Andrea Rubini: questionario olfattivo

Alla scoperta del mondo olfattivo, in immagini, di Andrea Rubini, creatore del brand di fragranze di nicchia R U B I N I Profumi

È cresciuto circondato da effluvi profumati, quelli della storica profumeria di famiglia, fondata nel 1936, ma Andrea Rubini alle note olfattive preferiva quelle musicali, da chitarrista in una rock band mai avrebbe pensato in un futuro nel mondo delle fragranze. La grande passione nasce quando inizia a lavorare nel negozio, scoprendo con meraviglia la bellezza dell’alta profumeria.  Dopo alcuni anni passati a conoscere e comprendere questo mondo rimane colpito nel vedere come il mercato sia inondato di offerte sempre meno interessanti, dove il profitto e il marketing predominano rispetto alla creatività e qualità. Da qui il bisogno di esprimere una propria visione tramite un progetto olfattivo il cui concetto fosse in grado di esprimere la bellezza senza tempo, oltre la moda e le tendenze, seguendo la linea dei grandi classici che ammira e usando come spunto narrativo importanti esperienze di famiglia. La prima fragranza: Fundamental, lanciata nel 2015, cattura subito l’attenzione e il plauso di stampa specializzata e buyer e lancia R U B I N I Profumi  nell’olimpo delle fragranze di nicchia, aprendogli le porte di numerosi retailer internazionionali.

Prima memoria olfattiva. L’odore di mia madre.

Odore preferito. L’aria di montagna in estate, quando il profumo della boscaglia umida si fonde nell’aria con quello dei pascoli.

Un odore di cibo che ama. Curcuma.

Un odore che odia. L’odore di alcuni muschi bianchi.

Un odore senza cui non può vivere…. Il profumo delle guance di Arianna (la mia compagna).

L’odore della sua casa. Accogliente. Talvolta profumata d’incensi e fragranze alla mirra.

L’odore della sua città. Umidi edifici storici, verde natura intorno all’acqua, saporiti soffritti dalle cucine dei ristoranti e campagne coltivate. Rappresenterei così gli odori tipici di Mantova.

Un dipinto un pittore, o un’opera d’arte che cattura sapientemente il mondo dei profumi. Sono sempre stato appassionato di musica, sia da ascoltatore che da musicista, e quando iniziai a lavorare in profumeria, nel negozio storico di famiglia, scoprii un collegamento stretto tra musica e profumi. Si parlava di accordi, toni, volume ed armonia.  I profumi erano quindi divenuti ai miei occhi composizioni da ascoltare e capire, e così addentrandomi sempre di più in questo mondo me ne innamorai profondamente. Sgt. Pepper’s Lonely Hearths Club Band (album dei Beatles) è l’opera d’arte che mi ha fatto nascere la passione verso la composizione.  Mi riporta a quando da ragazzo scoprii un mondo in cui la bellezza era sinonimo di sperimentazione e ricerca verso nuovi canoni estetici.

Qual è la cosa peggiore che abbia mai annusato? Passo.

La sua madeleine di Proust.  Un profumo di Comptoire Sud Pacifique all’Oud. La prima volta che l’ho annusato sono stato trasportato immediatamente all’interno di quell’edicola che profumava di confezioni di plastica e mobili di legno. Riappropriandomi così di un ricordo perduto da vent’anni, quando da bambino trascorrevo le vacanze estive con i nonni in montagna. Tutte le mattine entravamo in quel negozio che profumava in maniera così strana per prendere i giornali prima della passeggiata.

Quale tra le sue creazioni ama di più indossare? Fundamental, il primo e unico profumo R U B I N I.

3 odori e gli eventi del passato che quegli odori riportano alla sua mente.
Il profumo del gelsomino (rincospermo per l’esattezza) portato dal vento mi ricorda le vacanze estive sul Lago di Garda.
L’odore delle macchine da fumo mi rievoca invece il palco al primo concerto con la band.
L’oud (sintetico) lo ricollego immediatamente all’aria impregnante che si respira alle fiere di profumeria di nicchia.