Opium: la storia

La storia del profumo che ha segnato un’epoca e che a quasi quarant’anni dal lancio continua ad essere un best seller: Opium di Yves Saint Laurent

di Vanessa Caputo

Ci sono fragranze che hanno cambiato il mondo della profumeria e che sono entrate nel mito, una di queste é Opium di Yves Saint Laurent, lanciato sul mercato quasi quarant’anni fa ed ancora un best seller della maison. Opium fu indubbiamente un profumo che fece un’epoca; prima fragranza francese che seguì un modello americano, ovvero la sua creazione partì da un nome e da un’ispirazione, La Cina Imperiale, e solo in seguito fu creata la formula.

Monsieur Saint Laurent era allora al culmine della sua carriera quando immaginò un profumo decadente e barocco che evocasse L’Oriente e il cui nome sarebbe stato Opium. Era il 1972 e ci sarebbero voluti altri 5 anni affinché la fragranza vedesse la luce. Opium riportò in auge i profumi orientali, molto in voga negli anni ’20 e ’30, in un periodo dominato dalle fragranze cipriate e dagli aldeidi.

Creato dai maestri profumieri Jean Amic e Jean-Louis Sieuzac of Roure il primo Opium era un mix caldo e profondo di toni legnosi fatto di legno di sandalo, cedro, patchouli, muschio, mirra, vetiver e ambra, mescolata con frutta e spezie tra cui mandarino, pepe, prugna, e spezie (chiodi di garofano, alloro e coriandolo) seguito dalle note di cuore di gelsomino, rosa e mughetto combinato con garofano, cannella e pesca. La bottiglia iconica, disegnata da Pierre Dinand, era ispirata ad un piccolo contenitore giapponese in lacca chiamato “inro” indossato dai samurai, e che generalmente conteneva profumi, erbe, medicine, ed oppio per alleviare il dolore delle ferite.

Vero capolavoro di marketing la campagna pubblicitaria; testimonial Jerry Hall, super top model di quegli anni, e fidanzata all’epoca di Mick Jagger. Monsieur Saint Laurent non solo disegnò personalmente l’abito della campagna, ma insistette sul fatto che venisse scattata nel suo appartamento (nella stanza orientale) in Rue de Babylone. Ogni foto scattata da Helmut Newton ebbe la supervisione di Monsieur che si occupò anche del set posizionando personalmente gioielli e cuscini, suggerendo la posa giusta a Jerry Hall. Il messaggio poi non dava adito a dubbi “Per chi é addicted a Yves Saint Laurent”. Fragranza, packaging, e la campagna pubblicitaria evocavano un messaggio di sensualità esotica.

Per il party di lancio nel 1977 venne affittata una barca, al cui timone c’era lo scrittore star Truman Capote, adornata con bandiere oro, rosse, viola, statue in bronzo di Buddha. Gli 800 ospiti, tra cui Jackie Kennedy e Cher, vennero accolti dal profumo di 2.000 orchidee hawaiane, e fuochi d’artificio. La potentissima Diana Vreeland, direttrice di Vogue America, era tra gli invitati, e quando le chiesero cosa pensasse della fragranza rispose: “Mi piace l’odore dei soldi”.

Opium si ritrovò fin dagli esordi al centro di polemiche a causa del nome, che era anche quello di una droga. Ci fù chi, in America, chiese di bandirlo, ma la serie di trambusti che seguirono non fece altro che aumentare la sua popolarità tanto che in poco tempo divenne un best seller, basti pensare che nel 1977 in Europa Opium generò, in un solo mese, più vendite di Chanel n °5 in un intero anno.

Nuove polemiche ci furono nel 2000 a causa della campagna pubblicitaria firmata Steven Maisel, giudicata troppo spregiudicata, che vedeva la modella Sophie Dahl ritratta nuda e distesa, con indosso solo di un paio di stiletto. Polemiche che però non hanno mai intaccato l’interesse delle Opium addicted e che hanno anzi dato maggiore visibilità al profumo.

Pochi mesi fa La maison YSL Beauté ha lanciato Black Opium, una versione in chiave dark-rock molto contemporanea, che si riflette anche nel packaging nero. Anche questa volta lo spot pubblicitario si incentra sull’addiction quella della top model Edie Campbell (musa e ambasciatrice per Yves Saint Laurent Black Opium) per la fragranza di cui non può fare a meno. Per quello che riguarda il jus sono stati chiamati 4 tra i nasi più importanti del mondo; Nathalie Lorson e Marie Salamagne, che insieme a Olivier Cresp e Honorine Blanc, hanno sviluppato la composizione. Un gourmand floreale con note di caffè, presenti in grande quantità, arricchite da accordi di pepe rosa, fiori d’arancio, gelsomino, vaniglia, patchouli e cedro. Inutile dire che le fan non rimarranno deluse…