Julian Bedel: il profumo del legno

Alla scoperta delle materie prime della profumeria con i protagonisti del settore. Julian Bedel creatore del brand di fragranze Fueguia 1833 e il suo amore per le note boisé….

E’ il primo e unico brand che arriva dalla Patagonia Argentina, terra amata da esploratori e naturalisti, meta d’elezione dei viaggiatori più avventurosi e celebrata da scrittori come Luis Sepúlveda o Bruce Chatwin. Il nome del marchio, Fueguia 1833, invece si ispira all’incontro tra Charles Darwin, L’Ammiraglio Robert Fitz Roy e Fueguia Basket, nativo della Terra del Fuoco, durante il viaggio che avrebbe dato vita a “L’Origine della Specie” di Darwin.

Un progetto unico che nasce come omaggio di Julian Bedel ai suoi antenati naturalisti e scrittori. Uno story telling olfattivo che celebra l’esotismo del Sud America e che fa ha fatto della sostenibilità uno dei suoi punti di forza: materie prime endemiche, raccolta effettuata dalle comunità locali, bottiglie in vetro riciclabili al 100%, e poi packaging realizzato completamente a mano, da una scuola di carpenteria in Patagonia, usando il legno degli alberi caduti nella foresta della Patagonia.

Abbiamo incontrato Julian Bedel nella sua boutique-atelier di Milano: Casa Fueguia 1833, prezioso scrigno profumato, tra bottiglie di fragranze che sembrano un’installazione d’arte, bellissimi paesaggi fotografici che celebrano la Patagonia, tavole botaniche e scaffali di boccette nere che custodiscono gli estratti di piante e fiori. In questa atmosfera onirica abbiamo parlato con Julian Bedel di profumi e non solo ….

I suoi profumi hanno una firma olfattiva? Mi piace lavorare con ingredienti naturali, in Argentina non sono presenti aziende specializzate in materie prime per la profumeria, così quando ho iniziato a creare la mia linea di profumi,  Fueguia 1833, ho usato le specie botaniche disponibili in Sud America e in particolare nella mia terra. Ho iniziato a lavorare con i distillatori e mi sono dedicato allo studio delle materie prime.

Quale tra le materie prime é la sua preferita? Amo i legni del Sud America. Ho iniziato a usare molecole come il sesquiterpene che é comune in molti legni come il palo santo, la jacaranda, il cipresso, il cedro o l’abete rosso, che uso per ricreare odori verdi e acquatici. Amo anche il vetiver quello di Haiti, del Brasile o dell’Argentina, anche se al naturale ha un odore che tende a contaminare la formula, con il processo di distillazione sono arrivato al suo cuore, privo di ogni reminescenza terrosa, che da un’identità unica alle fragranze.  Distillare un ingrediente naturale fino ad arrivare al suo cuore é un processo costoso perché si arriva a buttare buona parte di quello con cui si lavora però ne vale la pena. Ho ottenuto diversi estratti di vetiver, che possiamo considerare delle variazioni sul tema, ognuno con sfaccettature diverse.

Come nasce questa passione? Quando ero piccolo spesso mio padre ci portava nella nostra tenuta in campagna, lontana ore dalla città. Una volta arrivato mi toccava potare i rami degli alberi o togliere i funghi che infestavano l’acacia caven, l’albero preferito di mio padre. Era un lavoro molto faticoso e a fine serata facevamo un falò con i funghi raccolti, che altrimenti avrebbero ucciso la pianta, e i rami tagliati. Tutto il giorno ero circondato dal profumo di resina e legno e pensavo che sarebbe stato bello estrarre “l’odore degli alberi”.

Tra le materie prime con cui ha lavorato ricorda quella che l’ha colpita di più quando ha iniziato il suo percorso in questo settore? Il legno di cedro. Il cedro dell’Atlas in particolare perché il suo profumo fa parte da sempre delle nostre vite, anche se non ci facciamo caso. Il suo legno ha costruito la civilizzazione. Erano di legno di cedro i sarcofagi egiziani, ma anche i templi dei romani e fenici e potrei continuare all’infinito.

Tra le fragranze di Fueguia 1883 quali hanno una predominante boisé ? Sono diverse in particolare Biblioteca de Babel un mix di resina amazzonica e legni, Malabrigo che contiene il palo santo e Candido Lopez che vede tra i suoi ingredienti la Bulnesia, un albero della regione del Chaco che ha un odore dolce e particolare. E’ un albero che cresce con lentezza e che si usa nell’artigianato locale. Noi distilliamo la polvere ottenuta dai trucioli della lavorazione.

Quando ha deciso di creare Fueguia 1883? E’ stata la mia fidanzata dell’epoca a farmi appassionare al mondo delle fragranze, lei amava i profumi e spendeva centinaia di dollari in candele profumate che riempivano la nostra casa. Ho pensato che avrei saputo fare di meglio…..

Sta già lavorando su una nuova fragranza? Più che una fragranza sto sviluppando una linea legata agli strumenti musicali, un ritorno alle mie origini, dato che prima di essere un profumiere sono un liutaio, ma anche scultore e pittore.

Un altro legame quindi con il “legno”. Esattamente. Il suono di una chitarra è dato dal tipo di legno utilizzato per la cassa di risonanza che deve essere di diversa densità. Il legno del fondo e quello dei fianchi è diverso da quello utilizzato per la lamina frontale, dato che il suono della chitarra sfrutta le diverse caratteristiche dei diversi legni. Se guardiamo al corpo della chitarra per la cassa di risonanza, nella parte anteriore,  si usa per esempio il legno di abete rosso, leggerissimo, che aiuta a muovere l’aria e fare uscire il suono, mentre nel fondo si usa un legno più denso come quello di rosa o jakaranda. Sui punti di appoggio il legno dovrà essere ancora più duro e generalmente si usa l’ebano, e così via dicendo.  Oltre al legno é molto importante il finish e la vernice. I violini Stradivari per esempio devono il loro suono non solo al legno ma anche alla ricetta della vernice usata che condiziona movimento e vibrazione. Vernice che é generalmente fatta con resina, benzoino, oli essenziali e a volte mirra. Un mondo di profumi.