Amla: la panacea ayurvedica

Fortifica e combatte la caduta dei capelli così come ne stimola la pigmentazione. Le mille virtù dell’amla un concentrato di vitamina C, in bacche, da consumare fresche o secche.

di Federico Guiscardo

 

La tradizione della medicina ayurvedica ci regala una pianta molto interessante: l’Emblica Officinalis, detta comunemente Amla, o ribes  indiano. Si tratta di un arbusto dal frutto piuttosto aspro ed amaro, utilizzato da migliaia di anni nel subcontinente indiano per trattare  numerose patologie e per la cosmesi. E’ uno degli componenti principali del tonico ayurvedico chyawanprash. Riequilibra i tre dosha ed è uno dei tre ingredienti del preparato triphala, oltre ad essere presente in circa il 50% dei composti ayurvedici. La pianta è stata sottoposta a numerose ricerche, e le sono state riscontrate svariate proprietà: antibatteriche, antimicotiche e antinfiammatorie (è un rigeneratore delle funzioni pancreatiche), ma anche effetti antimutageni ed antitumorali utili per  il trattamento dell’artrite reumatoide e dell’osteoporosi.  Altri studi concludono che vi sia una riduzione del colesterolo LDL ed una regolazione delle funzioni epatiche. Ovviamente altri approfondimenti sono necessari per evitare facili infatuazioni che tanto caratterizzano una certa medicina naturale.

L’Amla contiene molta vitamina C ma per comprendere le ragioni delle sue forti proprietà antiossidanti bisogna probabilmente focalizzarsi soprattutto sull’alto contenuto di tannini idrolizzabili, specificamente ellagitannini, oltre ad altri polifenoli. L’amla è il componente principale di alcuni integratori alimentari in commercio in Italia per fortificare i capelli, sia come anti caduta che per combattere l’incanutimento precoce. Visto il prezzo elevato consiglio di assumere direttamente il frutto in estratto secco che è molto più economico. Gli ottimi effetti dell’amla si vedono soprattutto nell’uso topico. Fate un impacco miscelando la polvere di Amla con acqua fino ad avere  una crema pastosa. Lasciate riposare per almeno 2 ore, poiché la polvere assorbirà l’acqua conviene mantenerla un poco più liquida. Applicate poi la pasta sui capelli e sul cuoio capelluto con un pennello da tintura, risciacquate dopo 20 minuti. Nella tradizione indiana vale già come shampoo, mentre per molti occidentali  invece il semplice risciacquo non è considerato soddisfacente, poiché i capelli possono rimanere un po’ pastosi, soprattutto se sottili.

L’amla non tinge direttamente i capelli ma ne stimola la naturale pigmentazione. Volendo si può aggiungere dell’henné. Ottimo l’effetto anticrespo già dalla prima applicazione. L’amla viene consigliata anche come maschera per il viso. Io personalmente la sconsiglio per le pelli medie italiane, ma l’amla ha proprietà antisettiche e purificanti molto forti su pelli forti, grasse con tendenza all’acne per le quali é molto indicata, i brufoli sono riassorbiti con rapidità. Dopo una posa di pochi minuti in buona parte dei casi vi sono forti arrossamenti che possono durare ore, da evitare certamente il contorno  occhi, gli indiani hanno mediamente una pelle più resistente della nostra. Normalmente su internet si suggerisce di lasciarla per dieci  minuti, certamente da evitare perchè gli effetti possono essere davvero spiacevoli. Sarebbe opportuno fare prima un breve test di 4/5  minuti.