Aura Mugler

dav

Alla scoperta di Aura Mugler: la nuova fragranza che crea dipendenza

Se c’è un brand che ha rivoluzionato la storia del profumo nelle ultime decadi é Mugler, che con il suo Angel (best seller planetario, il cui successo é stato sancito inizialmente dal passaparola) ha inaugurato il filone delle fragranze gourmand. Una maison che ha fatto dell’unicità delle sue creazioni, dalla firma distintiva, il suo manifesto. A venticinque anni dal primo successo il brand ha da poco lanciato la nuova fragranza: Aura Mugler, una creazione destinata a rimanere incisa nella memoria olfattiva per la sua audacia.

La sfida per i profumieri di Firmerich era quella di ricreare in note olfattive il profumo dell’istinto, la voce della natura che alberga in ogni essere vivente, e che secondo Thierry Mugler é particolarmente sviluppato nelle donne. I nasi Daphne Bugey, Amandine Clerc-Marie, Christophe Raynaud e Marie Salamagne hanno dato vita a una fragranza verde orientale, ma con la sensualità delle note animali, destinata a creare dipendenza. Come gli altri profumi del brand, Aura Mugler, é una fragranza di rottura, destinata ad essere amata o odiata.

Aura Mugler sfida la nozione di ciò che può essere l’idea di verde in una fragranza e lo fa con una firma distintiva unica. L’apertura è di un verde lussureggiante ma nello stesso tempo fresco, e fa venire in mente una rigogliosa foresta tropicale al tramonto. Poi irrompe un turbinio di sfaccettature intriganti, dolci e amare, in continua evoluzione, che rendono ipnotico e intrigante il suo sviluppo.

La particolarità di Aura Mugler sta nella sua composizione: iniziando dall’assenza di note di testa e fondo, per proseguire con due accordi olfattivi esclusivi firmati Firmenich: Liana Selvatica e Wolfwood. Il primo aspro e affumicato, e nel contempo con note confettate è costruito intorno all’accordo di Liana Selvatica, una radice medicinale cinese. Il secondo si muove sempre sul dualismo dolce e amaro con la foglia di rabarbaro, croccante, acidula, leggermente fruttata, e la freschezza e la luminosità del fiore d’arancio. Infine il cuore animale con le note boisé affumicate ma con accenti avvolgenti di resina,  dell’accordo Wolfwood, e quelle speziate, con sentori di cuoio, e il tocco morbido del fiore nero di vaniglia Bourbon.

Infine c’è la bottiglia, non un semplice flacone ma una scultura in miniatura, tanto affascinante quanto il profumo stesso.

 

 

 

 

 

 

 

More from Vanessa Caputo
Beauty Routine: Shiho Kawakami
La beauty routine di Shiho Kawakami illustratrice e graphic designer giapponese. Shiho...
Read More

Rispondi