Profumi: Mae, Paola Bottai per L’Estetista Cinica

Tre donne: un’icona, un “naso”, un’imprenditrice di successo, e un profumo tutto da scoprire nell’intervista a due voci….

Cristina Fogazzi aka l’Estetista Cinica, é sicuramente la donna del momento. Imprenditrice di successo, una self-made woman come direbbero gli anglosassoni, che grazie al suo blog, all’uso sapiente dei social media e al suo approccio onesto, empatico ed ironico nello sfatare i miti sulla bellezza delle donne sta costruendo un’impero. Con il suo brand beauty Veralab L’Estetista Cinica nel 2018 ha registrato un incremento del giro d’affari del 300%, merito del passaparola in rete, da parte delle follower, che ha fatto da cassa di risonanza. Da poco Cristina Fogazzi ha inaugurato un corner Veralab all’interno della Rinascente a Milano e lanciato una nuova fragranza, Mae, in collaborazione con il “naso” Paola Bottai.

Cristina dopo Circe e Greta un’altra donna musa di un profumo del suo brand. Se ci pensi é strano che nessuno abbia mai pensato prima di dedicare una linea di fragranze a delle donne del passato famose ma soprattutto con una grande personalità. Mae West l’ho scoperta per caso e me ne sono innamorata subito.

Per chi non avesse mai sentito parlare di Mae West… era una famosa attrice, femminista ante-litteram, e soprattutto un’icona. L’eccezione al cliché che vede il binomio bionda uguale svampita. Dotata di un humor al vetriolo, e un’intelligenza vivace, fu l’unica attrice, a cui venne concesso ai tempi, parliamo degli anni ’30, di scrivere le sue battute nei copioni. Memorabili le sue frasi celebri “Sono la donna di un uomo solo. Uno alla volta.” oppure “Io non sono una modella. Un modello è solo un’imitazione della cosa reale.” o “Non ho mai amato un’altra persona così come ho amato me stessa.”, “Le brave ragazze vanno in Paradiso. Le cattive ragazze vanno dappertutto” con cui si divertiva a scandalizzare l’America più puritana. Salvador Dalí, il pittore surrealista, progettò un divano ispirato alle sue labbra, West Lips Sofa. Il busto dell’iconica bottiglia torso, del profumo Schocking di Schiapparelli é ispirato a Mae West, che era una cliente della visionaria designer italiana. Secondo la leggenda finanche la bottiglia della Coca Cola riprende le curve del corpo sinuoso dell’attrice.

La vostra prima memoria olfattiva. Cristina: Il profumo che usava mia madre, Magie Noir. Paola: Le mandorle caramellate che faceva mia nonna. Si sentiva l’odore per tutto il palazzo. 

Che cosa rappresenta il profumo per voi? Cristina: Una grandissima passione, sin da piccola. Ho sempre amato poi la ritualità legata al profumo, l’ultimo gesto che si compie dopo essersi preparate per uscire.  Paola: Una passione diventata lavoro, che continua ad essere passione. Un enorme sblocco emotivo.

Come vi siete conosciute? Cristina: Paola mi ha contattata via Instagram. Ci siamo incontrate poco tempo dopo a Capri, dove ero in vacanza per qualche giorno con le amiche, e ho scoperto per caso che anche Paola era lì. Paola: Ho scritto a Cristina a metà Agosto 2018, appena ero venuta a conoscenza di questa forza della natura.  Mia madre mi aveva segnalato un articolo su di lei e la sua campagna social #kulolibero. Le avevo scritto per congratularmi con lei, lei mi ha risposto e dopo due giorni, siccome la vita a volte si ricorda di girare come deve, eravamo sedute ad un tavolino di un bar a Capri.  Coincidenze assurde! 

Cristina il suo amore per le fragranze artistiche é noto, quanti profumi possiede? Ne possiedo diversi. Ricordo che quando comprai la prima fragranza di nicchia, era quella di Olivier Durbano, Cristal de Roche, mi diede la sensazione di essere finalmente arrivata, per via del prezzo elevato. Sono sempre alla ricerca del profumo perfetto. Ne ho tanti che uso tutti.  Earl Grey & Cucumber di Jo Malone, Carnal Flower di Frederic Malle,  Lattedoro di Gabriella Chieffo, Palermo di Byredo, Lankran Forest di Maria Candida Gentile, Drôle de Rose di L’Artisan Parfumeur, Heliotrope di Etro, Menthe Fraiche di Heeley e potrei continuare…

Parlatemi di Mae. Cristina sei arrivata da Paola con le idee già chiare? Paola raccontaci di come hai dato vita a Mae; dal brief alla scelta definitiva, che note hai usato e perché? Cristina: avevo le idee chiare sulla donna a cui volevo dedicare il profumo, ma meno sulla fragranza, per cui ho dato a Paola carta bianca. Parlando di una diva anni ’30 Paola mi ha proposto una struttura classica ma contemporanea, molto alleggerita e luminosa che mi è piaciuto subito. Paola: Cristina aveva le idee chiare sulla donna a cui voleva dedicare la fragranza. Era Mae West. Una donna che io adoro da sempre. Mi ha lasciata completamente libera nella fase creativa. All’inizio l’idea era quella di restare sul semplice, senza osare troppo. Era un profumo da vendere on line, quindi doveva essere facile e piacere. Poi abbiamo pensato che Mae West, Cristina, io ed Enrica Mannari, che ha illustrato la confezione, meritavamo qualcosa di unico. Ho deciso di rischiare e ne è valsa la pena. È un profumo caldo e sensuale senza essere stucchevole, avvolgente ma grintoso. Fiorito ma moderno, legnoso ma lunimoso. C’è il patchouli, il gelosmino, il mughetto, i fili d’erba e tanti muschi. Niente prevale. tutto è armonia.
 
Paola hai mai avuto modo di sentire la prima versione, quella del 1937, di Schocking di Schiapparelli il profumo la cui bottiglia é ispirata al busto di mae West? Putroppo molto velocemente nel 2016 ad un evento dell’Osmoteque di Versailles, un fiorito narcotico, di una potenza incredibile!

Cristina potresti descrivermi le tre fragranze del tuo brand, Circe, Greta e Mae con degli aggettivi? Mae é intrigante, luminoso, un classico rivisitato. Circe con le sue note di vaniglia è goloso e rassicurante. Greta é algido, androgino, fresco, secco, con note di menta e rum.

Paola potresti descriverci Mae con degli aggettivi? Sensuale, ironico, iconico.

Un tipo di profumo che non indossereste mai e il tipo di profumo che non vorreste mai sentire su un uomo. Cristina: non indosserei mai fragranze orientali, così come non amo l’oud o l’incenso, troppo forti per me. Su un uomo non tollero le note troppo animaliche come l’oud ma anche quelle di tabacco, e tutto ciò che è troppo corposo. Su un uomo amerei sentire profumi del genere Pour un Homme de Caron. Paola: Io non indosserei mai un profumo alla vaniglia troppo classico o lavorato male. L’effetto deodorante per auto è assicurato. Ho lavorato molto per il mercato maschile, quindi ci sto molto attenta. Non c’è un profumo particolare che temo, ma non mi piacciono gli uomini che comprano i profumi perchè vanno di moda. Me ne accorgo subito quando accade così!

Un profumo che vi ricorda un momento molto felice, o che vi accompagnato in un periodo importante della vostra vita. Cristina: Hypnotic Poison di Dior mi ricorda la Cristina di tanti anni fa. Paola: Neroli Portofino di Tom Ford è un profumo che mi fa stare bene. Nonostante lo abbia indossato anche in periodi molto bui.