Bengale Rouge di Papillon Artisan Perfumes: Una fragranza orientale con lato sofisticatamente animale

di Andrej Babicky

Come un felino, con lo sguardo sornione che brilla nel crepuscolo, nascondendo la natura selvaggia dietro l’elegante fluidità dei suoi movimenti, così Bengale Rouge, con la sua apparente “innocuità” olfattiva, cela il cuore fremente di una belva. Come un felino, si muove lento, sinuoso e fiero nella sua regale indifferenza, scrutando con uno sguardo vivido ciò che lo circonda. I raggi flebili che si fanno a fatica strada nel grigiore delle ombre, si riflettono sul pelo, creando un’aura dorata. I passi silenti non lasciano alcuna traccia palpabile, soltanto la sua presenza, come un’entità invisibile, pervade lo spazio.

Un soffio caldo si sprigiona dalla morbida pelliccia, denso come melassa e metallo fuso. Il profumo della melata, ricca essenza che racchiude in sé la forza vitale di una foresta, si mescola a quello polveroso del polline. La rosa grondante l’oro liquido si unisce alla voluttuosa cremosità del sandalo e dell’iris. Anch’essi assumono questo aspetto “polveroso”, creando una trama quasi caleidoscopica. Volute di spezie e di resine, trasportano delle note fumose che appaiono sullo sfondo. Poi vi è la belva. Nascosta sotto la morbida coperta di note golose, pian piano esce dall’ombra la parte più selvaggia, ma non prende mai il sopravvento. É solo quel luccichio che si rifrange sulle sue iridi, l’irrequieto guizzare di muscoli tesi sotto una pelliccia morbida al tatto. Le sommesse fusa che senza preavviso, si possono trasformare in un ruggito.

Bengale Rouge

 

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