Bakel: lo skincare d’eccellenza Made in Italy

E’ il brand di skincare di cui tutti parlano e che, grazie al passaparola, sta conquistando le consumatrici più esigenti. Una storia d’eccellenza che premia e che ha reso Bakel il brand di skincare in forte ascesa. Ne parliamo insieme alla sua creatrice Raffaella Gregoris

Ha esordito in sordina per poi, grazie all’altissima qualità, la ricerca che c’è dietro, e soprattutto il passaparola diventare un fenomeno. Parliamo di Bakel, la linea di skincare di lusso completamente Made in Italy, con una crescita a doppia cifra, e la cui fama ha varcato i confini del nostro paese. Dietro il brand Raffaella Gregoris, non la classica imprenditrice che investe in un business ma una vera esperta; una che ha una tale conoscenza della cura della pelle che è difficile battere. Laurea in Farmacia, Master in Chimica Cosmetica per anni la Dott.ssa Gregoris é rimasta dietro le quinte creando linee di skincare per altri, fino a quando ha deciso di scendere in campo con un suo brand e sin dall’inizio si é posta degli obiettivi altissimi, perché le piacciono le sfide. Ma cosa ha reso Bakel a diventare il marchio di cui tutti parlano? Diversi punti di forza il primo dei quali si condensa nella filosofia- motto di Bakel: “100% principi attivi e zero sostanze inutili”. Ma parliamone insieme con la creatrice…

Come nasce la passione per questo mondo? E’ figlia d’arte? E’ avvenuto tutto per caso e gradualmente, studiando chimica al liceo classico, poche ore ma che lasciavano il segno. Poi gli studi in Farmacia e tra tutti gli esami mi sono appassionata in chimica cosmetica. Durante un Master ho conosciuto un dottore che viveva a Trieste e aveva un piccolo impianto di produzione, e vedendomi così appassionata mi chiese se volevo lavorare per lui. Poi un giorno andai dal direttore del laboratorio per riportare quello che ritenevo un errore; un siero alla vitamina E, che avrebbe dovuto essere super potente, ma la cui formula indicava di inserirne solo lo 0,1 %. Lui mi schernì bonariamente dicendomi che era ora di lasciare il paese dei balocchi perché nessun consumatore avrebbe saputo leggere l’etichetta e interpretarla, era il 1998. Tornai delusa alla mia postazione e applicai la vitamina E pura sulla mia mano notando l’effetto che produceva e pensai che sarebbe stato bello creare una linea che contenesse solo principi attivi. Sono passati dieci anni prima che l’idea si concretizzasse.

Ci racconta del suo esordio con Bakel sul mercato? Come fu accolto? Per arrivare a creare Bakel per anni ho lavorato come consulente creando linee di prodotti per le farmacie. Una volta pronta e con sei prototipi di sieri, contenenti il 100% di principi attivi, presentai Bakel al Cosmoprof, era il 2008, e non mi aspettavo l’attenzione della stampa e soprattutto i primi contratti firmati. Da allora é stato un crescendo.

Qual é il punto di forza di Bakel? Usiamo la biotecnologia applicata al mondo vegetale, scientificamente testata sulle performance. Tutti gli ingredienti che adoperiamo servono per la pelle e abbiamo bandito tutto ciò che é inutile e può nuocerle. L’INCI dei prodotti é trasparente per il consumatore, non abbiamo nulla da nascondere. La maggior parte dei cosmetici non riportano la data di scadenza? Noi l’abbiamo inserita perché è impensabile che un prodotto Bakel rimanga inalterato per più di 36 mesi. Per arrivare ad avere la qualità che abbiamo ed un altissimo tasso di fidelizzazione abbiamo speso oltre due milioni di euro in ricerca scientifica, registrato due brevetti: uno di natura chimica e uno relativo ad un processo industriale innovativo. Ogni prodotto della linea può essere usato su tutto il viso, compreso contorno occhi e palpebre, collo e decolletè.

Cosa sono per lei le sostanze inutili? Tutto ciò che non serve alla pelle. Anche noi conserviamo i prodotti ma lo facciamo usando delle sostanze con un effetto emolliente alternative e usando packaging airless. Inutili sono i coloranti o ancora il profumo che sostituiamo con degli oli essenziali ad azione anti-età. In alternativa agli emulsionanti utilizziamo dei derivati dell’olio di oliva con un’azione antiossidante e emolliente. Se un ingrediente non è in grado di dare un beneficio alla pelle, noi cerchiamo delle soluzioni alternative.

Bakel ha molte certificazioni o sbaglio? Come mai questa scelta? Bakel é il brand che ha il più alto numero di certificazioni di qualità: ogni materia prima viene accuratamente controllata, per la sicurezza dei nostri consumatori. Niente derivati animali, che danno elevata reattività se usati, e la cui assenza é confermata grazie alla certificazione ICEA, la più rigorosa in materia. La certificazione ufficiale “Cruelty Free” è un iter molto complesso che costringe l’azienda a sottoporsi a dei severi controlli su tutto il ciclo produttivo e su quello di ogni singola materia prima.  Bakel ci ha messo quasi due anni ad ottenerla ed è l’azienda numero 45 ad averla ottenuta. E’ costosa, difficile da ottenere e rallenta il lancio di qualsiasi nuovo prodotto. La certificazione si riconosce solo ed esclusivamente dalla presenza sulle confezione di un coniglietto con due archi e due stelline e con la dicitura corrispondente che riporta anche il numero al di sotto del simbolo. Molte aziende utilizzano dei simboli che rappresentano dei conigli che non hanno nessun valore e il consumatore non ha ancora imparato a riconoscere il simbolo del coniglietto europeo che rappresenta l’unica garanzia reale di acquistare un prodotto garantito Cruelty Free. I prodotti di Bakel sono privi di metalli pesanti, gluten free e nickel tested. Bakel ha inoltre una certificazione Kosher riconosciuta dalla comunità ebraica (niente uso di alcol nei prodotti e neanche per lavare i macchinari) a cui si aggiungerà presto anche una certificazione per chi é di religione musulmana.