Amber K di Ella K: la mia recensione

E’ indubbio che ogni luogo ha un odore, ce ne accorgiamo soprattutto durante i viaggi, quando complice il relax siamo più ricettivi. C’è addirittura chi, come lo scrittore Rudyard Kipling, ha dedicato un libro, “I profumi dei viaggi”, agli odori dei viaggi fatti in diversi luoghi della terra. Ed é l’amore per i viaggi che ha spinto Sonia Constant, famoso naso, a creare souvenir olfattivi dei luoghi visitati, che fanno parte della sua linea di profumi, lanciata da poco sul mercato, dal nome Ella K Parfums.

Da bambina Sonia passava ore in giardino ad annusare i fiori, ma é stato solo a 16 anni che ha scoperto dell’esistenza dei nasi, e ha deciso che il suo futuro era creare profumi. Studi alla rinomata scuola di profumeria ISPICA di Versailles poi la carriera in Givaudan, storica e famosissima azienda che produce profumi e fragranze, dal secolo scorso, per le grandi maison di profumi e per i brand indipendenti.  Sonia, come Senior Perfumer di Givaudan, ha creato profumi per le più grandi maison: Tom Ford, Burberry, Lanvin, Salvatore Ferragamo, Guerlain, Narciso Rodriguez, Valentino. Ma è dietro anche creazioni di brand di fragranze artistiche in esclusiva nei Bar-à-Parfum di L’Olfattorio

Amber K la nuova fragranza di Ella Kè un viaggio olfattivo che inizia con un sussurro speziato, quasi come il crepitio di una fiammella al crepuscolo. Il pepe rosa schiocca sulla pelle con vivacità, mentre il giglio porta una freschezza vellutata e quasi cerimoniale, bilanciata da una nota sorprendente: il sigaro cubano. Non è fumo acre, ma un ricordo morbido e ambrato di cuoio, legni e tabacco, che apre il cuore della fragranza come si apre la porta di uno studio antico.

Nel cuore di Amber K l’iris si stende come un drappo di seta grigia: cipriato, elegante, con una tristezza austera che incontra la cremosità amara del cacao e la secchezza resinoso-legnosa del cedro bianco. Il patchouli, qui, non domina ma struttura: è terra umida e radici, è l’eco di un bosco tropicale visto dalla finestra di una villa coloniale.

La fava tonka nel fondo non addolcisce, ma avvolge. Il suo calore rotondo unisce le sfumature precedenti con grazia, lasciando un’impronta morbida, quasi carnale, sulla pelle. Amberk è una fragranza che non si racconta a voce alta: si sussurra, si intuisce, si ricorda come un incontro notturno o una lettera scritta a mano.

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