Iumé: il nuovo brand di candele profumate vegan, etico e sostenibile

Fragranze 100% naturali, packaging in carta riciclata e contenitori riutilizzabili. Alla scoperta di Iumé, marchio francese di fragranze d’ambiente green ed etico

E’ il momento della “green beauty”, banditi tutti tipi di conservanti e sostanze considerate inutili, se non tossiche, preferenza per prodotti che contengono esclusivamente ingredienti naturali, e possibilmente certificati bio. Anche il mondo dei profumi si adegua alle esigenze di un consumatore sempre più attento a ciò che mette addosso, tanto che l’ultimo anno ha visto nascere diversi brand di fragranze 100% naturali. C’è chi si spinge oltre aggiungendo come plus valore anche la sostenibilità e l’eticità, e se nel mondo dello skincare ci sono diversi esempi, in quello delle fragranze per ambienti Iumé è sicuramente unico nel suo genere.

Le candele di Iumé, nuovissimo brand francese, sono vegan e cruelty-free, invece di cera d’api sono prodotte con la soia, ma priva di OGM e pesticidi. Le candele di Iumé utilizzano stoppini di cotone e contengono fragranze 100% naturali, prive di alcol, composte esclusivamente da oli essenziali e assolute. Tutto é fabbricato in Francia, in collaborazione con produttori locali, e questo consente non solo di controllare la qualità, ma di ridurre al minimo l’impronta di carbonio e migliorare l’impatto sull’ambiente. Le scatole sono fatte di carta riciclata e cartone, i vasi di vetro, così come i contenitori in metallo, possono essere riutilizzati e riciclati.

Poiché il processo di produzione richiede energia ed elettricità, che hanno impatto sull’ecosistema, per compensare Iumé sostiene un’associazione molto particolare: Un Toit Pour Les Abeilles (un tetto per le api), che protegge il ciclo di vita delle api e l’espansione delle loro colonie. Iumé poi sostiene anche gli apicoltori francesi al fine di moltiplicare le colonie di api in Francia e preservare il loro ambiente.

La salute delle api e la loro salvaguardia é di vitale importanza per la sopravvivenza della specie umana. Senza le api, e gli altri insetti impollinatori non esisterebbe il 90% della flora, senza contare che il 75% della produzione agroalimentare è legata a questo servizio, che le api offrono gratis e che vale centinaia di miliardi di euro all’anno. Eppure secondo nuovi studi gli insetti impollinatori, api principalmente, sono in forte riduzione, tanto da rischiare l’estinzione. Le cause sono diverse: i cambiamenti climatici, con gi sbalzi di temperatura e il clima instabile, la perdita di habitat e, soprattutto, l’abuso di sostanze chimiche di origine sintetica in agricoltura.

Riuscirà il nuovo consumatore consapevole a cambiare anche in questo caso le regole del gioco, come sta facendo nel mondo del beauty?