Gabriella Chieffo: Perfume Questionnaire

Il mondo degli odori di Gabriella Chieffo, creatrice dell’omonimo brand di fragranze, nel nostro questionario olfattivo…..

Imprenditrice di successo, ingegnere ambientale esperta in energia da fonti rinnovabili, da sempre una passione per il mondo dei profumi. Gabriella Chieffo ha esordito due anni fa con un brand di fragranze di nicchia che porta il suo nome e con il profumo Ragù, ispirato agli effluvi gourmand di uno dei piatti più amati della tradizione italiana, attirando subito l’attenzione dei media. Da allora non si é più fermata e nel frattempo ha finito il suo percorso di studi per diventare naso e che le ha portato a creare Taersìa. Nelle sue creazioni ricordi personali che prendono vita sotto forma di profumi ma anche storie di donne coraggiose e anticonformiste. Scopriamo insieme il suo universo olfattivo…

Primo ricordo olfattivo. Quello dello zucchero caramellato delle noccioline, legato alla fiera che si teneva nel mio paese.

Odore preferito. Il muschio di quercia, mi piace il suo sentore terroso, l’odore di muffa avvolgente. Tutto é legato al ricordo di Natale e di quando mio padre preparava il presepe.

Odore che odia. La puzza di latrina.

Un odore senza cui non può vivere. Quello del mare.

Odore della sua casa. Speziato e agrumato.

L’odore della sua città. Vivo a Lecce e la città ha un odore verde, fatto di essenze vegetali fresche. Piove pochissimo per cui c’è questo caratteristico odore polveroso, delle pietre riscaldate dal sole.

La sua Madeleine di Proust. Il dolce di castagne e cioccolato. Una ricetta di famiglia, custodita segretamente. Ha l’odore cipriato e dolce delle castagne che si mescola con il profumo del cacao amaro. E’ un dolce molto sensuale che ricorda il Mont Blanc.

L’odore peggiore che abbia mai annusato. Il pelo bagnato di un cane vecchio e morente.

Se fosse un odore? Il petitgrain o il patchouli, perché sono decisi, identificativi e determinati e mi rispecchiano.

Un odore di cibo che ama. Più che un cibo un dolce. Il babà al rum.

Tre odori e i ricordi legati. Quello del peperoncino piccante, soprattutto quando soffrigge. A casa mia si é sempre mangiato piccante quindi quando sento l’odore mi ricorda la mia infanzia.

Il profumo della cioccolata e dei frutti rossi quello di Angel, la mia adolescenza.

Il profumo dei neonati talcato e dolce, la nascita dei miei figli.

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