Jan Ahlgren di Vilhelm Parfumerie e il suo universo olfattivo

Alla scoperta dell’universo olfattivo di Jan Ahlgren creatore del brand di profumi Vilhelm Parfumerie. Gli odori che ama, quelli che odia, quelli senza cui non può vivere…

La vita é fatta di incontri che possono cambiare il corso degli eventi, lo sa bene Jan Ahlgren. Mister Ahlgren, un passato di modello e designer di moda,  stava lavorando alla sua linea di borse ma voleva realizzare qualcosa di veramente speciale. E così interessato a scoprire di più sulla tecnica per profumare la pelle, usata dai guantai francesi nel XVII e XVIII secolo, arruolò il naso Jerome Epinette, colui che ha reso Byredo un brand di culto, allo scopo di creare un profumo per permeare la pelle delle sue creazioni.

La fascinazione per il mondo delle fragranze fu tale che Jan Ahlgren decise non solo di creare una linea di profumi ma di accantonare il mestiere di designer, nasce così Vilhelm Parfumerie, brand di base a New York, che ha al suo attivo 9 fragranze di cui una, Dear Polly, dedicata alla moglie conosciuta al bar dell’aeroporto mentre entrambi aspettavano d’imbarcarsi. Una storia d’amore da film, con lei che ha paura di volare e lui che si offre di fare il finto boyfriend, in modo da starle vicino e tenerle la mano per tutta la durata del volo. Inutile dire che da allora non si sono più lasciati.

In occasione del lancio di Vilhelm Parfumerie in Italia abbiamo incontrato Jan Ahlgren e parlato del suo universo olfattivo…

Prima memoria olfattiva. Il profumo dell’erba.

Il profumo che prendeva in prestito a suo padre da piccolo. Non ricordo che fragranze usasse mio padre, ma ricordo ancora il profumo di mio nonno, non ho idea di come si chiamasse, ma aveva questo odore molto intenso di legni e di affumicato.

Un odore che odia. Quello dei rifiuti, in particolare nelle giornate calde.

L’odore senza cui non potrebbe vivere. L’odore della natura in tutte le sue sfaccettature; dall’erba a quello dei boschi.

L’odore peggiore mai sentito. Una volta ho chiuso per sbaglio l’interruttore del congelatore, dentro c’era della carne. Quando sono ritornato a casa, dopo che mi ero assentato per lavoro per qualche giorno, ho trovato ad accogliermi questo puzzo terribile di morte, un’esperienza olfattiva indimenticabile.

Un odore che la rende felice. Quello dell’erba. Mi ricorda l’infanzia e le mie estati in Svezia. E poi il basilico, ho una casa a Blevio, sul lago di Como dove amo coltivare il basilico e altre piante aromatiche.

Un odore che la intristisce. Quello dell’argento vecchio.

Una materia prima della profumeria che ama di più. Il gelsomino, perché é sexy, usato nella giusta quantità da carattere a una fragranza.

Una pietanza di cui ama l’odore. La Caprese.

Un odore di cibo che non ama. Gli spinaci. Mia mamma mi costringeva a mangiarli da piccolo perché ero magrolino e diceva che mi avrebbero fatto venire i muscoli…

Differenza in termini olfattivi tra New York, dove vive, Parigi, dove ha vissuto, e la Svezia, dov’è nato. New York puzza di spazzatura. Parigi ha diverse sfumature olfattive e odora di storia. La Svezia profuma di fresco e pulito.

Quale tra i profumi della sua linea indossa oggi? Dear Polly, il profumo dedicato a mia moglie, quando viaggio lo uso sempre per sentirla più vicina.

Ci descriverebbe Dear Polly con tre aggettivi? Dolce, misterioso e sexy.

I profumi di Vilhelm Parfumerie sono in vendita in esclusiva in Italia presso lo spazio di Atelier Zeitgeist all’interno della Rinascente Piazza Duomo, e distribuiti in Italia da Beauty & Luxury.