Bob: storia del taglio di capelli iconico

Ci sono tagli di capelli che hanno fatto un’epoca. Uno di questi è il bob, tornato in voga nel 2015 nella versione Lob. Scopriamo la sua storia…

di Vanessa Caputo

 

Era il primo maggio 1920, quando The Saturday Evening Post pubblicò un racconto breve di F. Scott Fitzgerald dal titolo “Bernice Bobs Her Hair”, la storia di una giovane donna dell’upper class che, ingannata da sua cugina e con la complicità di un barbiere, si ritrova con i capelli tagliati molto corti. Il nuovo taglio non incontrerà il plauso di chi la circonda; i ragazzi inizieranno ad evitarla, non viene più invitata alle feste e si teme che il suo taglio di capelli provocherà uno scandalo per la sua famiglia.

Questo perché all’inizio del XX secolo era d’obbligo per le donne portare i capelli molto lunghi, che poi venivano raccolti in lunghe trecce e acconciati in chignon. Furono le flapper che, con la loro mentalità ribelle, che diedero inizio a una rivoluzione liberandosi di usi e costumi che mortificavano il corpo delle donne, vedi busti che provocavano gravi problemi di salute. Il modello imperante,imposto dalle flapper, che avrebbe contribuito a definire un’epoca, diventò la donna androgina, che non disdegnava abiti maschili, sessualmente libera ed emancipata che guidava la macchina da sola, beveva alcolici alla maniera degli uomini e che fumava liberamente in pubblico, cosa davvero scandalosa per l’epoca.

I capelli si adeguarono a quel nuovo modello di femminilità diventando corti, cortissimi. Il più noto taglio di capelli del periodo fu il bob, che fece la sua prima comparsa pubblica nel 1915, complice la ballerina, molto famosa all’epoca, Irene Castle che tagliò i capelli corti per una questione di comodità, in quello che allora divenne il Castle’s bob. Fu una folgorazione, tutti parlavano di quel nuovo taglio ma soprattutto tutte lo volevano.

I parrucchieri però si rifiutarono di tagliare i capelli alle clienti, che in massa accorrevano nei saloni richiedendo il taglio della Castle, per loro era una richiesta scioccante, e in realtà non avrebbero saputo neanche come fare, dato che durante la loro vita professionale si erano limitati semplicemente esclusivamente a spuntare capelli lunghi. Invece di scoraggiarsi le flapper trovarono subito una soluzione rivolgendosi ai barbieri, e loro non ebbero nulla da ridire. E bob fu!

Alla fine i parrucchieri, intuendo che la tendenza era lì per rimanere, cedettero. Soprattutto dopo che il taglio di capelli divenne anche il preferito di un’attrice iconica dell’epoca, Louise Brooks. Fu una vera rivoluzione e una manna per la loro industria. Un articolo del Washington Post intitolato “Effetti economici del Bobbing” , del 1925, illustra come i capelli corti rivitalizzarono l’industria della bellezza. Se nel 1920, erano 5.000 i negozi di parrucchiere negli Stati Uniti, alla fine del 1924, si contavano 21.000 saloni di parrucchiere, esclusi i barbieri che furoni i primi ad entrare nel business.

Nacquero anche articoli per capelli come le mollette, le fasce e aumentarono le vendite di un modello di cappello, la cloche. Il taglio poi divenne un fenomeno di costume tanto da venire adottato come standard nei disegni del più famoso catalogo per corrispondenza che c’era all’epoca. Diversi le varianti di bob che fecero la loro comparsa. Orchid bob, Eaton crop, il più mascolino, ispirato ai ragazzi della famosa Università. Marcel  Wave, versione ondulata, grazie all’arricciacapelli a piastra appena inventato e via dicendo.

Da allora il bob è diventato un classico tra i tagli di capelli più richiesti. Dalla scorsa stagione c’è stato un revival con tanto di nuova variante dal nome Lob, (ovvero long bob) che è diventato il taglio di capelli più amato dalle celebrities.