I Profumi Della Mia Vita: Ginevra Grasso, Clinic Manager

Mi chiamo Ginevra ho 40 anni, sono nata a Bergamo, ma nelle mie vene scorre sangue siculo. Sono laureata in architettura, ho studiato a Firenze e in Portogallo. Nel 2017 insieme al mio compagno abbiamo deciso di trasferirci a Bologna, qui ci siamo sposati ed è nata nostra figlia. Cosmetici e profumi sono stati da sempre la mia passione. Nel tempo sono divenuti anche la mia professione. Ho lavorato nella profumeria in diverse aziende, ruoli e città, fino a ricoprire la posizione di manager per un importante gruppo del segmento luxury.

Il profumo per me è…

Il profumo per me riveste una moltitudine di significati. Tentando di riassumere (solo parzialmente) direi che rappresenta soprattutto un mezzo per viaggiare. Questo aspetto è diventato più evidente durante il lockdown, quando è saltato il viaggio di nozze in Uzbekistan e le nostre vite sono state messe forzatamente in pausa. In quei mesi più che mai i profumi sono stati la mia compagnia, mi hanno condotto in molti luoghi, fatto viaggiare anche nel tempo, talvolta anche in ricordi dolorosi o, al contrario, nel miraggio di scenari da sogno. Per condividere questa passione e annotare i miei pensieri ho da poco aperto una pagina Instragram che ho chiamato con un gioco di parole note_di_viaggi.

Il profumo che amo indossare…

E’ quello che mi fa sentire bene nel momento in cui lo scelgo. Indipendentemente dalle stagioni e occasioni d’uso, purché sia concorde con il mio stato d’animo. Se è coerente con la mia persona, non rischierà di risultare stonato.

Il profumo che mi fa sentire potente e sicura…

Lalibela di Memo Paris: mi fa sentire sicura e protetta come se mi trovassi al riparo delle ali di un angelo.

Il profumo che mi fa tornare bambina…

Quello dei gelsomini della casa delle vacanze in Sicilia. Staccavo i fiori dalla siepe e ne succhiavo il nettare dal peduncolo.

Da bambina…

Ero attratta dagli odori che si nascondevano dentro le borse delle femmine. Più di tutte ero affascinata dalla figura di mia nonna materna che era stata una rivoluzionaria dei suoi tempi. Dalle sue unghie sempre laccate di rosso, dai flaconi di profumo che custodiva come reliquie. Li conservava in camera da letto dentro al suo armadio che apriva a chiave come uno scrigno ai miei occhi di bambina. I profumi non erano immediatamente raggiungibili, ma celati dietro ai vestiti appesi stirati perfettamente.

Il primo profumo che mi hanno regalato…

Una miniatura di Chanel n°5. Me la regalò mia nonna. Avrò avuto non più di 4 anni. Era il mio tesoro e sottintendeva un rilevante significato: sanciva, infatti, la mia ammissione nel mondo dei grandi e in quello delle femmine.

Il primo profumo che ho acquistato…

Probabilmente Angel di Thierry Mugler. Non ne sono certa, però.

I profumi che prediligo…

Profumi caldi e avvolgenti con note di tabacco, incenso, ambra e vaniglia.

Il profumo che ho usato più a lungo…

Classique eau de parfum di Jean Paul Gaultier.

Il profumo maschile che ho usato…

Non esistono generi per me. Sono distinzioni che rispondono soltanto a logiche commerciali. Comunque in adolescenza ho portato con soddisfazione Dolce&Gabbana Pour Homme EDT.

Il profumo che mi sono pentita di aver acquistato…

Un profumo di nicchia di un brand spagnolo acquistato al buio. Lo avevo immaginato un avvolgente ambrato con una morbida sfumatura mielata e invece al mio naso si è rivelata una vaniglia sintetica piuttosto fiacca.

Tra i miei profumi quello che mi rappresenta di più e perché.

Forse proprio quello che ho usato più a lungo e in momenti molto diversi della mia vita: Classique di J. P. Gaultier. Un profumo forte e fragile allo stesso tempo, che non si fa capire al primo spruzzo, ma che si adagia sulla pelle, fondendosi in un messaggio caldo, profondo e presente.

Il profumo che indosso oggi…

Purple Fig di Next Memory, un brand portoghese che ho scovato a Lisbona. Ne avevo bisogno per combattere la pioggia.

Un profumo che mi evoca momenti felici…

Lullaby di Francesca dell’Oro, il profumo della spensieratezza.

Se dovessi scegliere un profumo da indossare tutta la vita sarebbe

Estremamente difficile.

Tra i profumi che possiedo ne compaiono diversi del brand…

Nel rispondere a questa domanda mi rendo conto di non avere una predominanza di profumi di un brand in particolare. Vorrei, però, poterne annoverare di più di Francesca dell’Oro.

Ogni fase della vita è legata ad un profumo, in particolare…

La maternità. L’avversione per i profumi nei primi mesi di gravidanza, il corpo che si trasforma e con esso l’odore della pelle che diventa così morbida e dolce. I giorni dopo il parto, salmastri e confusi.

L’odore della mia bimba che ha invaso ogni cosa prima di lei. Il profumo della nostra conoscenza: latteo e zuccherino. Il tornare ad un respiro quasi animalico, per captare istintivamente ogni cosa nuova.

La mia collezione contiene… 

Non saprei stabilirlo, anche perché sono disseminati in più luoghi. Sicuramente una quantità di millilitri inesauribile da una sola persona in una sola vita. Non sono però un’accumulatrice smisurata. Periodicamente sento il bisogno di far spazio, di liberarmi e allora regalo, vendo, smisto. La vita mi ha portato ad affrontare molti traslochi e ad apprendere che non è un bene circondarsi di troppe cose.

La fragranza alla quale sono emotivamente legato/a…

Acqua di Gioia di Giorgio Armani, il profumo della mia mamma.

Il mio rituale profumato…

Non ho un vero e proprio rituale, però preferisco che non ci sia nessuno con me quando metto il profumo, lo considero un momento molto intimo.

Tra online e profumeria preferisco…

Cerco di prediligere e dare il mio contributo alla tutela dei negozi fisici, ma solo se trovo cordialità, competenza e sorrisi.

Il profumo della mia città…

Questa per me è la domanda per la quale è stato più complicato rispondere. La difficoltà non sta nell’identificare i profumi, ma la città, la MIA città. Pensando a Bologna, che è il posto in cui viviamo ora (con estremo piacere) direi il profumo dell’accoglienza, quello fumante dei tortellini quando fuori piove, il riparo dei portici, le caldarroste in via Rizzoli, l’odore acre dei ginko biloba in piazza Minghetti bilanciato dalla straordinaria bellezza del giallo autunnale, l’odore di cannabis, gioventù e ideologie della zona universitaria.

L’odore non legato al mondo dei profumi che amo di più…

Il caffè. Godo, nel rompere il sottovuoto di una nuova confezione, nell’ascolto di quel respiro che per un momento esala il pacchetto, nel travasare la polvere nel barattolo, inspirandone profondamente l’aroma. E poi il profumo del mare. Sempre e mai abbastanza.

Come mi rilasso…

Leggendo. Anche se ultimamente ammetto di essermi un po’persa. Amo le biografie, i romanzi e la letteratura portoghese. Nella nostra libreria c’è anche uno scaffale interamente riservato a libri e riviste legati al mondo dei profumi e dell’olfatto.

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