Itinerario olfattivo: la Napoli di Gabriella Chieffo

Alla scoperta di Napoli e dei suoi odori con un itinerario olfattivo suggerito da Gabriella Chieffo, creatrice dell’omonimo brand di fragranze artistiche….

 

Imprenditrice di successo, ingegnere ambientale esperta in energia da fonti rinnovabili, ma con la passione del mondo dei profumi, Gabriella Chieffo ha esordito nel mondo delle fragranze di nicchia con il profumo Ragù, ispirato agli effluvi gourmand di uno dei piatti più amati della tradizione italiana, attirando subito l’attenzione dei media. Il brand che porta il suo nome ha una produzione super limitata di circa 5oo bottiglie per ogni creazione distribuito in selezionate profumerie. Nelle sue creazioni ricordi personali, spesso intrecciati alla memoria  del cibo, che prendono vita sotto forma di profumi come Acquasala e Variazione di Ragù.

Sono nata a Napoli e le mie origini partenopee rappresentano una potente Musa ispiratrice per la creazione delle mie fragranze. Il mio itinerario olfattivo non può che iniziare da una delle litoranee più suggestive al mondo, Via Caracciolo che, con il suo intenso odore di mare e il binomio di acqua e sale, mi ricorda il liquido amniotico.

Una zona di Napoli che amo in maniera viscerale sono i suoi vicoli, vero cuore pulsante della città. Sono un’esplosione di colori, sentimenti e odori, l’odore della carnalità, delle spezie e, soprattutto, del ragù della domenica  che prorompe dalle finestre aperte e ti riconduce immediatamente ad una sensazione violenta di casa e di famiglia. Il cibo a Napoli assume connotazioni particolari, sinestetiche oserei dire, basti pensare alla pizza che, secondo me, è quasi una dimensione antropologica dell’essere napoletani, perché ti ricorda le risate, le grida festose e l’allegria contagiosa della gente del posto.

Un’imperdibile tappa per chi visita la città partenopea è la cappella San Severo, che custodisce uno dei capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi: il Cristo velato del Sanmartino, un’opera nella quale il marmo trasmette una sensazione di incredibile leggerezza e purezza. Chiudendo gli occhi sembra quasi di sentire l’odore pungente delle sostanze che, secondo la leggenda, usava l’artista per le sue formule alchemiche dalle quali, si racconta, sarebbe scaturita la famosa opera.

Delineare un itinerario olfattivo di Napoli richiede una non semplice selezione di luoghi di una città dove tutto è amplificato, dove i colori sono più vividi e i profumi quasi ti stordiscono: potrei citare ancora il meraviglioso chiostro del monumentale Monastero di Santa Chiara, odoroso di agrumi, o la famosa Piazza Plebiscito dove l’aroma dominante è quello del caffè, caldo, intenso e avvolgente come sono i Napoletani.

Fuori dai luoghi comuni, la cucina partenopea è davvero speciale, i profumi delle prelibatezze tipiche del ristorante Zi’ Teresa, o quello della vera pizza napoletana di Bellini sono per me un rifugio olfattivo imprescindibile.

C’è poi una zona dei Quartieri Spagnoli che ha sempre esercitato un fascino straordinario su di me: si tratta della Chiesa di S. Maria Francesca, dove le donne che desiderano avere un figlio si recano per sedersi sulla cosiddetta sedia della fecondità, chiedendo l’intercessione della santa. E’ un luogo dove i profumi intensi della vita si fondono a quelli della speranza e dell’attesa per un evento che rappresenta un punto di non ritorno per ogni donna.