Liz Moores di Papillon Artisan Perfumes si racconta e ci presenta le sue fragranze

La profumeria indie come non l’avete mai conosciuta. Liz Moores di Papillon Artisan Perfumes si racconta…

di Andrej Babicky

Liz Moores, fondatrice di Papillon Artisan Perfumes, è un nome ormai conosciuto nel mondo della profumeria. Quasi ogni appassionato, avrà incontrato almeno una volta il suo nome nelle varie reviews navigando in rete o “sfogliando” Fragrantica.

Quando nel 2011 decide di creare Papillon Artisan Perfumes, la sua intenzione era quella di continuare la classica arte profumiera, trasportandola nel ventunesimo secolo. La ricerca quasi ossessiva delle materie prime di migliore qualità, nessun limite del tempo non essendo costretta dalle dinamiche del mercato, la produzione in piccoli lotti e totalmente a mano, hanno portato Liz ad affermarsi come un naso indipendente e di successo.

Ciao Liz. Tu sei un naso indipendente di grande successo. Le tue fragranze sono realizzate completamente a mano, e con materie prime squisite. Fanno un cenno ai classici della profumeria, ma allo stesso tempo sono originali e contemporanee. Puoi raccontarci qualcosa su di esse?

Ciao Andrej, grazie per avermi invitato a rispondere alle tue domande.

Con ogni fragranza che creo, il viaggio dall’idea al prodotto finito, è un processo relativamente lungo. Non ho limiti di tempo per il mio lavoro, creo il mio brief e sono libera di lavorare in completa autonomia, e ciò è un vero lusso nel mondo in rapida evoluzione dell’industria delle fragranze.

Penso, che prendersi il proprio tempo e consentire ad ogni prova di macerare completamente, anche per molti mesi, sia la chiave per capire dove quel profumo concluderà il suo viaggio. Una volta che ho deciso un’idea concettuale per una nuova fragranza, aderisco rigorosamente ad essa. Non ho mai deviato da questo percorso, anche se a volte, è allettante farlo quando una versione non sta andando come mi aspettavo inizialmente.

I materiali che seleziono sono fondamentali per il mio lavoro, ed ho trascorso molto tempo a cercare l’assoluta di rosa perfetta per il Bengale Rouge. Le assolute di rosa che uso in Tobacco Rose, semplicemente non funzionavano nelle prime versioni di Bengale Rouge; la Rosa de Mai portava troppe note verdi nella formula. La rosa bulgara aveva un tocco troppo acuto, quindi andare alla caccia della rosa “perfetta” era essenziale, per garantire che la mia nuova fragranza si muovesse nella direzione che sapevo dovesse prendere.

Scegliere i materiali corretti per ogni fragranza, è una parte molto importante del mio lavoro quotidiano. Adoro le fragranze che rivelano un effetto caleidoscopico sulla pelle, le fragranze che si contorcono, che virano costantemente e hanno sempre qualcosa di nuovo da dire in ogni fase della loro evoluzione. Questo è ciò che tutti i classici avevano in comune, è uno stile che risuona davvero con me. È stato per me naturale, creare profumi che riecheggiano lo stile che ammiro così tanto.

Quando creo una fragranza, costruisco costantemente strati di accordi per creare profondità e consistenza. A volte questi accordi suonano bene in una versione, altre volte no. Può essere un processo che richiede molto tempo, ma che ritengo essenziale. Solo dopo aver deciso la formula finita, calcolo il costo delle materie prime. Avere la libertà di creare ciò che voglio, quando voglio e senza limiti di costo, è uno dei lussi di essere un profumiere indipendente.

Che cosa è il profumo per te?

Il profumo per me, è un’estensione del nostro umore.

Indosso sempre il profumo secondo il mio umore, e secondo il messaggio che intendo trasmettere a livello olfattivo. Salome è il mio profumo “kick ass”, e devo essere estremamente sicura di me per portare quella fragranza con l’aplomb di cui credo necessiti. Indosso sempre ciò che voglio indossare. Non sono influenzata dalle tendenze o dalle reazioni di altre persone, siano esse negative o positive. Il profumo è un ornamento così personale; viene applicato sulla nostra pelle (quanto più personale potrebbe essere?), dovrebbe sempre essere parte di noi stessi. Di solito è l’ultima cosa che applichiamo prima di iniziare la giornata, e l’ultima cosa che rimuoviamo di notte; è l’aura invisibile che ci segue, ma che alla fine fa parte del nostro stesso essere.

Il profumo per me è pura magia.

Quale è il tuo primo ricordo olfattivo?

Il mio primo ricordo olfattivo è l’odore del porridge, del latte che bolle su una stufa a gas. Mio fratello ed io abbiamo trascorso gran parte della nostra infanzia con i nostri nonni, ricordo che mi rintanavo nel letto la mattina ad annusare il porridge che il nonno stava preparando. Il suo profumo è per me confortante, e quando preparo ai miei figli la stessa colazione, quell’odore mi riporta immediatamente a quel momento.

Quale è stato il primo profumo che hai indossato e perché ti è piaciuto?

Il primo profumo che ho indossato, è stato qualche spruzzo rubato a mia madre e alla mia nonna. Mia madre indossava Joy di Jean Patou e Rive Gauche di YSL, mentre la mia nonna indossava Youth Dew e Blue Grass. Ricordi di aver avuto il permesso di indossare occasionalmente questi profumi, quando ero bambina.

Negli anni ’80 ho indossato Obsession di Calvin Klein, Georgio Beverly Hills, Poison di Dior, Shalimar e Samsara di Guerlain.

Al mio diciottesimo compleanno, gli amici dei miei genitori mi hanno comprato una bottiglia di L’air du Temps, sono rimasta affascinata dalla bellissima bottiglia. Mi chiedo se gli anni ’80 hanno definito il mio amore per le fragranze importanti, i veri “statement pieces”, i quali una volta spruzzati, non si poteva più tornare indietro.

Quale è il significato dietro il nome del tuo brand?

Ho scelto il nome Papillon perché vedo il profumo come un processo di metamorfosi, non diversamente dalla farfalla. Il profumo inizia sempre con una combinazione di materiali, che da soli potrebbero non essere sempre particolarmente belli, ma con il tempo e la pazienza possono diventare più della somma delle loro parti, e trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. L’analogia tra il profumo e la trasformazione del bruco a farfalla, era la soluzione perfetta: così nacque Papillon.

Quando crei un profumo, cosa ti ispira? Cosa rende uniche le tue fragranze?

Sono ispirata da molte cose, quando creo una fragranza. A volte riesco a trovare quell’ispirazione da un nuovo materiale, ma soprattutto mi ispira tutto ciò che mi circonda. Per Bengale Rouge è stato uno dei miei gatti del Bengala. Dall’incredibile odore della sua pelliccia, dopo che mi si era rilassata attorno al collo. Angelique è stato ispirato dall’odore delle teste dei miei figli quando erano bambini, e Dryad è l’inno all’enorme quercia che si trova nella parte anteriore della mia casa.

Sono un’avida lettrice, trovo spesso ispirazione nei libri che leggo, ma in ogni caso cerco sempre di racchiudere un’emozione o un sentimento all’interno di ogni fragranza, per offrire una connessione umana piuttosto che una interpretazione letterale delle mie idee.

Di quali profumi sei più orgogliosa e perchè?

 Non c’è un mio profumo che mi renda più orgogliosa degli altri. Anubis sembra un portafortuna sotto molti aspetti, in quanto è stato il primo profumo che io abbia mai realizzato ed è stata la fragranza che ha lanciato il ​​marchio Papillon. Tobacco Rose mi ha sfidata per tutta la sua creazione, quindi sono orgogliosa di quel profumo, perché rappresenta per me una tenacia che non sapevo di possedere. Angelique occupa un posto speciale nel mio cuore, perché riesco a catturare un momento nel tempo che ha un significato particolare per me. Salome mi fa sentire orgogliosa, perché ricordo che i miei amici e la mia famiglia pensassero di aver perso la via quando sentivano l’odore della formula finita. Salome ha attirato molta attenzione sul marchio. Dryad era un altro profumo che sapevo avrebbe probabilmente diviso le persone, in quanto il genere delle fragranze verdi può essere difficile per molti, ma conosco persone che se ne sono innamorate, anche se in precedenza non amavano questo stile. Sono orgogliosa di Bengale Rouge, perché la risposta al nuovo profumo è stata travolgente. Letteralmente non riesco a farne abbastanza, si esaurisce subito. Inoltre, ho catturato per sempre il mio amato gatto in forma di profumo. Chi non vorrebbe essere in grado di farlo?

Liz, io amo Salome e Dryad. Sono molto diversi tra di loro, ma condividono la stessa complessità e profondità. Quale è il tuo preferito?

Grazie per amare Salome e Dryad, hai ragione, sono completamente diversi l’uno dall’altro, ma condividono lo stesso filo conduttore con la loro danza camaleontica sulla pelle.  In alcuni periodi, indosso uno più frequentemente dell’altro, e Salome è il mio profumo preferito quando voglio indossare una fragranza d’impatto. Quando ho creato quel profumo, mi sono spinta con le note animali fin dove possibile, cercando di mantenere la formula indossabile e non semplicemente un’opera d’arte. La creazione di Salome è stato come camminare su una corda, e tentare di mantenere l’equilibrio tra le materie. Era molto complicato, ma era un profumo che avrei sempre voluto creare; la sensazione di pelle calda bagnata dal sesso, sotto un velo di fiori. È stato come lanciare una sfida, ed offrire una fragranza che sapevo avrebbe davvero diviso le persone. Personalmente penso che sia una fragranza estremamente sexy, che si avvicina all’atto sessuale stesso, tanto da far quasi arrossire. Sono molto felice di aver ignorato i miei amici e la mia famiglia, quando mi hanno detto che ero pazza a rilasciarlo!

Dryad è un profumo molto personale. L’idea di quella fragranza, aveva occupato una grande parte della mia mente, prima che decidessi di realizzarla. Vivo e lavoro in una bellissima zona del Regno Unito, nella New Forest, e la mia casa è circondata da boschi, ma la quercia che vive nel mio giardino è stata l’ispirazione per Dryad. Volevo catturare l’essenza vivente di quell’albero, con l’immaginazione della driade che abita l’albero stesso. Sapevo che un sottile elemento simile alla pelle, doveva svolgere un ruolo nella sua composizione, e sono riuscita a ottenerlo usando il costus. L’assoluta di Costus è vietata in profumeria, quindi ho usato un costus sintetico per dare l’effetto di un essere vivente all’interno dell’albero. Questo profumo, doveva mostrare ogni parte del naturale mutare dell’albero durante le stagioni; dal primo germoglio quando la linfa inizia a fluire, alla foglia carnosa, alle foglie ambrate d’autunno ed infine alla ricchezza schiumosa delle foglie in decomposizione in inverno. Quindi: ho un preferito? Non avrei potuto scegliere l’uno sull’altro, ma posso dire che Salome è il mio profumo da “stendere”, e che invece adoro indossare Dryad in primavera e in autunno.

L’ultima fragranza che hai lanciato è Bengale rouge. Potresti raccontarcela?

Bengale Rouge, è l’omaggio al mio bellissimo gatto bengalese Mimì. Il brief per questo profumo, sono stati il calore, la consistenza e la morbidezza intrecciati ad una sensuale sensazione di appagamento, non diversamente dal gatto stesso. Come ho spiegato in precedenza: la rosa per questo profumo doveva essere perfetta, poiché doveva offrire alla formula finita, una morbida sensazione simile ad un petalo, senza soffocare la composizione. Il legno di sandalo indiano, è stato fondamentale per avvolgere delicatamente il profumo, in una sensazione di morbidezza. La fava tonka porta il calore; insieme al burro di iris, crea l’illusione di una stola in cashmere, o una pelliccia che viene drappeggiata sulle spalle. Benzoino e labdano aggiungono gli elementi speziati, che sono delicatamente nascosti sotto un mucchio polveroso, dalle ricche nuace gourmand. Un leggero tocco di zibetto sintetico, crea l’impressione di un felino che si muove furtivo attraverso la fragranza.

Bengale Rouge funziona bene in ogni stagione. Ho indossato le diverse versioni di questo profumo, per la maggior parte dei due anni prima di finalizzare la formula, senza essermi mai stancata di annusare o indossare questa fragranza. La risposta a questo profumo, è stata fenomenale e mi sento molto grata.

Quale è la tua materia prima preferita e quale la meno?

Le mie materie prime preferite possono cambiare di giorno in giorno, a seconda del mio umore e da ciò su cui lavorando. Sto attraversando un pò un momento di ambra grigia, a causa del recente lotto di tintura che ha completato il suo processo alchemico. Questa tintura è così incredibilmente bella, che mi ha quasi portata alle lacrime, ed è la prova assoluta della magia di questo materiale. Ho fatto questa tintura quattro anni fa, ed è finalmente pronta per l’uso in Tobacco Rose. Ora sto valutando nuovi pezzi di ambra grigia per il prossimo lotto, che richiederà molto tempo, ma sarà anche molto divertente. Quindi, ora il mio materiale preferito è l’ambra grigia.

Non ho un materiale meno preferito. Davvero. Ci sono materie prime con cui trovo più difficile lavorare, a causa della loro interazione con altri, ma trovo affascinanti anche quelli puzzolenti che spaventerebbero i cavalli. Infatti amo così tanto i materiali animali. Le mie preferite saranno sempre le materie prime naturali, in quanto possiedono una complessità tutta loro.

Come indossi una fragranza? Hai dei consigli su come applicarle?

Come accennato in precedenza, indosso un profumo secondo l’umore e senza badare a ciò che gli altri potrebbero pensare delle mie scelte. Credo che gli altri dovrebbero fare lo stesso. Ricevo molte e-mail che mi chiedono se tale e tale profumo è per uomini o donne, e rispondo sempre dicendo che il profumo non ha genere, e che tutti i miei profumi possono essere indossati da uomini e donne. Il profumo non possiede i genitali, ed io personalmente penso che gli uomini abbiano un profumo altrettanto splendido, indossando la rose quanto le donne.

Il profumo dovrebbe essere esplorativo e divertente, dopo tutto puoi sempre lavarlo via se non ti piace. Indossa ciò che vuoi, non ciò che pensi di dover indossare, o ciò che gli altri pensano che dovresti indossare. Non farti convincere da nessun altro. Fidati del tuo naso.

Dove è possibile acquistare le tue fragranze?

I miei profumi si possono trovare sul sito web Papillon www.papillonperfumery.co.uk, ma a causa delle norme sulla spedizione, possiamo inviare solo campioni e bottiglie di profumo nel Regno Unito.

Abbiamo diversi rivenditori in Europa e negli Stati Uniti (l’elenco completo è sul sito Web Papillon), ed utilizziamo un corriere specializzato in merci pericolose per inviare i profumi a questi negozi.

Cosa secondo te manca oggi dalla profumeria? Cosa ti piacerebbe vedere migliorato o cambiato?

Non sono sicura che manchi qualcosa al giorno d’oggi, in effetti c’è probabilmente troppa scelta per i consumatori. Dubito di avere a disposizione abbastanza anni per provare ogni nuova creazione sul mercato, che dipende in gran parte dal quantitativo di lanci annuali.

Personalmente, sono stufa di vedere la marea di nuove uscite che inondano l’industria settimana dopo settimana, non solo nel mainstream, ma anche in nicchia.

Quando ho fondato Papillon, il mio obiettivo era quello di creare un marchio che fosse veramente artigianale, in ogni senso della parola. Ci sono pochissimi di questi marchi oggi, in realtà me ne viene in mente solo una manciata. L’industria dei profumi, insieme a così tante altre aziende, si è sporcata della “gratificazione istantanea” che tutti noi sentiamo; la vita è così veloce, proviamo qualcosa e lo adoriamo solo per qualche giorno, per poi dare la caccia a qualcosa di nuovo e di diverso. Mi piacerebbe vedere l’intero settore fare un bel respiro profondo, e concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Mi sento straordinariamente fortunata a fare un lavoro, che è anche la mia passione: creare fragranze che curo in ogni dettaglio, piuttosto che sfornarne tante per colmare un vuoto immaginario nel mercato. Creerò sempre fragranze che spero siano evocative ed uniche, usando metodi classici con un tocco contemporaneo. Ho sempre detto, che il giorno in cui non sentirò più la passione per quello che faccio, sarà il giorno in cui smetterò di creare profumi.

ENGLISH VERSION

Liz Moores of Papillon Artisan Perfumes tells and tells us about her fragrances.

Liz Moores, the founder of Papillon Artisan Perfumes, is a name known in the world of perfumery. Almost every enthusiast has met her name at least once in the various reviews or browsing the Fragrantica website.

When in 2011 Liz decided to create Papillon Artisan Perfumes, her intention was to continue the classic perfumery art, transporting it to the twenty-first century. The almost obsessive search for the best quality raw materials, no time limit, not being forced by market dynamics, the production in small batches and totally by hand, have led Liz to establish itself as a successful independent perfumer.

You are a very successful independent perfumer. Your fragrances are completely handmade with exquisite raw materials. They nod to the classics but they are contemporary. Can you tell us something about them

Hello Andrej, Thank you for inviting me to answer your questions. With each fragrance that I make the journey from concept to finished product is a relatively long process. No time constraints are placed on my work, I create my own brief and I am free to work with complete autonomy, which is a true luxury in the fast-moving world of the fragrance industry. I think that taking one’s time and allowing each modification to macerate fully, for often several months, is key to understanding where that fragrance will finish its own journey. Once I have decided upon a conceptual idea for a new fragrance I adhere strictly to it, I never deviate from the path even though at times it is tempting to do so when a mod isn’t going the way I had originally expected it to. The materials that I select for each fragrance are key to my work and I spent a very long time sourcing the perfect rose absolute for Bengale Rouge. The rose absolutes that I use in Tobacco Rose simply didn’t work in the early Bengale Rouge mods; the rose de Mai brought too much greenery to the formula and the Bulgarian rose was a touch too sharp, so hunting down the ‘perfect’ rose was essential to ensure that my new fragrance moved in the direction that I knew it had to take. So, choosing the correct materials for each fragrance is a very large part of my day to day work. I love fragrances that reveal a kaleidoscope effect on the skin, fragrances that constantly twist and turn and always have something new to say at each stage of the evolution on the skin. This is what all the classics had in common and it’s a style of perfume that really resonates with me, so it was a natural progression for me to create perfumes that echo a style that I admire so much. When I’m creating a fragrance, I’m constantly building upon layers of accords to create depth and texture. Sometimes these accords play nicely in a mod and sometimes they don’t. It can be a very time-consuming process but one that I feel is essential for the way that I work. When I have decided upon the finished formula only then will I cost out the materials. Another luxury of being an independent perfumer is having the freedom to create what I want when I want and with no cost restrictions to the perfume.  

What is a perfume for you? 

Perfume to me is an extension of our moods. I always wear perfume according to my mood that day and the message I am aiming to convey on an olfactory level. Salome is very much my ‘kick-ass’ perfume, and I must be in a supremely confident mood to carry that perfume off with the aplomb that I feel it needs. I always wear what I want to wear; I’m not influenced by trends or other people’s reactions to a fragrance, be they negative or positive. Perfume is such personal ornamentation; it is applied to our own skin (how more personal could that be) and should always be part of ourselves. It is usually the last thing we apply before we start our day and the last thing we remove at night; is the invisible aura that follows us but ultimately is part of our very being. Perfume to me is pure magic.

What is your first “olfactive” memory?

My first olfactory memory is the smell of porridge oats and hot milk bubbling on a gas stove. My brother and I spent a large part of our childhood with our grandparents, and I remember being tucked up in bed smelling the morning porridge being cooked by my grandfather. The smell to me is comforting and when I make my own children the same breakfast the smell instantly transports me back to that time.

What was the first perfume you did ever wear and what did you like about it?

The first perfume I ever wore would have been stolen spritzes from my mother and grandmother. My mother wore Joy by Jean Patou and Rive Gauche by YSL, my grandmother wore Youth Dew and Blue Grass, and I remember being allowed to occasionally wear these perfumes when I was a little girl. In the 1980’s I wore Obsession by Calvin Klein, Georgio Beverly Hills, Poison by Dior, Shalimar, and Samsara by Guerlain. On my 18th birthday friends of my parents bought me a bottle of L’air du Temps and I was captivated by the beautiful bottle. I wonder if the 80’s defined my love for larger than life fragrances, the real statement pieces where there was no turning back once you’d sprayed.

When did you create Papillon Artisan Perfumes? Can you explain the meaning behind the name? 

I chose the name Papillon for the business because I see perfume as a process of metamorphosis, not unlike the butterfly. Perfume always starts with a combination of materials that alone may not always be especially beautiful, yet with time and patience, they can become more than the sum of their parts and transform into something so completely different. The analogy between perfume and the transformation of the caterpillar from cocoon to butterfly was the perfect fit and Papillon was born.

When do you create a perfume, what inspires you? What makes your perfumes unique?

 I am inspired by many things when I create a perfume. Sometimes I can find that inspiration from a new material, but mostly I am inspired by everything around me. Bengale Rouge was inspired by one of my Bengal cats and the incredible smell of her fur after she had been lounging around my neck. Angelique was inspired by the smell of my children’s heads when they were babies, and Dryad was my ode to the huge oak tree that is at the front of my house. I am an avid reader and I often find inspiration from books that I’ve read, I always try to add emotion or feeling within each fragrance to offer a human connection rather than a literal interpretation of my ideas.

Which from all perfumes are you most proud of and why?

There really isn’t a perfume of mine that makes me prouder than the rest. Anubis feels like a lucky charm in many respects as it was the first perfume that I ever made and was the fragrance that pushed the Papillon brand forward. Tobacco Rose challenged me throughout its entire creation so I’m proud of that perfume because it represents for me a tenacity that I didn’t know existed in me. Angelique holds a special place in my heart as I managed to capture a moment in time that meant a lot to me personally. Salome makes me feel proud because I think my friends and family thought I’d lost the plot when they smelled the finished formula. Salome brought a lot of attention to the Papillon brand. Dryad was another perfume that I knew would probably divide people as the green genre can be tricky for many, but I know people who have fallen in love with it even if they had previously struggled with this style of fragrance. I feel proud of Bengale Rouge because the response to the new perfume has been overwhelming, I literally can’t seem to make enough of it, and it sells out again. Plus, I have forever captured my beloved cat in scent form. Who wouldn’t want to be able to do that?

Liz, I really love your Salome and Dryad. Both are very different but they share the same complexity and deepness. Which one is your favorite? 

Thank you for loving Salome and Dryad, and you’re right, they are completely different from each other but still share a common thread with their chameleon-like dance on the skin. I go through phases where I will wear one more frequently than the other, and Salome is very much my go-to perfume when I want to make the ultimate fragrance statement. When I created that perfume, I took the animalic notes as far as I could while keeping the formula wearable and not simply an art piece. The creation of Salome was like walking a tight wire and attempting to keep the balance between the materials was very tricky, but it was a perfume I always wanted to create; the feeling of hot sex-drenched skin under a veil of flowers. It was my throwing down the gauntlet moment and offering a fragrance that I knew would really divide people. Personally, I think it is a hugely sexy fragrance that walks so close to the sex act itself that it almost makes one blush. I’m very happy I ignored my friends and family when they told me I was crazy to release it! Dryad is a perfume very personal to me and the concept for that fragrance had occupied a huge amount of my mind before I eventually decided to run with the idea. I live and work in a very beautiful part of the UK in the New Forest and my home is surrounded by forest, but the oak tree that lives in my garden was the inspiration for Dryad. I wanted to capture the living essence of that tree with the imaginings of the Dryad spirit that inhabited the tree itself, so I knew that a subtle skin-like element had to play a part in its design which I managed to achieve by using the material costs. Costus absolute is banned in perfumery so I used a synthetic costus to give the effect of a living being inside the tree. This perfume had to display every part of the tree’s natural progression throughout the seasons; from the first bud when the sap is rising, then to fleshy leaf, right through to amber leaves and ultimately the loamy richness of the rotting leaves in winter. So, do I have a favorite? I couldn’t possibly choose one over the other, but I think it’s safe to say that Salome is my ‘slaying’ perfume and I love to wear Dryad in the Spring and Autumn.

You have just launched a new fragrance Bengale Rouge. Would you like to tell us about it? 

Bengale Rouge is my homage to my beautiful Bengal cat Mimi. The brief I gave myself for this perfume was one of warmth, texture, and softness woven with a sensual feeling of contentment, not unlike the cat herself. As I previously explained, the rose for this perfume had to be pitch-perfect as it needed to offer the finished formula a soft petal-like feeling without overwhelming the composition, and the Indian sandalwood that I also used for Bengali Rouge was key to gently covering the perfume in a blanket of softness. The tonka bean brings the warmth, and alongside the orris butter creates the illusion of cashmere or fur stole being draped across the shoulders. Benzoin and labdanum add the spiced elements to this perfume that are gently buried under a powdery pile of rich gourmand aspects. A tiny touch of synthetic civet creates the impression of a feline slinking through the fragrance. Bengale Rouge works well in every season, and I wore the mods for this perfume for the best part of two years before I finalized the formula and I never tired of smelling or wearing this fragrance. The response to this perfume has been phenomenal and I feel so grateful.  

What is your favorite raw material and which one is the least?

My favorite raw materials can change from day to day depending on my mood and what I might be currently working on. Right now, I’m going through a bit of an ambergris moment which was prompted by my recent batch of ambergris tincture finishing its alchemic process. This tincture is so unbelievably beautiful it nearly brought me to tears and is the absolute proof of the magic of this material. I made this tincture 4 years ago and it is finally ready to use in Tobacco Rose. So now I’m in the process of evaluating new pieces of ambergris for the next batch which is a time-consuming process but a lot of fun. So, now my favorite material would have to be ambergris. I don’t have a least favorite material, I really don’t. There are materials that I find harder to work with largely based on their interaction with other materials, but even the stinky stuff that would scare the horses I find fascinating, in fact, I love the animalic materials so much. It will always be the natural materials that are my favorites as they possess a complexity all their own.

How do you wear perfume? Do you have advice on how to wear them? 

As I mentioned earlier, I wear perfume to fit my mood and with no mind to what others may think about my choices and I think others should do the same. I receive many emails asking me if such and such perfume of mine is for men or women and I always reply by saying that perfume is genderless, and all my perfumes can be worn by men or women. Perfume doesn’t possess genitalia and I personally think that men smell equally gorgeous in roses as women do in leather. Perfume should be exploratory and fun, after all, you can always wash it off if you don’t like it. Wear what you want to wear, not what you think you should wear or what others think you should wear. Don’t be persuaded by anyone else, trust your own nose.

Where is possible to buy your perfumes?

You can find my perfumes on the Papillon website www.papillonperfumery.co.uk but due to shipping regulations, we can only send samples and bottles of perfume to the UK. We have several stockists in Europe and the US (the full list is on the Papillon website) and we use a specialist Dangerous Goods courier to send the perfumes to these shops.

What do you think is missing from perfumery today? What would you like to see improved or changed? 

I’m not sure anything is missing from perfume these days, in fact, there is probably too much choice for consumers nowadays. I doubt there are enough years left in me to sample every new creation on the market which is largely down to the number of releases per year.

I personally am fed up with seeing the tide of new releases that flood the industry week in week out, not just in the mainstream but in niche too. When I founded Papillon my aim was creating a brand that was truly artisan in every sense of the word, and there are very few of these brands around today, in fact, I can only think of a handful. The perfume industry, along with so many other businesses, has fallen foul of the ‘instant gratification’ mood that we all feel and buy into at times; life is so fast-paced, we try something and love it for a few days only to hunt down something new, something different. I would like to see the industry as a whole taking a deep breath and focus on quality rather than quantity. I feel extraordinarily lucky to do a job that is my passion and create fragrances that I have carefully curated rather than churning out so many to fill an imaginary gap in the market. I will always create fragrances that I hope are evocative and unique, using classical methods with a contemporary touch, and I have always said that the day I no longer feel a passion for what I do will be the day I stop creating perfume.     

Liz, thank you for your time. I wish you all the best for the future.

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