Materie prime e profumeria: Serge Majoullier, Jungle Essence™ creative expert di MANE

Figlio d’arte (anche suo padre era un profumiere) Serge Majoullier ha creato fragranze di successo per le più grandi maison; Hermès, Ralph Lauren, Thierry Mugler, Armani Privé, Victor & Rolf e molti altri. Ma da qualche tempo è meno concentrato sulla creazione di profumi e si dedica ad un lavoro molto interessante, da pioniere, per Mane, casa essenziera fondata nel 1871 da Victor Mane, e tutt’ora di proprietà della famiglia Mane. L’abbiamo intervistato per scoprire di più…

Di cosa si occupa in Mane? Sono il responsabile per la ricerca di nuovi ingredienti di origine botanica e nuovi processi. Il 50% del mio tempo è dedicato alla ricerca e ad immaginare nuovi processi, rispettando  la biodiversità di ogni paese. E’ un lavoro che amo perché ogni giorno è diverso.

Lei è il creatore di JUNGLE ESSENCE™ E-PURE JUNGLE ESSENCE™ ce ne parla? JUNGLE ESSENCE™ è un processo di estrazione che utilizza un gas, generalmente a bassa temperatura e bassa pressione, per restituire fedelmente l’odore della materia prima. Funziona molto bene con i legni e le spezie, meno con fiori e frutta. Nel cardamomo per esempio si riesce a catturale la freschezza di questa spezia, mentre l’olio essenziale è meno fresco e con l’assoluta si perde tutta la freschezza della spezia.  Con il pepe timur la classica estrazione fa perdere l’effetto boisè che si ha nelle note di testa, e che viene mantenuto insieme alla sfaccettatura fresca e agrumata grazie a JUNGLE ESSENCE™.

E per quello che riguarda E-PURE JUNGLE ESSENCE™? In questo caso abbiamo reinventato il processo di enfleurage, grazie ad una tecnologia avanzata, e invece di utilizzare i grassi animali facciamo macerare i fiori in olio di jojoba. Il concentrato di gelsomino, per esempio, estratto in olio è molto vicino al profumo del fiore, meno grasso se comparato all’assoluta, e poi mantiene l’aspetto verde che si perde nell’estrazione dell’assoluta, perché si usano dei composti chimici derivati dal petrolio. Questo processo di infusione è seguito da un’estrazione JUNGLE ESSENCE™, l’estratto risultante, chiamato E-PURE JUNGLE ESSENCE™ riproduce il vero profumo dei fiori freschi. E’ una tecnica d’estrazione rispettosa dell’ambiente,  un’alternativa green alle assolute, senza contare che offre ai profumieri una nuova gamma di estratti di fiori freschi.

Con quale materie prime funziona meglio E-PURE JUNGLE ESSENCE™? Con i fiori. Abbiamo creato un nuovo gelsomino, il Green Jasmine, il profumo è più verde, meno animalico e funziona meglio in una serie di composizioni.  Abbiamo utilizzato questo processo anche con la Champaca un fiore indiano, botanicamente si chiama magnolia champaca, esiste in natura una versione dai fiori bianchi e una rossi, meno indolica, ma l’assoluta di champaca sul mercato è di colore rosso e le aziende non riescono ad usarla. La Champaca ottenuta con E-PURE JUNGLE ESSENCE™ è incolore è ha questo odore di miele, gelsomino e fiori d’arancio.

Quanti ingredienti nuovi hai sviluppato negli ultimi anni? 15, 16, una media di 2/3all’anno. E’ un processo molto lungo e complicato.

Che profumo del passato avrebbe voluto creare? Avrei voluto creare Opium quando lo indossi, o lo senti su qualcuno, percepisci il sillage, il volume, ha una forte personalità. Ma amo anche i profumi confortevoli e più intimi.

Un odore senza cui non può vivere. Tutto quello che ha un profumo puro ed una forte identità. E’ difficile per un profumiere odiare un odore. Siamo abituati a creare accordi e a volte lavoriamo con ingredienti che possono essere poco piacevoli come il castoreum ma che combinati con i fiori per esempio o il patchouli danno origine a qualcosa di nuovo e sorprendente.

 

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