EXTRAIT D’ATELIER: il profumo del savoir-faire

Un nuovissimo brand di profumi italiano che celebra i mestieri d’arte e cattura l’odore che si respira nei grandi atelier. Scopriamo insieme EXTRAIT D’ATELIER, insieme alla sua creatrice…

Come nasce la passione per il mondo delle fragranze? Il mondo del profumo mi ha sempre attratto. Può avvicinare o allontanare, può far rivivere ricordi lontani o portarci lontano. E’ poesia che si sposa con la nostra personalità, sulla nostra pelle. Un’identità che si indossa più importante di un abito. I profumi accompagnano, avvolgono e creano un misticismo personale con l’incontro alchemico della nostra pelle. Amo particolarmente la ricerca artistica, lo spessore delle combinazioni delle materie prime che in diverse posologie possono creare combinazioni infinite. Inoltre mi affascina moltissimo il fatto che ridotto ai minimi termini è combinazione tra chimica e matematica, combinazioni che ci riportano alla forma alla connessione del tutto. Il prodotto per eccellenza più effimero, eppure così profondo, così evocativo.

Ci racconta del progetto EXTRAIT D’ATELIER? Sono cresciuta in Italia, nel Veneto, dove la maestria è ovunque ed in tantissimi settori. Ho avuto la fortuna di vedere da vicino mani sapienti che plasmano e, da materie inerti, creano nuova bellezza. Fin da piccola sono stata spinta a vedere il mondo, a viaggiare; ho vissuto in diversi Paesi d’Europa sia per studio che per lavoro. La più grande influenza mi è stata data poi dalla Francia. Un paese dove c’è molta attenzione alla cultura, all’arte, all’eccellenza, l’impegno a preservare ed esaltare il bello ad un livello sempre alto. Da fuori, poi, ho ridato molto valore all’Italia, un paese dalle mille risorse, pieno di creatività e splendore, sempre in prima linea nel mondo del fatto a mano e fatto bene…e non solo. Così due anni fa ho deciso di lavorare a questo progetto, EXTRAIT D’ATELIER, un percorso olfattivo che testimoniasse la maestria del saper fare, l’essenza di savoir-faire. Raccontare il Mastro nel suo spazio Alchemico, l’atelier, dove tutto accade mentre fuori tutto corre, il Mastro manipola, plasma, crea, da forma alla materia, creando bellezza. Ho scelto il profumo come strumento romantico per raccontare questa storia. Stiamo vivendo un momento storico molto importante. L’attenzione ai mestieri d’arte, al savoir-faire d’eccellenza è sotto i riflettori, al fatto a mano, al fatto bene EXTRAIT D’ATELIER è una forma di Manifesto olfattivo che vuole parlare dei mestieri d’arte, raccontarli, avvicinare le persone a conoscere da vicino questo mondo magico. Ho voluto abbracciare questo movimento contemporaneo, ed attraverso un design puro, rendere questo movimento moderno: il mestiere d’arte è stato, è, sarà sempre importante in quanto espressione umana che testimonia bellezza tangibile. Mi piace pensare che indossarlo è una scelta, sentirlo è un’esperienza, parlarne è una missione. Infatti i nomi dei profumi portano il nome dei mastri: Maître Couturier, Maître Chausseur, Maître Joaillier, quando si nomina il profumo si nomina il Mastro, si sparge la voce, si accende la curiosità.

Lei viene dal mondo della moda dove ormai l’imperativo sembra essere solo il profitto a scapito della creatività, e dove tutto ha ritmi serrati tanto da far scappare nel corso di qualche stagione diversi direttori creativi famosi dai più blasonati brand, quali sono gli aspetti del mondo della profumeria che si sono persi nel mondo della moda? Purtroppo è vero, il sistema (in generale) sta accelerando tantissimo a discapito della qualità e del bello. La tecnologia sta spingendo molto ed è un’opportunità ma non in tutto e per tutto. Chi ama la creatività senza compromessi ha scelto di dire no. Credo comunque che stiamo vivendo un momento bellissimo dove questa confusione, questa crisi di percorsi stia smistando le traiettorie. Mi piace pensare che nella nebbia è dove si trovano le soluzioni e chi ne uscirà sarà chi ha saputo mettere prima di tutto davanti l’UOMO per quello che è, nei suoi limiti, per la sua eccezionale creatività. E’ li dove bisogna puntare, per farlo bisogna lasciare spazio alla noia, al pensiero, al darsi tempo qualitativo, un po’ come i bambini, loro non conoscono la fretta, ma conoscono la loro voglia di andare oltre con i loro tempi. Quindi l’aspetto spettacolare nella creatività è il tempo. Non posso ancora confermare se il mondo del profumo sia diverso da quello della moda, quello che però ho visto finora nel mondo della nicchia è che ci si lascia il tempo di creare, di sperimentare, non ci sono imperativi di stagioni, di preview, di lancio ogni 2/4 mesi. Inoltre l’aspetto diverso dalla moda, è che un profumo è un abito che porta lo stesso nome ma cambia con la persona che lo indossa, quando si sposa con la pelle, diventa nuova opera d’arte, unica tra l’altro. Un vestito che non si vede, ma ha una forza identificativa unica. Un aspetto importante, ma in tutti i settori, sarà sempre e comunque continuare ad educare il cliente a capire la necessità di dare tempo e spazio alla ricerca e selezione, alla storia che sceglie di indossare, perché anche questo da valore allo sviluppo del profumo. La mission del brand e perché si indossa. Aziende e negozi hanno la responsabilità di sostenere questo equilibrio senza cadere nella trappola della corsa. Essere coerenti e rilevanti genera credibilità e lealtà, quindi ritorno e di conseguenza longevità. Lo dobbiamo al futuro.

Quanto é importante oggi la forma oltre alla sostanza? Quanto conta avere un packaging bello e d’impatto? Probabilmente la forma conta più del contenuto in quanto elemento accattivante. Il packaging deve riuscire a raccontare la storia senza troppo parlare. Deve portare il cliente ad avvicinarsi alla scatola anche senza servizio e carpirne il concept senza troppo leggere, soprattutto in questa nuova era dello shopping. Però poi è tutto un po’ come una rosa, se bella ti avvicini e la cogli. Se poi l’annusi ed ha un buon profumo diventa una rosa meravigliosa e si continuerà a coltivarla e a coglierla. Quindi se il prodotto poi non c’è il ritorno del cliente o la credibilità del brand con tempo potrebbe svanire.

Ci parla delle tre fragranze? Mi piace pensare che la storia di EXTRAIT D’ATELIER sia un poesia tradotta in gocce di profumo. Per questo primo lancio ho voluto raccontare 3 Mastri che si rifanno al mondo della moda, del vestirsi da testa a piedi. Un po’ un tributo alla mia esperienza di molti anni nel settore della moda.  Maître Couturier è una fragranza muschiata, si entra in una nube di vapori per poi percepire i tessuti: lane, cotoni, sete alla fine. Una fragranza rotonda, pulita. Rotoli di tessuti accatastati, il vapore di un ferro da stiro, un raggio di sole che entra dalle vetrate: un uomo o una donna dai vestiti curati, con gli aghi infilati nel taschino o nel porta spilli rosso fuoco, sorridono e accolgono i loro clienti, la loro prima materia per creare scultura. Ditali di rame, forbici di acciaio, tavoli in legno, macchine da cucire antiche che stridono, il passare di un filo, l’orchestra dell’ago.

Maître Couturier é un fragranza aromatica, legnosa, muschiata.Testa: Accordo Ozonato e Aldeidi. Cuore: Fiori di Lavanda e Violetta AfricanaFondo: Muschio Bianco, Legni di Betulla, Lauro e Guayaco.

Maître Chausseur: una fragranza orietale/ambrata. Si entra direttamente nel cuore del profumo, l’idea è di sentire non solo il cuoio ma la sua patinatura. E’ stata aggiunta una nota di caffè per rappresentare la pausa del Mastro, l’ambra per la preziosità di utensili e pellami allineati lungo il muro di sughero o adagiati sul tavolo di legno e d’acciaio, pinzette che lavorano filamenti di pelle. Aghi appuntiti, forme invecchiate che calzano prototipi di cuoio, tessuto, gomma., sentori di colle che acuiscono le emozioni. Scatole di cartone e sacchetti di cotone, spazzole e cera per lucidare, mani sapienti per un’ultimo tocco d’artista.

Maître Chausseu ha un nel cuore un accordo resinoso di elemi, incenso e cisto, coriandolo, calamo aromatico e zenzero, fiori di champaca e orchidea, caffè Fondo: vetiver e legno di sandalo, cuoio, ambra grigia, vaniglia.

Maître Joiallier: fragranza Verde/floreale, la testa ci invade di luce, bagliori per identificare le pietre preziose ed i metalli lucidati, per scendere poi in note più resinose per dare il senso del lavoro della customizzazione dei metalli, del fuoco, delle gomme. Riflessi di luce si diffondono ovunque, bagliori scaturiti dall’oro grezzo, dalla pietra appena intagliata, dalle pinzette arrugginite ma ancora forti. Lentezza, silenzio. Si incastona un diamante, si contiene l’emozione. Odore di metallo lavorato, le mani sapienti modellano la gomma per creare forme madri, un baluginare di colori, rosso rubino, rosa antico, castagna e grigio perlato, giallo acceso, verde smeraldo: il cielo è azzurro.

Maître Joiallier é una fragranza floreale aldeidica, ozonata, verde Testa: accordo aldeidico ozonato. Cuore: foglie di violetta, incenso, fir balsam Fondo: vetiver, legno di cedro, muschio bianco.

E’ stato scelto l’eau de parfum, una tecnica che si esprime intensamente e lentamente, tecnica che si identifica come il movimento del lavoro. Il profumo si muove, si evolve, come il plasmare di un’opera d’arte.

Dove sono prodotti i profumi di EXTRAIT D’ATELIER? In Italia, é un prodotto completamente Made in Italy.

Collaborate con nasi italiani o francesi? Anche i nasi sono italiani.

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