Maria Candida Gentile: Questionario Olfattivo

Alla scoperta dell’universo olfattivo di Maria Candida Gentile, maître parfumeur e creatrice dell’omonima linea di fragranze

Schiva, riservata, primo naso italiano diplomato maître parfumeur alla prestigiosa scuola di Grasse, una passione per la natura e le materie prime naturali, una linea di fragranze, che porta il suo nome, amata dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Scopriamo insieme l’universo olfattivo di Maria Candida Gentile nell’intervista esclusiva….

Primo ricordo olfattivo. Il giardino di mia zia; quello di una casa antica, grande, molto coltivato ma naturale, dove c’era un’altalena per me. Ricordo l’odore dei fiori della magnolia e del calicantus, ma soprattutto delle rose. Mia zia anche se ero piccola, avevo 4 anni circa, mi aveva dato l’incarico di prendermi cura di un’aiola di rose,  e questo mi ha dato la possibilità di crescere nella natura e imparare ad apprezzarla.

Odore preferito e perché le piace. Quello della rosa, perché é legato ai ricordi di infanzia. Ogni giorno andavo in giardino per prendermi cura delle mie rose, toglievo gli afidi, erbacce e mi fermavo ad annusarle. Hanno un odore accogliente, che mi conforta.

Un odore che odia e perché. Le molecole di sintesi mi fanno venire il mal di testa, trovo il loro odore respingente.

Un odore senza cui non può vivere. Quello dei miei figli perché é legato profondamente a me.

L’odore della sua casa. E’ luminoso e solare. Odora di legno, tra infissi e mobili di antiquariato, cera d’api e fiori, in particolare tuberosa.

La sua Madeleine di Proust. Delle matite conservate in un cassetto, ogni volta che lo apro e sento il loro odore mi ricordo di mio padre. Era un capitano di lungo corso e, quando non era in viaggio, amava prendere appunti, scrivere. Alla sua morte abbiamo conservato il suo studio con le sue cose tra cui anche le matite nel cassetto della scrivania.

L’odore peggiore mai annusato. Quello dello zibetto, una materia prima di origine animale che si ottiene dalle secrezioni peri-anali. E’ vomitevole.

Se fosse un odore quale vorrebbe essere e perché? Vorrei essere l’odore di un prato di montagna in Val D’Aosta in primavera, ricoperto di Ranuncoli, Anemoni e Non ti Scordar di Me.

Un odore di cibo che ama e uno che non sopporta. Quello del pane appena sfornato. Non amo invece l’odore del cavolo.

Un odore che la rilassa e uno che la innervosisce. Quello dei fiori, mi innervosisce invece l’odore di gomma bruciata, freni e sudore.

Il profumo che indossa oggi ce lo descriverebbe con degli aggettivi e similitudini? Oggi indosso Sideris. E’ un profumo luminoso, solare, caldo, confortevole, avvolgente, tenero, cremoso e profondo. E’ ispirato al ricordo di una passeggiata la mattina presto al mare in estate, in un luogo dove vado da quando ero bambina.

Ci parla della sua ultima creazione? Si chiama Lankaran Forest. Questa fragranza e si ispira al viaggio che ho fatto nel parco di Lankaran, al confine tra l’Azerbaijan e l’Iran, accompagnata da una guida e un botanico.  Ho avuto la fortuna di poter dormire nella foresta in dei bivacchi e sono rimasta affascinata dalla sensazione di tempo sospeso della foresta e i suoi Iron Trees, alberi che hanno la capacità di curarsi l’un l’altro. Un luogo reputato magico e mistico, frequentato nel corso dei secoli dagli artisti russi che andavano lì a cercare ispirazione, e che pare affascinò addirittura Alessandro Magno a tal punto che ne decretò l’eterna inviolabilità. In Lankaran Forest, ci sono le note iniziali degli agrumi, che vengono coltivati alla base del parco, poi té nero in foglia e fiori, un omaggio al té nero di altissima qualità che era il preferito dagli zar, e un tempo il più famoso del mondo. Oggi se ne producono piccole quantità che acquista Fortum & Mason, e poi un accordo di muschi e licheni che ho creato ispirandomi al profumo della foresta.

Tra i profumi della sua linea qual é il suo preferito? Quello che più la rappresenta? Sideris perché ho riprodotto in note olfattive un momento felice della mia vita.