Alla scoperta del Vetiver con Luca Maffei

Abbiamo chiesto al maestro profumiere Luca Maffei di svelarci tutto quello che c’è da sapere sul Vetiver, una delle materie prime più usata all’interno delle fragranze maschili, quella che da carattere ad un profumo….

Figlio d’arte (suo padre é un famoso essenziere) Luca Maffei ha studiato sotto la guida di Françoise Marin, profumiera ed ex direttrice della prestigiosa scuola di profumeria di Givaudan Roure, svolgendo il suo apprendistato in un’azienda essenziera di Grasse. Una volta terminati gli studi ha iniziato a lavorare come profumiere per Atelier Fragranze Milano azienda fondata dal padre e Maurizio Cerizza. L’azienda che ha sede a Milano vanta all’interno dei suoi spazi un laboratorio e fabbrica di produzione, specializzata nella creazione di fragranze esclusive e in marketing olfattivo. Con la fragranza Black Pepper & Sandalwood del marchio italiano ACCA KAPPA ha vinto il prestigioso premio “THE ART AND OLFACTION AWARDS”, nella categoria “Profumieri Indipendenti”, primo naso italiano che vince questo trofeo e per di più per un brand italiano. E’ il più importante e famoso maestro profumiere italiano, creatore di moltissime fragranze, tra le ultime Terra Mia per Carthusia, This is Not a Blue Bottle 1.5 di Histoires de Parfums, Quelques Fleur Jardin Secret per Houbigant; Rosso Epicureo per Jacques Fath solo per citarne alcuni…

Prima memoria olfattiva legata al vetiver. Un profumo: Vetiver di Guerlain, un super classico.

Qual è l’aspetto che ti piace di più del vetiver? Mi piace la sua profondità. E’ una materia prima che sembra quasi tridimensionale, soprattutto se si usa la qualità di Haiti, con la nota di testa più fresca, perché da una struttura verticale alle creazioni. Il vetiver di Haiti ha questa freschezza legnosa in apertura che, man mano che la fragranza evapora, si scalda sempre di più, fino a diventare una sorta di base per la fragranza.

Che odore ha il vetiver? Ha un odore molto gradevole. E’ classificato come “wet woods”, legno bagnato. Il suo olio essenziale si ottiene dalla distillazione a vapore delle radici, le quali ben impiantate nel terreno mantengono una caratteristica sia legnosa che una parte più bagnata conferita dal sottosuolo. Riesce quindi ad avere diversi aspetti olfattivi, una fresca apertura quasi citrica che poi lascia spazio prima ad una sfumatura grossomodo aromatica e poi prende il suo caratteristico odore legnoso di radice con un accento terroso. Quest’aspetto mi piace molto vetiver.

Che cosa apporta il vetiver all’interno di una creazione? Mi piace come materia prima all’interno di un profumo, amo usarlo perchè da un senso di profondità, come se allungasse un pò le fragranze. In una nota maschile non può mancare perchè aggiunge carattere, masconilità. E’ divertente anche accostarlo a note femminili come un fiore, tipo il giglio, il fiore di loto o una tuberosa.

Tra le fragranze che hai creato l’accoppiamento più interessante fatto con il vetiver: Per quello che riguarda  le note legnose mi é piaciuto molto usarlo in combinazione con l’oud in Oud Imperial di Perris Montecarlo, perchè rafforza il carattere dell’oud e perché amplifica la sensazione di esplosività della nota legnosa. In MyLo di Laboratorio Olfattivo l’ho accopiato con il giglio per il contrasto tra la morbidezza del fiore bianco e il carattere che può avere una nota legnosa.

Hai mai creato dei profumi al vetiver? si mi è capitato di lavorare il vetyver e mi è stato chiesto di farlo in chiave moderna e fuori un po’ dagli schemi maschili tradizionali, ho allora immaginato di creare un vetiver dolce e morbido giocato sui contrasti e accompagnato da un accordo marron glacé.

La miglior interpretazione del vetiver in un profumo. Quello di Guearlain é eccezionale, ma anche Encre Noir di Lalique, perchè ha la parte fumè dal vetiver Java che si porta dietro questa connotazione fumè molto più scura ed interessante. Da citare per forza anche Terre d’Hermes un vero masterpiece!

Quanti tipi di vetiver esistono?   Il vetiver è una pianta indiana, sono stati i commercianti francesi ad importarlo in Europa, all’epoca c’era il vetiver Bourbon dall’isola di Reunion. Oggi principalmente in profumeria vengono utilizzati due tipi di vetiver: quello indonesiano di Java e quello di Haiti. Quelo di Java nella sua distillazione a vapore si porta dietro la nota legnosa ma con una sfumatura un po fumè che lo rende più caldo e avvolgente. La qualità Haiti non ha questa nota affumicata ma ha una sua freschezza di testa molto marcata che ricorda, quasi a tratti, un pompelmo o un limone, molto fresca in testa.

In una composiszione olfattiva dove troviamo il vetiver? Essendo un legno si trova nelle note di fondo.

Esiste una molecola sintetica simile al vetiver? Dalla distillazione del vetiver si può ottenere l’acetato di vetiverile, una molecola che gli da spinta in testa e che poi é stata sintetizzata chimicamente.

Aneddoti sul vetiver. Il vetiver è la chiave di una delle più importanti famiglie olfattive, la fougere:  lavanda, geranio, vetiver, muschio di quercia e cumarina. L’olio essenziale di vetiver si ottiene per distillazione in corrente di vapore dei rizomi, quindi delle radici, e per avere un kg di olio servono circa 200-300 kg di radici. Un’aspetto che mi piace del vetiver é che è una pianta eco-friendly. Avendo radici molto lunghe, la pianta arriva a 3 metri,  in alcune terre come Haiti, che sono friabili e soffrono di smottamenti, la coltivazione del vetiver previene il dissesto idrogeologico.