Ambre Sultan di Serge Lutens: Blind test

Un profumo é un’emozione in bottiglia, che scatena sensazioni e ricordi, ma la cui percezione varia da persona a persona, soprattutto se non é influenzata da nessun tipo di riferimento, come in un blind test. Ecco cosa ne pensa un gruppo di uomini e donne di un classico di Serge Lutens: Ambre Sultan

E’ uno di quei brand di fragranze particolarmente amato dagli appassionati di profumi ma soprattutto Serge Lutens é un icona del mondo del beauty. Una di quelle rare persone che hanno il dono innato di eccellere in tutto ciò che fanno. La sua carriera è stata un susseguirsi ininterrotto di successi; dalla fotografia al mondo del make up e dei profumi. Monsieur Lutens inizia la sua scintillante carriera come make up artist per Vogue, al fianco di maestri della fotografia, per poi passare dall’altra parte dell’obiettivo. Nel 1968 crea una linea di cosmetici per Christian Dior, all’epoca etichettata da Vogue come “rivoluzionaria”. Negli anni ’80 il colosso del beauty Shiseido gli affida le campagne pubblicitarie e i suoi scatti vengono esposti al Guggenheim Museum di New York. Alcuni suoi cortometraggi pubblicitari sono finanche premiati con due Leoni d’Oro al Festival di Cannes. Ma è solo quando realizza la sua prima fragranza per Shiseido, che scopre la sua vocazione. Fonda quindi a Parigi Les Salons du Palais Royal, tempio del profumo e tappa obbligata per i cultori del genere. 

Ambre Sultan l’ispirazione:

Per celebrare i 20 anni del brand, tre delle fragranze iconiche della Collection Noir: Ambre Sultan, Fleurs D’Oranger e La Fille de Berlin si rivestono di un packaging in limited edition, ispirato alle Zellige le tradizionali tessere di ceramica da mosaico che decorano moschee e i palazzi del Marocco. Marocco che é diventato il buen ritiro di Monsier Lutens che vive ormai da tempo a Marrakech, in una dimora in continua evoluzione. “Prima di scoprire Marrakech non ero interessato alle fragranze, ma questa città era un profumo non desiderato un significato specifico, perché in Marocco stavo ritrovando la mia storia personale, quella del mio aspetto” da piccolo arabo “. Non penso che il Marocco sia entrato così fortemente in sintonia con me se non fosse già stato in me. Grazie alla vicinanza dei maestri, mastri artigiani marocchini, mi sono lasciato incantare dalle arti, dai mestieri e dall’incredibile repertorio di questo popolo, discendente diretto dei Mori, ci è lasciato in eredità. Lì ho incontrato artigiani che hanno intagliato il legno, inciso e creato mosaici. Le loro mani possiedono ricordi! I profumi ci lasciano la loro traccia.” E proprio a Marrakech che nasce l’ispirazione di Ambre Sultan, entrato nell’olimpo dei grandi classici, ed una delle interpretazioni dell’ambra che amo di più. Ma procediamo per ordine, in particolare dall’ispirazione. Per Monsieur Lutens: “Il punto di partenza fu una cera profumata trovata in un souk e dimenticata da molto tempo in una scatola di legno. L’ambra divenne sultanesca solo dopo che la ebbi lavorata con il cisto, un’erba che si attacca alla dita come catrame, e una sfumatura che nessuno aveva mai immaginato: la vaniglia.”

Un’ambra sontuosa e profonda:

Sontuoso, ipnotico e avvolgente Ambre Sultan è l’antitesi delle classiche interpretazioni dell’ambra.  Le tre principali resine generalmente utilizzate nelle fragranze orientali per creare l’odore ambrato sono: labdano, ambra grigia e benzoino, il balsamo di Tolu Balsam è un altro, ma non è così comune. Il cisto labdano, ovvero la resina che trasuda dalla pianta del cisto, usata in Ambre Sultan, ha un aroma molto specifico e intenso. Un aroma che non somiglia ai mélange “ambra” più commerciali, facili da trovare in molti profumi. È molto più maschile e ha delle sfaccettature di miele, leggermente liquorose e animaliche. Ambre Sultan è un profumo profondo, ricco e resinoso, con tocchi di spezie, ma come lo percepiscono gli altri? Curiosa di scoprirlo ho fatto un blind test. Ovvero ho spruzzato Ambre Sultan su polsi e collo, e su un fazzoletto di seta, ho chiesto poi alle persone che conosco di chiudere gli occhi, annusare e visualizzare un’immagine, o raccontarmi l’emozione gli evocava. Il tutto senza mai mostrare la bottiglia o tanto meno citare il nome della fragranza. Di seguito il risultato del blind test.

Il risultato del blind test:

Il suk di Marrakech. Un viaggio in Marocco. L’abbraccio rassicurante della nonna. Qualcosa di morbido e coccoloso. Un campo di fiori in primavera. Una stanza completamente ricoperta di marmi preziosi. I biscotti con le spezie che preparava la nonna. Una bellissima donna che si incipria davanti ad una petineuse. Il fidanzato del liceo. La montagna in primavera. Un armadio pieno di bellissimi abiti vintage. Una chiesa. Un divano morbido e comodo. Un maglione di cashmere. Qualcosa di fresco e pulito. Un boudoir. Del velluto ricamato. L’odore della borsetta della nonna.

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