Chad Murawczyk di Min New York e il suo universo olfattivo

Alla scoperta del mondo olfattivo di Chad Murawczyk,  creatore del brand di fragranze MiN New York

In principio era (e lo é ancora) un luogo cult tra gli amanti delle fragranze artistiche a New York. Un posto accogliente dove perdersi tra la selezione sconfinata di profumi e prodotti per il grooming, introvabili nel resto dalla città, e dove anche i più indecisi riescono a destreggiarsi tra le tante proposte, merito di un servizio di consulenza su misura fornito al cliente. Poi, complice la passione, Chad Murawczyk, proprietario della boutique MiN New York, ha deciso di creare una linea di fragranze omonime che fin dall’esordio ha suscitato l’interesse degli addetti al settore ma soprattutto del pubblico. La prima collezione SCENT STORIES Volume 1  consta di 11 profumi creati per evocare memorie olfattive e i ricordi ad esse legati, che trascende da tempo e spazio. Profumi che utilizzano materie prime di altissima qualità e che sono custoditi in flaconi prodotti a mano, in piccoli quantitativi e numerati, provenienti da un unico lotto all’anno. Alla prima collezione si é unita da poco, complice il successo riscontrato, la seconda: SCENT STORIES Volume 2. Con Chad Murawczyk, fondatore di MiN New York abbiamo parlato del suo universo olfattivo tra primi ricordi e odori gradevoli o meno….

I PRIMI ODORI CHE RICORDO

GLI ODORI CHE AMO

NON AMO

Prima memoria olfattiva. Il profumo dell’erba tagliata. Da bambino passavo giornate a giocare a calcio

Un odore della sua infanzia. L’odore del cloro, ero un nuotatore.

Un odore che la rende felice. Quello del cibo fatto in casa. Tra le mie memorie olfattive legate al cibo ricordo il profumo della cannella che mia madre bolliva sul fuoco e quello del platano fritto in padella da mio padre.

Un odore di cibo che ama. Mi piace molto il profumo della cucina spagnola, in particolare amo quello dello zafferano, perché é distintivo, esotico ma non troppo, e poi perché non é intenso. Non amo gli odori troppo forti.

Un odore che ama. L’odore dell’oceano, quello dell’acqua profonda, perché sembra di essere in un altro universo.

Un odore che odia. Quello del pelo di cane bagnato.

L’odore della sua casa. Il più possibile neutro perché lavoro sempre circondato da fragranze, mentre a casa preferisco un ambiente privo di odori, di tanto in tanto brucio del palo santo.

Un odore senza cui non può vivere. Nessuno in particolare.

L’odore peggiore che abbia mai annusato. Quello della morte.

La sua Madeleine di Proust. L’odore di fumo perché mi ricorda un viaggio nel deserto. Quando avevo 20 anni ho trascorso mesi in viaggio nel deserto, un periodo felice, di massima libertà. Dormivo all’aperto sotto le stelle. Associo l’odore del fumo a quel viaggio perché nel deserto c’era sempre qualcuno che bruciava qualcosa…