembra di indossare una baita con il fuoco acceso. All’epoca aveva una persistenza infinita, troppa. Quindi è il classico profumo che usi poco ma che non lasci mai, perchè risolve un’esigenza specifica. Nel mio caso quando ti svegli nelle invernali mattine grigie e piovose di Milano, e vorresti essere da un’altra parte. Con Sable sei in montagna davanti al camino nel letto a fare colazione. Ne ho ancora una bottiglia che credo durerà anche dopo la mia morte. Oggi sfortunatamente il brand che ha cambiato proprietario, non lo produce più.
Hai mai comprato dei profumi di cui ti sei pentito? E perché?
Mai. Hanno sempre trovato tutti un senso in un modo o nell’altro. Fosse anche per profumare l’automobile.
Potresti descrivere il profumo che indossi oggi con degli aggettivi? Puoi anche dirci di quale profumo si tratta?
Oggi indosso il Volume 4 di Map of the Heart. E’ il profumo che vuole mettere in scena la ricchezza interiore. Ha note di latte caldo e zafferano che si avviluppano nel cervello e ti mandano in una sorta di trans contemplativa.
Hai mai indossato profumi considerati femminili? Se sì quali?
Molto spesso. Adoro i profumi della famiglia Chypre, come Nuit de Longchamp di Lubin, legata a note fiorite con alla base patchouli e muschio di quercia, che mi rendono vintage. Odiavo la vaniglia ma da qualche anno non ne posso fare a meno, in particolare di Vanyl di Acampora. Mischio il gelsomino di The Library of Fragrance con Stercus di Nasomatto, mai sovrapponendoli. Potrei andare avanti a citartene tantissimi.
Tra le pubblicità di profumi, su video o su carta, quale ti ha colpito di più (nuova o vintage)? 
Considera che io nasco pubblicitario e finisco markettaro, quindi non riesco a fare a meno di guardarle con occhio critico di addetto ai lavori. Interessante il confronto di qualche anno fa tra la donna Chanel N°5 e Dior J’adore. La prima Giselle Bunchen con casa bellissima sul mare con un marito che pensi, per tutta la durata della pubblicità, che le metta le corna. La seconda Charlize Teron che regala ogni anno un episodio di una saga in cui corre a sfilate in location mozzafiato per poi emergere in luoghi decontestualizzati.  Sinceramente fossi una donna, non saprei a quale modello fare riferimento. Ma essendo i due femminili più importanti del mercato, direi che non sono in target.
Che tipo di profumo odi sentire su un uomo? E su una donna?
Per ora su un uomo il profumo Fougere speziato, che è poi il famoso profumo dell’uomo che non deve chiedere mai. Lo rende banale e scontato, anche se rassicurante. Su una donna il profumo Fiorito Fruttato perchè essendo le note appunto fiorite e fruttate davvero riconoscibili, tendono a semplificare troppo la costruzione.
 Collezioni fragranze? Se sì quali sono i brand che ricorrono di più? 
Prima no. Da qualche anno sono diventato al limite con l’ossessivo compulsivo e sto cercando di collezionare tanti ricordi positivi e negativi della mia vita, collezionando i profumi che mi riportano a quei momenti.
 I profumi legati a vari periodi della tua vita. Li ricordi? 
Molti te li ho già citati. Sicuramente il profumo di mia madre è un ricordo bellissimo che non svanirà mai. Parliamo di Calix di Prescriptives (oggi Clinique) e recentemente del 1804 di Histoires de Parfums.