I profumi della mia vita: Manuela Fortuna, collezionista di fragranze

Ognuno di noi é legato a dei profumi, quelli che ci hanno accompagnato in dei periodi della vita, e a cui sono collegati ricordi ed emozioni. Scopriamo insieme quelli di Manuela Fortuna, collezionista

“Collezionista seriale di profumi e di storie. Ho lavorato per 20 anni come commessa in negozi di abbigliamento, ma ad oggi mi sono presa una pausa, un anno sabbatico, e faccio quello che mi piace davvero, cioè scrivere. Segni particolari: una fervida immaginazione, una sensibilità che ho imparato a considerare un dono dopo non poche maledizioni e una fantasia che solo i bambini vivono con tanto entusiasmo. Sognatrice a tempo indeteminato. Ho svuotato il cassetto anni fa, ma un desiderio è rimasto incastrato in un angolo: diventare una scrittrice di fragranze. I sogni sono la benzina della vita e a volte, se ci credi, si avverano”.

Cos’è il profumo per te? Io sono profumo, il mondo è profumo. Ho un naso molto curioso e tutto ciò che sprigiona un aroma scatena il mio interesse. Se invece parliamo di fragranze fatte e finite, il profumo è emozione, poesia, frammento di anima imbottigliata da colui o colei che lo ha creato. Il profumo è vivo e ha una favola da raccontare.

Tra i profumi di tua madre quale ti piaceva prendere in prestito di nascosto quando eri bambina? Mia madre ha sempre e solo usato Chanel n° 5, un Profumo troppo da “grande” per poter essere indossato da una bambina. Non ricordo chi, le regalo’ Vanderbilt di Gloria Vanderbilt, un trionfo di dolce Tuberosa e Iris, e me ne innamorai. Ogni mattina due spruzzi per lei e uno per me. Una dolce routine profumata solo nostra, il cui pensiero mi fa ancora sorridere e mi stringe il cuore.

Primo profumo che hai ricevuto come regalo, ti è piaciuto? L’hai usato? Il primo Pprofumo che mi venne regalato fu Casmir di Chopard. Evocazione di una adolescenza al sapore di frutta zuccherina e vaaniglia che ancora oggi indosso e acquisto regolarmente.

Che tipo di profumi ami? Amo le fragranze gourmand, i profumi cuoiati e fioriti dove tuberosa o iris sono i protagonisti. Grande passione anche per le spezie come il cardamomo, il cumino e lo zafferano. Ho un naso aperto a tutto, e di conseguenza i miei gusti sono sempre in continuo cambiamento.

Il primo profumo che hai comprato e perché lo hai scelto. Il mio primo acquisto è stato Angel di Thierry Mugler, capostipite per eccellenza del filone gourmand. Mi piaceva follemente. Angel è uno di quei profumi che si ama o si odia. Io decisi di amarlo.  Ed è una storia d’amore che continua ancora oggi.

Un profumo che non usi più o che non ami perché legato a un brutto ricordo o ad una persona. A ruota riprendo in mano tutti i profumi della mia collezione. E li amo indistintamente. La mia memoria olfattiva custodisce ogni ricordo con cura. È un patrimonio a cui attingo quotidianamente, anche i brutti ricordi hanno un profumo, ma sono parte di me, e trovo sia costruttivo non dimenticarli.

Tra i profumi che indossi o hai indossato, quale ti assomiglia di più, come personalità? Ho due brand che mi rappresentano totalmente e che sono il mio alter ego olfattivo. Maison Gabriella Chieffo identifica la mia parte emotiva, il mio cuore. Hystera è la mia signature, la firma che lascio nell’aria. Nasomatto è la mia vena di follia, il mio essere fuori dalle righe sempre e comunque. Ogni Fragranza di Alessandro Gualtieri è specchio di ciò che sono.

Il profumo che hai usato più a lungo. Puoi dirci perché ti è piaciuto così tanto? Angel di Thierry Mugler. Ho sempre adorato l’alone di stucchevole dolcezza che mi circonda. Alternato ad altri, ma sempre presente nei giorni in cui volevo rendere percebile il mio lato più dolce e femminile.

Hai mai comprato dei profumi di cui ti sei pentita? E perché? A volte sono compulsiva e ho colpi di fulmine che si rivelano sbagliati. Negli anni ho imparato a far passare le note di una fragranza prima dal cuore, e poi dal naso. Fortunatamente ho una pelle che difficilmente cambia la proiezione, ma ciò non ha evitato acquisti avventati.

Potresti descrivere il profumo che indossi oggi con degli aggettivi? Puoi anche dirci di quale profumo si tratta? Oggi indosso Blamage di Nasomatto. Gli errori e la dolcezza che deriva dall’accettazione di aver sbagliato. Legni, cuoio, betulla e il tanto amato muschio animale di Gualtieri. Una Fragranza ambivalente e corposa. Come piacciono a me.

Hai mai indossato profumi considerati maschili? Se sì quali? Ritengo che i profumi siano gender free. Non esistono più confini nella profumeria contemporanea. Per anni ho usato Fahrenheit di Dior e lo utilizzo ancora.

Tra le pubblicità di profumi, su video o su carta, quale ti ha colpito di più? Egoiste di Chanel. Anni 80, con ben 31 donne che affacciandosi ognuna da un balcone di un hotel, insultavano un uomo tenuto nascosto dalle persiane, utilizzando il nome del Profumo come offesa. Indimenticabile.

Che tipo di profumo odi sentire su un uomo? E su una donna? Non ho particolari disgusti. Ma non amo la rosa, a meno che non sia contaminata o sporcata da particolari note che ne alterano il caratteristico effluvio. Quindi se sento scie potenti di questo fiore, indipendentemente dal sesso che la indossa, fuggo, e anche molto velocemente.

Collezioni fragranze? Se sì quali sono i brand che ricorrono di più? Colleziono fragranze, e lo scriverne per passione mi ha permesso di aumentarne il numero di pezzi. La parte più nutrita porta la firma di Rosa Vaia e del suo marchio, Coquillete Paris. Stimo molto Rosa come persona, e apprezzo il talento che mette in ogni fragranza. Uno dei Nasi del panorama italiano che amo di più.

I profumi legati a vari periodi della tua vita. Li ricordi? Ogni ricordo ha un profumo. Ho un buon naso e una memoria ancora migliore. Mi basta aprire il grande schedario che ho dentro al cuore e con estrema naturalezza associo eventi a odori, aromi e profumi. Forse sono nata per questo.

C’è qualcosa che manca secondo te in profumeria? Cosa vorresti trovare? Vorrei trovare più passione. Oramai la profumeria è in grado di soddisfare i gusti di ogni cliente. Dal low cost ai brand più esclusivi, ognuno può trovare quel che più gli piace ed è nelle proprie corde olfattive. Ma vedo poca passione. Si vendono fragranze e si devono spacciare sogni. L’incasso è molto importante, ma se si vende con vera passione, credo che i guadagni aumentino quasi automaticamente.

Hai siti di riferimento che consulti per quello che riguarda il mondo dei profumi? Leggo di tutto poiché studio in continuazione. La Gardenia nell’occhiello, Persefume e Fragrantica. Mi piace molto Extrait. Ma ancor di più faccio riferimento al mio naso e al mio cuore. Il bello delle fragranze è che sono soggettive. Quella è la vera grande magia.