Satinine è un marchio di profumi storico fondato a Milano nel 1883 da Lorenzo Usellini, il brand ha segnato un’epoca con fragranze iconiche e un approccio creativo che fonde natura, scienza e memoria sensoriale. Dopo un periodo di oblio nel secondo dopoguerra, è stato rilanciato nel 2025. Curiosi di scoprirne di più abbiamo intervistato il Ceo, Andrea Galletti, che ha un notevole background nel mondo delle fragranze.
Come e quando hai scoperto la storia del brand?
Conoscevo da anni il nome del marchio, essendo un appassionato di profumeria storica italiana, ma fino al 2018 non ne sapevo moltissimo. In quell’anno acquistai una piccola boccetta di Aqvafragrans al mercato di Portobello Road, vicino a casa mia a Londra.
Rimasi subito affascinato dal decoro con la vite d’uva, che trovai piuttosto singolare. Mi colpiva soprattutto perché, pur trattandosi chiaramente di un prodotto profumato, l’immaginario visivo richiamava in qualche modo il mondo alimentare o vinicolo. A maggior ragione considerando che, storicamente, molti profumi erano ancora prodotti con alcol di origine alimentare, anche se già dalla metà dell’Ottocento l’alcol denaturato era utilizzato e regolamentato per diversi impieghi industriali e cosmetici.
Insomma, era una bottiglia a suo modo contraddittoria: elegante e misteriosa, ma anche ambigua, quasi confondibile con un prodotto da bere. Da lì è nata la mia curiosità. Ho iniziato a fare ricerche, ma questa bottiglia rimane tuttora un piccolo mistero: non sono riuscito a trovare praticamente nulla a riguardo. Abbiamo chiesto anche alla famiglia Usellini, che è stata proprietaria del marchio per circa cent’anni, di aiutarci a ricostruirne la storia.
Proprio questa ricerca, però, mi ha portato ad approfondire sempre di più la storia del brand e a scoprirne il fascino, la complessità e il valore all’interno della tradizione profumiera italiana.
Qual è stata la parte più impegnativa/difficile, per riportare in vita il brand?
Sicuramente la parte più complessa è stata riuscire a reimmaginare il marchio in una forma che ci piacesse davvero oggi, ma che allo stesso tempo fosse capace di raccontarne la storia.
Sono un grande estimatore di Ramdane Touhami, che ha firmato alcune importanti “resurrezioni” artistiche di marchi francesi. In un’intervista disse una cosa che mi è rimasta molto impressa: spesso, quando si prova a riscoprire un brand storico, l’errore è prendere gli archivi così come sono e riproporli pari pari. Ma un marchio riportato in vita deve piacere oggi, non cent’anni fa.
Questo è stato il punto più delicato: evitare sia l’effetto nostalgia, sia una modernizzazione troppo distante dall’identità originale. Non volevo sbagliare proprio su questo equilibrio. Per questo ho avuto confronti continui con il mio socio Ridgely Cinquegrana, già presidente di Loewe, e con i due designer che mi hanno accompagnato e aiutato moltissimo in questa avventura, Mara Bragagnolo e Franz Degano. Il lavoro più difficile, in fondo, è stato trovare una voce contemporanea per un marchio storico: non limitarci a conservarlo, ma farlo tornare vivo.
Quali dei profumi sono quelli storici?
Caccia alla Volpe ed Orchidea Nera sono i due profumi storici di Satinine, che ad oggi abbiamo riportato in vita.
Quante sono le nuove fragranze?
Ad oggi abbiamo 21 fragranze interamente formulate sviluppate da noi.
Quale tra le fragranze del brand ti rappresenta di più?
Sicuramente Libertino. È una fragranza a cui sono particolarmente legato, anche perché nasce in modo molto diretto dal nostro lavoro interno: abbiamo un piccolo laboratorio di produzione alla Bovisa e, per Libertino, ho annusato e scelto personalmente ogni singolo ingrediente utilizzato.
Sono da sempre innamorato dell’accordo tra vetiver, legno di cedro e bergamotto: lo trovo elegante, luminoso e allo stesso tempo molto naturale. In questo caso, però, abbiamo voluto aggiungere anche il cipresso toscano, proprio per rendere la composizione ancora più verde, più fresca e più vicina a un’idea di natura mediterranea.
Anche il nome, naturalmente, ha un peso. Libertino contiene una certa idea di libertà, di indipendenza, forse anche di leggerezza intelligente. In questo senso direi che è la fragranza che mi rappresenta di più.
-Qual è il vostro best seller in Italia?
Ad oggi sono due: La Linfa e Caccia alla Volpe, sul secondo chiaramente non ci sono sorprese, Lorenzo Usellini era un naso eccezionale.