Bergamotto: eccellenza italiana

Alla scoperta delle materie prime naturali d’eccellenza della profumeria; il bergamotto, lo strano agrume che cresce esclusivamente in Calabria, dove si concentra il 95% della produzione mondiale…

di Vanessa Caputo

Le sue origini sono avvolte nel mistero e si perdono nella storia. Sulla sua provenienza sono state avallate mille teorie; c’è chi dice arrivi dalla Cina, chi dalla Grecia, chi ha ipotizzato che sia stato Cristoforo Colombo a introdurlo in Europa di ritorno dai suoi viaggi. Sta di fatto che da tempo immemore il “citrus bergamia”  ha eletto come habitat d’eccellenza esclusivamente un tratto della costa ionica calabrese in provincia di Reggio Calabria, tra Catona e Monasterace, dove cresce la varietà più pregiata che va a rifornire la quasi totalità del mercato della profumeria mondiale. In tanti hanno provato ad avviare la coltivazione di bergamotto, e in diverse aree del mondo, invano. Ormai è un dato di fatto che l’agrume, frutto ibrido che nasce dall’incrocio tra limone e l’arancia amara, ama esclusivamente il clima collinare di quest’area della Calabria, dove si concentra il 95% della produzione globale di bergamotto, l’altro 5% è coperto dalla Costa d’Avorio, anche se di qualità molto più bassa rispetto a quello calabrese.

Le prime notizie della presenza del bergamotto in Europa risalgono 1693: nel libro “Le Parfumeur Francois”, stampato a Lione, da un certo Le Sieur Barbe Parfumeur, dove secondo l’autore, il bergamotto è ottenuto dai frutti di una specie di agrumi innestate sul tronco di una pera bergamotto. Nel 1713 il botanico Johann Christoph Volkamer di Norimberga pubblicò un volume sugli agrumi, “Nürnbergische Hesperides”, dedicando un capitolo alla bergamotta Himon, che chiamò “gloria limonum et fructus tra omnes nobilissimus”, e scrisse che gli italiani ottenevano da essa un’essenza preziosa. Sin dalla sua introduzione in Europa l’olio essenziale di bergamotto fu inizialmente usato esclusivamente nella medicina popolare e poi ufficiale. Secondo Fluckiger e Hambury (1878), l’olio di bergamotto era incluso in un elenco (stampato nel 1688) di medicinali disponibili in una farmacia nella piccola città tedesca di Giessen.

A fine ‘600 Gian Paolo Feminis inventa l’“Aqua Mirabilis“, un’acqua profumata dalle proprietà medicamentose a base d’alcol, tra cui ingredienti compare il bergamotto, sulla base di un’antichissima ricetta creata nei conventi da frati erboristi, di cui egli era venuto in possesso. La sua “Aqua” veniva venduta come antidoto a diversi mali (gli furono riconosciute proprietà digestive, epatiche, antisettiche ed analgesiche). Dopo la morte di Feminis la ricetta passò nelle mani di un suo aiutante Giovanni Antonio Farina che una volta entrato in possesso della ricetta dell’Aqua Mirabilis, ne modificò la formula, ingentilendola, e iniziò a distribuirla ribattezzandola con il nome di “Eau  de Cologne”, in onore della città tedesca in cui viveva. Fu un grande successo che conquistò anche il grande Napoleone, che si dice ne usasse a dosi industriali. Da questo momento, l’uso dell’essenza di bergamotto, divenne quasi esclusivamente appannaggio dell’industria profumiera e cosmetica che lentamente si stava sviluppando, soprattutto in Francia.

Il primo bergamotteto di cui si ha notizia in Calabria venne impiantato nelle vicinanze di Reggio Calabria da Nicola Parisi, nel feudo denominato “Giunchi ” nell’anno 1750. A quei tempi l’essenza di bergamotto veniva estratta esclusivamente tramite pressione manuale della scorza del frutto (che prima veniva spolpato) mediante una spugna naturale, precedentemente bagnata in acqua. Il succo ottenuto veniva messo a decantare in appositi recipienti dove poi a causa della differenza del peso specifico il bergamotto saliva in superficie separandosi naturalmente dall’acqua. I proprietari dei terreni controllavano meticolosamente il lavoro fatto dagli “spiritari”, coloro che estraevano l’essenza, passando la fiamma di una candela accanto alla buccia spremuta del bergamotto, poiché se c’erano ancora tracce di essenza si originava una fiamma. Oggi invece l’estrazione viene eseguita con un procedimento “a freddo” grazie a dei rulli cilindrici che “grattugiano” il frutto, il quale durante la lavorazione viene costantemente “spruzzato”da invisibili getti d’acqua “a pressione” che, lavando la scorza, trasportano l’olio essenziale in centrifughe e poi lo separano dall’acqua stessa.

Per ogni cento chili di frutta trattata si ottengono tra i 550 e 600 grammi di olio essenziale, che è composto da 350 elementi chimici che lo rendono unico rispetto agli altri oli essenziali di agrumi. Il bergamotto deve la sua fortuna, oltre alle sue caratteristiche note olfattive, alle proprietà di fissatore naturale. In epoche in cui i profumi erano composti esclusivamente da prodotti naturali, l’olio essenziale di bergamotto era considerato indispensabile nella composizione dei bouquet; usato per armonizzare tutte le essenze contenute in esso e conservarne la fragranza nel tempo. Una simile proprietà, all’epoca, era appannaggio solo dell’olio di ambra, estratto dalle ghiandole dei cetacei.

Il suo essere così versatile lo ha reso indispensabile per i profumieri poiché aggiunge un tocco di freschezza a qualsiasi composizione, e integra le note di testa di centinaia di jus tanto che è impossibile citarli tutti. Lo si può trovare nelle classiche colonie ma anche, inaspettatamente, nelle fragranze orientali come Shalimar di Guerlain, che ha fatto la storia della profumeria, e che sorprendentemente conteneva nella versione originale più del 30% di oilo di bergamotto, come una colonia. L’accordo chypre, pietra miliare della profumeria, sarebbe impossibile senza il bergamotto, poiché il tratto distintivo di questo tipo di fragranze è dato dalla nota esperidata. Il bergamotto si sposa inoltre molto bene con la gran parte delle note floreali, e genera mix sorprendenti come Rose Absolue di Annick Goutal, con la rosa, Iris Poudre di Frédéric Malle, con l’iris, tanto per citarne alcuni.

Il bergamotto è dunque così importante per il mondo della profumeria che c’è chi come Zegna, per l’Acqua di Bergamotto, o Dior, per Eau Sauvage, un classico creato nel 1966 che contiene quasi il 40% di bergamotto, ha dei poderi coltivati in Calabria il cui raccolto è  destinato esclusivamente alla produzione delle loro fragranze. O tra i brand di fragranze artistiche c’è chi cita insieme agli ingredienti anche il nome dell’azienda calabrese più importante di estrazione dell’olio essenziale, ovvero Capua, vedi Juliette Has a Gun

Infine una curiosità; non tutti sono a conoscenza che il bergamotto si ottiene tramite l’innesto di 3 rami di bergamotto su un arancio amaro di un anno. A due anni la piantina di bergamotto viene posta a dimora in autunno oppure a febbraio. Inizierà a produrre dal terzo anno di vita e la massima produttività la si avrà verso gli 8 anni, dopo i 25 anni inizierà a calare. La fioritura inizia gli ultimi giorni di marzo e continua per tutto aprile. Il fiore viene generalmente chiamato zagara, come quello di arance e limoni, e la raccolta avviene da novembre a gennaio. Tre le varietà coltivate; il Fantastico (dalla forma simmetrica e ovoidale e dalla buccia semi-liscia), il Femminello (dai frutti sferici piccoli e liscissimi) e il Castagnaro (dai frutti grandi, meno sferici e dalla buccia rugosa).