Cri du Kalahari, Ella K PARFUM: Sonia Constant ci parla della sua ultima creazione

Qual è l’ispirazione dietro la tua ultima creazione? Cri du Kalahari di Ella K PARFUM è il richiamo della libertà. Il Kalahari è il più grande deserto di sabbia del mondo, che si estende oltre i confini di tre paesi: Botswana, Namibia e Sudafrica.

A nord, nelle aride vallate e i laghi salati della Makgadikga Pan si trovano due enormi bacini salini, Sowa e Ntwetwe. Dei laghi, molto probabilmente che, milioni di anni fa, si estendevano su gran parte del nord del deserto del Kalahari. Nel corso del tempo l’acqua residua è evaporata per trasformare i laghi in specchi di alabastro, con i loro fugaci e ingannevoli miraggi.

In Ntwetwe Pan ovunque tu guardi la vista dell’orizzonte è interrotta solo dal sole, che sembra tramontare su una luna terrosa e quindi cedere il suo posto alla cupola stellata in cielo.

Un’atmosfera così speciale è la fertile fonte di sensazioni estreme – ci si perde nella sua infinita solitudine, assaporando quel momento sospeso dove il concetto di tempo e spazio sembrano sparire, e quindi sottomettendosi totalmente al silenzio assoluto, mentre il cielo, quella vasta distesa sopra tale stupefacente vuoto, sembra sottrarci a questo straordinario ambiente. Quella notte magica mi ha cambiato.

Il giorno seguente, sulla via del ritorno, ho appoggiato una guancia sul tronco di un baobab millenario, e immersa nel profumo di questo monumento ancestrale, mi sono ricordata di una leggenda. Si narra che il baobab era innamorato di 4 ragazze che giocavano all’ombra dell’albero, ma quando le 4 ragazze raggiunsero la pubertà e diventarono belle donne, si innamorarono di 4 ragazzi del villaggio. La leggenda dice che il baobab era così furioso e geloso che imprigionò le 4 ragazze nel suo enorme tronco per punirle. La leggenda dice che se ti appoggi a quest’albero probabilmente sarai in grado di sentire le loro grida dalle viscere dell’albero che sembrano perforare il legno. Si dice che queste ragazze siano diventate la vera anima dell’albero. Nel dormiveglia ho immaginato di averle fatte uscire e le ho guardate mentre svolazzavano davanti a me, raggianti, libere.

È in questo preciso momento che ho iniziato a creare un profumo, scaturito  da tutte queste sensazioni. La bellezza sensuale delle  Makgadikgadi Pan, con il colore alabastro del paesaggio di questa notte molto speciale, il cielo tempestato di stelle sopra la mia testa, il sussurro del deserto e la fragranza legnosa che emana il monumentale baobab. Un simbolo ancestrale che porta tutta la storia dell’Africa nel suo tronco millenario. Questa immagine, gli odori e le sensazioni che mi hanno assalito, come un richiamo dalla natura, in un colpo solo.

Puoi descriverci il profumo? Questo profumo ha una struttura verticale. Il pepe verde l’ho usato per evocare il richiamo delle stelle, seguito da un mix di sandalo e legno di cedro a cui ho aggiunto un sottile tocco di patchouli per far risaltare l’aroma emblematico del baobab. Quindi ho iniziato a lavorare come uno scultore, volevo creare questa sensazione olfattiva tangibile della trama della corteccia e del legno, che sento ancora sotto la punta delle dita.

Puoi descrivere il profumo con 3 aggettivi? Mistero, libertà, legnoso.

Quali emozioni ti suscita questo profumo? Questa misteriosa fragranza, in cui le note legnose sono in overdose, è un RICHIAMO ALLA LIBERTA’ per le aride sabbie del deserto del Kalahari ….

Di che colore viene in mente questo profumo? Marrone come quello dei deserti e quello dei baobab, questa fragranza celebra la natura. Questa fragranza visionaria è un invito a celebrare la bellezza della natura e a preservare la terra.

La natura chiama, il pianeta piange: è tempo di cambiare il nostro comportamento, la nostra attenzione. Ascoltiamo di più ciò che la natura ha da offrire, viviamo di più in armonia con lei e non contro di lei.

Il Covid ci ha fatto capire che l’essere umano non è necessario su questo pianeta. Che il cielo, l’aria, le piante e gli animali stanno perfettamente bene senza di noi e che questo deve essere spunto per meditare. Noi siamo ospiti su questo pianeta non i padroni, smettiamoci di comportarci come se fossimo dio. Nel periodo di quarantena l’inquinamento è diminuito drasticamente, le persone si sono concentrate sulla propria famiglia, sulle persone amate e sulle cose necessarie, come il cibo, la salute dell’acqua, e si sono prese più cura l’una dell’altra.

Il silenzio per mesi è divento parte della nostra routine quotidiana e abbiamo avuto più spazio nella nostra giornata per la meditazione, per prenderci cura dei nostri bambini, della famiglia e delle persone fragili.

Scoprendo improvvisamente che ciò di cui abbiamo bisogno sono solo poche cose; salute, cibo, acqua, le persone amate intorno a noi, e che i nostri armadi sono pieni di cose inutili. Spero che questa situazione aiuterà tutti noi a renderci conto di quanto poco siamo paragonabili all’universo / dio, più o meno lo si chiami. Spero che umanità abbia avuto il tempo, e continuerà ad averlo, di meditare sul prossimo capitolo che vorremmo scrivere tutti insieme: un mondo più pacifico, uguale, non guidato dal denaro ma dal cuore.

Questo virus che attacca le vie respiratorie, ed è legato all’inquinamento di cui è responsabile l’essere umano, è più contagioso che pericoloso, e spero aiuterà le persone a rendersi conto del cambiamento che ognuno di noi deve fare nella sua routine quotidiana e concentrarsi sulle cose importanti, che i soldi non sono più il lusso ma lo è avere tempo per prendersi cura gli uni degli altri 

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