Jean-Claude Ellena: conversazione olfattiva sui giardini, i profumi Le Couvent e molto altro ancora

In occasione del lancio della nuova collezione di fragranze di Le Couvent, di cui Jean-Claude Ellena è direttore creativo, ho intervistato il famoso scrittore di profumi per parlare di giardini, profumi, anosmia e…

Non esiste appassionato di profumi che non conosca Jean-Claude Ellena. Allievo di Roudnitska, uno dei maestri indiscussi della profumeria, Monsieur Ellena ha firmato creazioni indimenticabili, e grandi best seller, per importanti maison di fragranze e brand di nicchia. L’anno scorso ha sorpreso tutti diventando il Direttore Creativo di Le Couvent un brand d’alta profumeria, ma dal prezzo accessibile, con oltre il 99% di ingredienti naturali. In occasione del lancio delle nuove fragranze ho intervistato Monsieur Ellena e abbiamo parlato di profumi, giardini, libri che tiene sul comodino e molto altro ancora….

Photo: courtesy thecut.com

Jean-Claude Ellena e Le Couvent

Questo é un nuovo capitolo della sua vita: da maestro profumiere a Direttore Creativo. Ci parla di questo suo ruolo?  Diventare direttore creativo ed essere, allo stesso tempo, compositore di profumi  è un ruolo nuovo nel settore. Che io sappia nell’industria nessun direttore creativo è anche naso. In quanto committente il profumiere che è in me deve farsi da parte perché venga fuori lo stile del profumiere a cui è stata commissionata la creazione del profumo. Come direttore creativo aspetto sia il naso ad attivarsi e, a partire dalle sue proposte, mi prendo il tempo necessario per rispondere. Il mio gusto è diverso dal suo, le sue preferenze non sono le mie. Io lo aiuto a rendere più preciso quel che desidera esprimere, a trovare il gusto del suo amore, perché possa dare il meglio di sé. Quanto ai costi non saranno mai l’elemento determinante di una scelta di una fragranza, rispetto ad un altra.

Lei non ha mai fatto mistero che ama lavorare al silenzio, con il canto degli uccelli come sotto fondo, e in compagnia solo di un assistente. Immagino che da quando è Diventato Direttore Creativo di Le Couvent le sue abitudini saranno cambiate. No, non così tanto. Una volta partita la commissione, ricevo via posta le proposte. È al telefono, ma soprattutto per posta, che avvengono gli scambi. Possono essere tecnici, ma più spesso discutiamo di estetica.
 
I nasi che lavorano alla creazione delle fragranze, sotto la sua direzione creativa, sentono il peso della sua fama? Certo, e mi dispiace. Mi è successo di ricevere come complimento: lavorare con lei è stata una “master class”. 

Come sono stati scelti i nasi? Sono noti o emergenti? Alcuni sono dei profumieri esperti, altri giovani e promettenti. A seconda dei nasi mi devo adattare. Quelli più esperti hanno il loro “savoir-faire”, sono degli artigiani legati al loro sapere e meno flessibili. Al contrario i profumieri più giovani si aspettano molto dalla mia direzione, così come io mi aspetto molto da loro.

Ho letto che del progetto fa parte anche sua figlia Celine, con cui aveva già lavorato. Quanto di Jean-Claude c’è in Celine come approccio e modo di lavorare? Si rivede in lei? Lavoriamo assieme nello stesso luogo, nello stesso laboratorio. Credo ci sia uno stile “Ellena”, che è un modo di vedere, di sentire, di intendere, di creare profumi, che si basa essenzialmente su una collezione di materie prime di qualità, un lessico personale, non troppo elaborato ma che, grazie a questa economia di risorse, permette di esprimere un’emozione sincera e una lettura facile dei profumi.

Come é possibile essere un brand di ‘nicchia’ ma con un posizionamento accessibile come Le Couvent? Come collezionista di quadri ho sempre prediletto gli acquerelli ai dipinti ad olio. Nei primi c’è una sensibilità emotiva che mi tocca, mentre gli oli sono conservatori. Il “niche brand” sta all’acquerello come i quadri a olio stanno alle grandi marche.

Il giardino come tema ricorrente nella carriera di Jean-Claude Ellena 

Il giardino è un tema ricorrente nella sua carriera; dalla collezione firmata per la maison di cui è stato “parfumeur exclusif”, alla rosa del giardino di Edmond Roudnitska, che ha ispirato una delle sue ultime creazioni. Online ho trovato, tradotto e pubblicato sul mio sito, un bellissimo articolo. In esso dispensa consigli su come creare un giardino ispirato al mondo dei profumi. Il suo giardino rispecchia la sua professione ed è ricco di piante dai mille profumi o?   Il mio giardino non è quello di un profumiere. Non coltivo gelsomini, rose, tuberose o fiori d’arancio. Per dimenticare il mio lavoro, prendere una pausa, ho creato un giardino in tre colori: bianco, blu e un pò di rosa. Questa scelta si è imposta perché i fiori bianchi e soprattutto i blu sono rari, quindi permettono di conoscere meglio le diverse varietà e di avere un risultato ottimale. Torno pertanto alla nozione di stile, di semplicità, per avere un giardino leggibile.

La collezione Colognes Botaniques Absolues ci porta alla scoperta di giardini leggendari. Per lavoro presumo ne avrà visitati diversi. Mi piacerebbe sapere se c’è qualcuno in particolare che l’ha maggiormente colpita. Tra i giardini maestosi, quello di Alhambra a Granada in Spagna è uno di quelli che mi emozionano intimamente. A tal punto che il primo giorno l’ho visitato due volte e la mattina dopo una terza volta. La presenza dell’acqua, delle ombre, il ritmo. L’armonia dei giardini arabi è la manifestazione di un paradiso terrestre. Quanto ai profumi essi cambiano secondo le stagioni; per il Parfum Aqua Palmaris della Maison de Parfums Le Couvent ho privilegiato il neroli, il fior d’arancio, una carezza orientale.

Jean-Claude Ellena sull’anosmia e i suoi odori preferiti

So che lei non indossa profumi, come molti altri colleghi, ma ci sarà stato un tempo in cui lo avrà fatto. Di quel tempo mi piacerebbe molto sapere il profumo da lei indossato. Non indosso profumi per non essere disturbato quando lavoro su un profumo. È il motivo principale, ma non è l’unico. L’altro è di far riposare il mio naso, perché l’attività olfattiva è quella che richiede più energia al cervello. Agli esordi della carriera indossavo un’Eau De Toilette aromatica creata da mio padre, di cui ero molto orgoglioso.

Tra tutte le fragranze che ha creato quale le somiglia di più? Quale potrebbe rappresentare, in parte, la sua personalità? Tutte, perché ognuna di esse rappresenta un lato della mia personalità che è complessa.

L’olfatto é considerato la “Cenerentola” dei sensi, soprattutto in un’epoca come la nostra. In molti si sono resi conto della sua importanza grazie al Covid, che tra i sintomi può procurare una temporanea anosmia. Ho parlato con diverse persone a cui il virus ha provocato anosmia e tutti mi hanno detto della disperazione provata all’idea di non poter sentire più gli odori. Parlando quindi di olfatto e odori qual è il suo odore preferito? Quello di cui non potrebbe fare mai a meno. Noi esistiamo attraverso il nostro olfatto; non sentire più è terribile perché l’assenza di odori mi accosta agli scomparsi, ai morti. Il desiderio passa attraverso l’odore dell’altro, desiderare l’altro è volere il suo odore. Gli odori più importanti per me sono quello di mia moglie, dei miei figli. Poterli sentire significa saperli vivi e sentirmi vivo io.

Le letture di Jean-Claude Ellena

Qual è il libro tiene sul comodino in questo periodo? Vita di Henry Brulard di Stendhal, che è la sua biografia, pubblicato in Italia da Adelphi (N.d.T.).

C’è uno scrittore che descrive bene gli odori e i profumi? Lo scrittore francese è Jean Giono, da leggere Il ragazzo celeste, pubblicato in Italia da Guanda (N.d.T.). L’autore italiano è Giuseppe Tomasi di Lampedusa, descrivendo la sua infanzia in Sicilia, che servirà al suo capolavoro: Il Gattopardo, pubblicato da Feltrinelli (N.d.T.).

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