Il profumo del vino: Luca Gardini

Un sommelier, campione del mondo, e la sua top five dei vini italiani selezionati in base al loro profumo….

di Vanessa Caputo

Talento innato, passione, una memoria olfattiva fuori dal comune e «almeno centomila» vini provati. Luca Gardini, figlio d’arte, suo padre Roberto è stato campione italiano tra i sommelier, è diventato sommelier professionista a soli 22 anni, a 23 miglior sommelier d’Italia, a 29 ha vinto sia il titolo europeo che quello mondiale. Dopo un’esperienza all’Enoteca Pinchiorri a Firenze, Carlo Cracco l’ha voluto al suo fianco a Milano, ed ora Mr. Gardini è a capo di una società tutta sua. Nel 2015 crea il sito, GardiniNotes.com, dove ha elaborato un sistema di ranking del vino, e condivide le sue opinioni professionali e preferenze sul vino con un pubblico di tutto il mondo. Per chi vuole incontrarlo di persona e imparare, le regole della degustazione, basta recarsi a Firenze all’Enoscuola da lui fondata, con un team di professionisti della degustazione e della comunicazione inerente al vino. Per noi ha selezionato cinque vini italiani partendo dal loro profumo. “E’ una top five ma in ordine sparso, senza contare poi che la lista potrebbe, e secondo me dovrebbe, essere molto più lunga. Motivo? L’Italia fa grandi vini, in grado, ciascuno a modo proprio, di invecchiare meravigliosamente sino a mostrare uno spettro olfattivo di grande complessità”.

Giuseppe Mascarello & figlio Barolo Monprivato, complesso in giovane età ma anche dopo anni di bottiglia. Chiaramente l’evoluzione è come quella di una persona. Da giovane si è vivaci e immediati, da ‘grandi’ più ponderati ma al tempo stesso più sfaccettati. Per questo se da giovane questo vino è ricco di profumi di rosa damascena, frutto rosso e spezie, dopo anni di bottiglia sarà meno squillante ma ugualmente interessante. La rosa diventa lievemente più appassita, il frutto, oltre che fresco si manifesta anche con nuances di confettura, senza contare che le spezie divengono più complesse grazie a quelle note, dovute all’invecchiamento, che ricordano, tra gli altri, i legni preziosi e il sigaro cubano. Abbinamento: un grande momento da festeggiare con amici o con l’amore della vostra vita.

Sentori:

Casanova di Neri Brunello di Montalcino Tenuta Nuova. Anche in questo caso i profumi nel tempo si trasformano. In questa etichetta si avvertono toni di amarena fresca, melograno, confettura di cassis, chiodo di garofano, cannella e pepe rosa, solo per citarne alcuni. Abbinamento: fiorentina tutta la vita.

Sentori:

Elvio Cogno Anas-Cëtta Nascetta di Novello. Un vitigno bianco in una terra di rossi come le Langhe. A questo si aggiunge che all’inizio era una varietà tipica del comune di Novello, riscoperta da uno dei più brillanti viticoltori della zona: Valter Fissore, oggi alla guida della cantina Elvio Cogno. Profuma di agrumi amari, frutto della passione, guaiava, ma anche erbe aromatiche fresche. Dopo anni di bottiglia, alla faccia di chi dice che i bianchi italiani non sono longevi, i toni fruttati si fanno più sussurrati, a tutto beneficio di quel panorama di profumi di erbe aromatiche che si arricchiscono di note speziate balsamiche. Abbinamento: crostacei crudi.

Sentori:

Tenuta Sette Ponti Oreno. I profumi qui richiedono un’attenzione assoluta, per quanto sono complessi anche in gioventù. Ci sono frutti rossi, in particolar modo cassis e amarena in tutte le varianti possibili (fresche, confettura e sottospirito), accompagnati da una nota di polvere di scorza di arancia che si riscontra spesso in alcuni grandi vini rossi di Bordeaux. Con anni di bottiglia si percepiscono anche sensazioni di sandalo e altri legni preziosi. Abbinamento: carni rosse ma anche, per chi la ama, la cacciagione.

Sentori:

Cantine Ferrari Giulio Ferrari riserva del Fondatore. Una delle più grandi bollicine italiane, in grado, per altro, di reggere il tempo come pochi. Profuma di agrumi, frutta a pasta gialla, cumino, zenzero, sia fresco sia candito, biscotto e tanto altro ancora. Con gli anni i profumi speziati prendono il sopravvento sulla parte fruttata. Abbinamento: pane burro e alici ma anche uno spaghetto con la bottarga. Dopo anni di bottiglia persino con una faraona arrostita.

Sentori: