Andrea Maack: quando l’arte incontra il profumo

La profumeria indie come non l’avete mai conosciuta: Andrea Maack si racconta e ci presenta le sue fragranze

di Andrej Babicky

Fotografie di Benjamin Hardman

Andrea Maack è un’artista islandese conosciuta in tutto il mondo per le sue istallazioni multisensoriali. Il suo percorso artistico e l’esplorazione l’hanno portata a coinvolgere nelle sue mostre anche l’olfatto. Così nasce la linea di fragranze Andrea Maack contradistinta dal processo creativo unico; fragranze inusuali radicate nell’essenza islandese e il design moderno(Scroll down for english version of the interview) 

Ciao Andrea. Sei una rinomata artista multisensoriale. Riunisci la parte visiva della percezione, ma anche quella olfattiva. Puoi dirci quando e come inizia il tuo viaggio? Perché hai deciso di creare fragranze? L’idea è nata lentamente e organicamente attraverso le mie mostre. L’idea di lavorare con il profumo è nata attraverso una serie di mostre, e ho sempre immaginato di creare una sola fragranza intitolata SMART (Smell Art), ma dopo quello spettacolo mi sono appassionata e ho iniziato a lavorare su installazioni olfattive a tempo pieno. Il brand è nato quando sono stata invitata alla mostra di apertura di una galleria di design nel centro di Reykjavík, e ho deciso di fare un’installazione sotto forma di un negozio di profumi Andrea Maack: ho creato a mano 1000 bottiglie e aperto la mostra per 6 settimane. Wallpaper Magazine ha scritto un articolo sullo show, e successivamente sono stata contattata da rivenditori da tutto il mondo, che desideravano avere il mio brand che esisteva solo attraverso questa mostra. Il resto è storia.

Cosa significa profumo per te? Lavoro in un processo insolito e i miei profumi non sono mai stati pensati per essere indossati, ma la gente ama indossarli, ed è impossibile decidere cosa piacerà al consumatore finale. Di solito lavoro su nuove creazioni per un periodo di alcuni mesi, invio ai “nasi” schizzi e idee grezze, che sviluppiamo insieme per trasformare la visione che è nella mia mente e nel naso in un profumo coesivo.

La scienza nella creazione di un profumo è molto delicata. La vecchia nozione di qualcuno che mescola oli in un contenitore non è realtà, sono proprio il camice bianco e i robot che preparano i profumi in un ambiente pulitissimo e sterile. È anche sorprendente, poter far parte del costante sviluppo di nuove note olfattive. È super affascinante e piuttosto misterioso.

Come si inserisce il profumo nella definizione di arte? Ha iniziato con le mie mostre d’arte, quindi per me sono congiunte. 

I flaconi delle fragranze sono sculture eleganti e quasi futuristiche. Qual è l’ispirazione dietro di essi? I flaconi Andrea Maack sono disegnati dall’architetto milanese Maddalena Casadei, attingendo alle mie radici nordiche e alla mia arte. Traggono l’ispirazione dalle forme scultoree in natura, in particolare dalle rocce vulcaniche di ossidiana nera trovate negli altopiani islandesi, focalizzate su linee pulite che si tengono bene in mano, di colore scuro e dal design elegante. Il loro design è stato scelto come uno dei più innovativi design di bottiglie di profumo in una selezione di Wallpaper * Magazine nel 2018.

Qual è il tuo primo ricordo olfattivo? Alcuni odori dell’infanzia sono rimasti con me, per esempio quando ho creato BIRCH avevo in mente la casa di famiglia che avevamo appena fuori Reykjavik, circondata da betulle. Quello è l’unico albero che abbiamo qui ed ha un profumo molto specifico in estate e in primavera, quando piove su di esso… Inoltre, abbiamo una cultura della piscina molto forte, quindi ho molti ricordi di quando ero una nuotatrice professionista e nuotavo ogni giorno. Quell’odore pulito e particolare mi ha davvero colpito.

Ti ricordi il primo profumo che hai mai indossato e cosa ti è piaciuto? In realtà non indossavo così tanto ai profumi. Ho attraversato le fasi CK One e Issey Miyake, mi piacevano le qualità pulite e unisex che avevano.

Quando lavori ad un profumo, cosa ti ispira? È un processo artistico molto simile a qualsiasi altro; non è mai preconcetto e di solito lascio che le idee vengano a me attraverso disegni, scarabocchi, annotandole costantemente ed avviando in questo modo un processo con ciò che voglio davvero vedere in una fragranza. Collaboro molto con i “nasi” che scelgo. I primi profumi sono stati creati attraverso i miei disegni e le mostre, da stati d’animo, come per esempio Craft, ma alcuni di loro sono più letterali. L’Islanda, dove sono cresciuta, e sono tornata a vivere avrà inevitabilmente una certa influenza sulle creazioni di fragranze come Dual, basate sulla cultura del nuoto e delle sorgenti calde.

Cosa rende unici i tuoi profumi? Il processo artistico insolito che è impossibile da copiare.

Puoi parlarci delle tue fragranze? Qual è stato la più impegnativa da creare e qual è la tua preferita? Probabilmente COVEN e CRAFT, che sono molto diversi. COVEN è questo folle profumo verde che pensavo non piacesse a nessuno, e che sarebbe stato solo un’edizione limitata. Invece si è rivelato il nostro profumo più popolare. L’idea alla base, era di avvicinare le persone alla natura. Le persone nelle grandi città che bramano davvero il verde e la natura. È l’Islandese che è in me.

Penso che CRAFT sia un profumo spigoloso, scandinavo e glaciale. Non che io sia molto gelida, ma penso di essere il tipo che arriva dritto al dunque. Non sono dolce, sono più simile a “facciamo le cose”, che è molto scandinavo. Poi invece, potresti dire che abbiamo tutti l’esterno algido che devi attraversare o sciogliere per arrivare al cuore. Questo deriva dal nostro istinto di sopravvivenza.

Come indossi un profumo? Hai consigli su come indossarli? Io lo spruzzo dappertutto, ma è molto individuale, l’unico consiglio è forse applicare il profumo circa trenta minuti prima di uscire, in modo che le note di testa siano svanite e si abbia il profumo completo.

Dove è possibile acquistare i tuoi profumi? Online: su www.andreamaack.com e presso rivenditori selezionati in tutto il mondo.

Puoi dirci qualcosa sul tuo Paese, i tuoi luoghi preferiti attraverso l’olfatto? Con quale fragranza le identifichi? Penso che ora, quando guardo indietro, sia più facile vedere come l’Islanda mi abbia influenzata, perché quando vivi qui, da bambino, pensi che tutti possano correre sui ghiacciai e vedere l’aurora boreale ogni giorno, pensi che questo sia il mondo. E poi, quando diventi un giovane adulto, non vuoi più stare qui, perché fantastichi sulle grandi città del mondo. Oggi l’Islanda si sente più come una vibrazione inconscia dentro di me – non ci penso quando sto creando, ma è ovvio che mi ha influenzata, penso che sia “lì” in ogni profumo, in ogni bottiglia che disegno.

Ho viaggiato molto da bambina, ed ora amo tornare in Islanda, perché riesco davvero ad apprezzarla. C’è così tanto spazio per fare quello che vuoi, ed è probabilmente per questo che non ho mai sentito confini in quello che faccio. Non mi sono mai sentita limitata.

Cosa pensi che manchi alla profumeria oggi? Cosa ti piacerebbe vedere migliorato o cambiato? Forse un pò più di innovazione, quando si tratta di campionamento, ecc.. Penso che quasi tutti i profumi di cui avremo mai bisogno siano stati creati, ma mi piacerebbe vedere il settore muoversi di più nella sfera tecnologica e diventare più moderno.

ENGLISH VERSION

Indie perfumery as you’ve never known it: Andrea Maack when art meets perfume. 

Photography Benjamin Hardman

Andrea Maack is an Icelandic artist known worldwide for multisensory installations. Her artistic career and exploration led her to involve the sense of smell in her exhibitions. In this way originate the line of fragrances Andrea Maack characterized by the unique creative process, unusual fragrances rooted in the Icelandic essence and modern design.

Hello Andrea. You are a renowned multisensorial artist. You bring together the visual part of perception but also the olfactory one. Can you tell us when and how your journey starts? Why did you decide to create fragrances? In the beginning, the idea was never to create a brand, it was born slowly and organically through my exhibitions. The idea of working with scent came about through a series of exhibitions and I always envisioned only making one fragrance titled SMART (Smell Art), but after that show, I was hooked on this process and started working on scented installations full time. The brand came about when I was invited to host the opening show of a design gallery in downtown Reykjavík and I decided to do an art installation in the form of a Andrea Maack perfume shop,” handmade 1000 bottles and opened the show for 6 weeks. Wallpaper Magazine did a write-up on the show and after that I was contacted from all over the world from retailers that wanted to stock the brand that only existed through this one exhibition, and the rest is history.

What means perfume for you?  I work in an unusual process and my scents were never really meant to be worn but people love to wear them, it’s impossible to decide what the consumer will like in a scent. I usually work on new creations over a period of a few months and send the “noses” rough sketches and ideas that we develop together to make my vision that’s in my mind and nose come together in a cohesive scent. The science in creating a scent is very tricky, the old notion of someone mixing oils in a bowl is not reality, it’s very much the white lab coat and robots that mix the scents in a super clean and sterile environment. It’s also amazing to be able to be a part of the constant development of creating new fragrance notes. It’s super fascinating and quite secretive

How does perfume fit into the definition of art? It started throgh my art exhibitions, so for me it always holds hand in hand.

The bottles of your perfumes are sleek and beautiful almost futuristic sculptures. What is the inspiration behind them? The Andrea Maack perfume vessels is designed by Milan based Architecht Maddalen Casadei took inspiration from my Nordic roots and my body of artwork. My inspiration came from sculptural shapes in nature, particularly black Obsidian Volcanic rocks found in the Icelandic highlands, focused on clean lines that hold well in the hand, dark in colour and sleek in design. Actually the bottle design was chosen as one of the most innovative fragrance bottle designs in a selection by Wallpaper* Magazine in 2018.

What is your first “olfactive” memory? Some childhood smells have stayed with me, for example, when I created BIRCH, I had in mind a family house we had just outside Reykjavik, which was surrounded by birch trees. This is the only tree that we have here and it has a very specific scent in the summer and in the spring, when it’s sort of raining on it… Also, we have a very strong pool culture here, so I have a lot of memories form back when I was a professional swimmer and I was swimming daily — that clean distinctive smell really stuck with me.

What was the first perfume you did ever wear and what did you like about it? I wasn’t wearing that much perfume, actually, and didn’t think that much about scents. I went through the CK One and the Issey Miyake phases, I like the cleaness and unisex qualities they had.

When do you work on a perfume, what inspires you?  It’s very much an artist’s process like any other subject, it’s never preconceived and I usually let the ideas come to me through drawings, scribbling, writing down ideas constantly and organically starting a process with what I really want to see in a fragrance. It’s very much a collaborative work with the “noses” I work with. The first scents were created though my drawings and exhibitions where I took queues from moods, color, and text like f.exmp Craft, but some of them are more literal. Now that I’m based in Iceland where I grew up it will inevitably have some influence on the fragrance creations like Dual that´s based on the swimming and hot spring culture in Iceland.

What makes your perfumes unique? The unsualy artistic process that´s impossibble to copy.

Can you tell us about your fragrances? Which one was the most challenging to create and which one is your favorite? It’s probably COVEN and CRAFT, they’re very different. COVEN is this crazy green scent that I thought nobody was going to like and would only be a limited edition. But it turned out to be our most popular scent by far. The idea behind it was to get people closer to nature. People in the big cities who really crave for the green and for nature. It’s the Icelandic in me. And I think that CRAFT is the edgy, scandinavian, icy scent. Not that i’m very icy, but I think I’m the “on to the point” kind of a character. I’m not sweet, I’m more like “let’s get things done”, which is very scandinavian. But then, you could say that we all have the icy exterior that you have to get through or melt to get to the heart. That comes from our survivor instinct 

How do you wear perfume? Do you have advice on how to wear them?  I just spray all over like a crazy person, so it´s very individual, the only andvice is maybe to spay 30 min before leaving the house so the top notes have gone and you have the complete scent.

Where is possible to buy your perfumes? Online at www.andreamaack.com and at selected retailers worldwide.

Can you tell us something about your country, your favorite places through the sense of smell? With what fragrance do you identify them?  I think now, when I look back it’s easier to see how Iceland influenced me, because when you’re just living here, as a child, you think that everybody can run around in glaciers and see the northern lights everyday, you think that this is the world. And then, when you become a young adult you don’t want to be here anymore, because you fantasise about the big cities around the world. Today, Iceland feels more like an unconscious vibration inside me — I don’t think about it when I’m creating, but it’s obvious that it influenced me, I think it’s just “there”, in every scent, in every bottle that I design. I did a lot of travelling as kid, and now I really love it to be back in Iceland, because now I can really appreciate it. You have so much space to do whatever you want and that’s probably why I’ve never felt any boundaries in what I do. I’ve never felt restricted.

What do you think is missing from perfumery today? What would you like to see improved or changed?  Perhaps a bit more innovation when it comes to sampling etc, I think pretty much every perfume we will ever need has already been created, but I would like to see the industry itself move into more into the technology sphere and become more modern. 

Andrea, thank you for your time. I wish you all the best for the future.

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