Ciao Caterina, benvenuta su Beauty Scenario!
Raccontaci qualcosa di te…
Mi chiamo Caterina Roncati, sono fondatrice e naso del brand di profumeria artistica Strega del Catello, un progetto che nasce dalla mia tradizione familiare, focalizzato sull’artigianalità del processo di produzione e sulla ricerca costante di nuove modalità creative.
Che cos’è per te il profumo?
Una lente attraverso la quale osservo la vita.

Da dove nasce il tuo amore per il mondo delle fragranze?
Sono cresciuta osservando mio padre nel suo laboratorio farmaceutico intento ad annotare formule circondato da boccette di vetro contenenti gli ingredienti più disparati; quei ricordi e quegli odori si sono con il tempo sedimentati nel mio inconscio dando vita alla mia grande passione per la profumeria.
Dalle tue scelte estetiche traspare una certa nostalgia per il passato, in quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?
Credo mi sarebbe piaciuto molto vivere negli anni ’20.
Qual’ è stato il tuo percorso di formazione?
La mia iniziazione olfattiva è avvenuta a Parigi per poi continuare in Italia, ma più che ad una scuola devo molto ai maestri che ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino, in primis mio padre che mi ha trasmesso la passione per le piante e per i profumi, poi Tullio, l’assistente del laboratorio di famiglia, con il quale, dopo la scomparsa di mio padre, ho instaurato un bellissimo rapporto di scambio reciproco, Tullio infatti era anosmico, quindi se da una parte io apprendevo da lui i segreti del mestiere, dall’altra lui faceva affidamento sul mio naso per il controllo della qualità dei prodotti. Sono molto grata anche a Maria Grazia Fornasier e Marika Vecchiattini.
Entrando nel tuo studio di Genova si ha come l’ impressione di accedere ad una Wunderkammer, cosa ti piace collezionare?
Di tutto, ma ho una predilezione particolare per le acquasantiere, le tengo raggruppate nella mia stanza perché i miei figli non le amano particolarmente.
Qual’ è l’ oggetto presente nel tuo studio a cui sei più affezionata?
La penna stilografica di mio padre con la quale vergava a mano le etichette delle fragranze con un inchiostro diverso per ogni creazione; con la stessa penna ho voluto scrivere il mio libro Confesso che ho stregato.

Sui tuoi canali di comunicazione, ti diverti spesso a cercare corrispondenze tra le tue fragranze e pianteti, tarocchi etc… quella verso l’ esoterismo è soltanto una fascinazione di carattere estetico, oppure è un qualcosa che fa davvero parte del tuo modo di concepire la spiritualità?
Non potrei mai comunicare qualcosa in cui non credo. Ho avuto un’iniziazione cristiana, ma questa dottrina non mi ha mai appagato pienamente, ragion per cui ho continuato a cercare risposte alle mie domande, e dopo vent’anni di buddismo giapponese, mi sono avvicinata allo sciamanesimo immaginalista. Da questa nuova influenza è nata anche una mia fragranza: Pan, dal nome del dio greco della natura ma anche del caos, un nume che non vive sull’Olimpo ma sulla terra, tra gli uomini, proprio per questo motivo ho sentito il bisogno di adoperare per la composizione esclusivamente materie prime 100% naturali.
Se non fossi diventata una creatrice di fragranze, quale altro percorso avresti intrapreso?
Credo sarei diventata una naturalista, sono sempre stata affascinata delle piante, dal loro processo evolutivo e dalle storie che hanno da raccontare.
Qual’ è la tua materia prima preferita e quale invece non ami particolarmente?
Ho una particolare fascinazione per il Patchouli, il Calone invece è una di quelle materie prime che devo ancora imparare ad apprezzare.
Cosa ti ispira nella creazione di un profumo?
Senza dubbio le materie prime, cerco di ascoltarle, e di costruire loro attorno una struttura che esalti una particolare sfaccettatura della loro personalità.

Cosa ti piace fare quando sei libera dagli impegni lavorativi?
Attività semplici come leggere, studiare, cucinare …
La tua ultima creazione?
Sono molto orgogliosa di aver appena sperimentato un nuovo processo creativo, che consiste nel lasciar macerare alcuni dei miei profumi già presenti in collezione all’ interno di piccole botti in rovere o castagno. Il legno ed il tempo hanno conferito alle fragranze delle nuove sfaccettature olfattive. Per il momento ho applicato questa lavorazione soltanto ad Acqua di Panna e Violetta Mannara, ma sono molto soddisfatta del risultato e non escludo di applicarlo anche ad altre creazioni.
Una fragranza che hai realizzato della quale sei particolarmente orgogliosa?
La mia interpretazione di una delle materie prime più classiche della profumeria: Lavanda Barocca. Ha richiesto un lungo periodo di ricerca e sperimentazione, volevo una lavanda sacra e profana allo stesso tempo, barocca, ancestrale.
Ricordi qual’ è stato il primo profumo che hai acquistato?
Si, Opium di Yves Saint Laurent, un profumo che mi ha incuriosita da subito e che ho sentito l’esigenza di acquistare per studiarne le caratteristiche.
Qual’ è il tuo profumo preferito di sempre?
Non saprei sceglierne uno in particolare, ma ho una grande ammirazione per i classici Guerlain.

C’è un personaggio che ammiri e che per te è stato fonte d’ ispirazione?
Coco Chanel, credo saremmo diventate amiche, una donna coraggiosa e determinata, nonché grande imprenditrice.
Ho sempre avuto l’ impressione che, da un punto di vista professionale, alla strega piacesse stare un po’ in disparte, è soltanto una mia idea?
Credo ci sia effettivamente un fondo di verità, Strega del Castello sono io, è la mia storia, quindi immagino di esserne in qualche misura gelosa, a questo devo forse aggiungere un po’ di insicurezza personale e di paura del giudizio, ma credo sia arrivato il momento di far entrare un po’ più di luce nel mio antro, e a tal proposito posso anticiparti che ci saranno presto delle belle novità.
Grazie Caterina !