Olfattorio: Renata De Rossi

Le interviste con i protagonisti del mondo della profumeria: Renata De Rossi, co-fondatrice di Olfattorio, uno dei più importanti distributori di fragranze, con diversi monomarca sul tutto il territorio

de rossi renata

Tutto ha inizio dall’incontro tra Renata de Rossi, co-fondatore di Olfattorio uno dei più importanti distributori di profumeria italiani, con Jean Laporte, storico profumiere parigino, creatore del marchio L’Artisan Parfumeur. La maison di profumi parigina diventa il primo marchio distribuito in Italia da Olfattorio a cui si affiancano, poco dopo T.LeClerc, brand francese cult di make up, e l’inglese Penhaligon’s per arrivare oggi ad un portafogli di 13 marchi di profumi, cosmesi, make-up, tra cui Aesop, Byredo, Kure Bazaar, di cui Olfattorio è il distributore esclusivo per L’italia. Senza contare i diversi punti vendita diretti, tra Torino, Roma, Milano e Firenze. E’ stato grazie alla formula dei “Bar à Parfums”, che Olfattorio si è fatto conoscere anche dal grande pubblico, un format che portato al successo e alla creazione dei monomarca. All’origine di tutto sta il brevetto del Calice Olfattivo che sostituisce, potenziandone le caratteristiche, le tradizionali mouillettes di carta. Si annusa il profumo in una sorta di flute di carta e lo si fa decantare per sviluppare la ricezione olfattiva riuscendo a cogliere ogni sfumatura della fragranza. Abbiamo intervistato Renata de Rossi per avere il polso del mercato delle fragranze artistiche.

Come è iniziata la sua avventura nel mondo delle fragranze? Sono sbarcata per caso nell’universo del profumo. Nel 1980 ho conosciuto Jean-François Laporte che mi ha stregata con il suo progetto L’Artisan Parfumeur.

La domanda che le fanno più spesso i non addetti ai lavori quando sanno del suo lavoro. Se creo dei profumi personalizzati: la risposta è no per rispetto della professionalità dei nasi che dedicano una vita alla ricerca e alla creazione.

La parte che le piace di più del suo lavoro e quella che ama meno. Ciò che mi soddisfa di più è lo sviluppo della cultura del profumo con la formazione olfattiva sia ai clienti rivenditori che al pubblico nei Bar à Parfums. Ciò che amo meno è la parte più commerciale della mia attività.

Cos’è per lei il profumo...Il profumo per me è un accessorio indispensabile per esprimere olfattivamente la propria personalità e carattere diventando un segno tangibile di riconoscimento.

Come si riconosce un profumo artistico? Il profumo come espressione d’arte deve possedere “originalità”, equilibrio dei suoi componenti, un forte effetto stimolante la fantasia di chi lo porta e di chi lo sente ed infine deve vivere ed evolvere lentamente sulla pelle.

Come sta cambiando il mondo della profumeria di nicchia? La profumeria di nicchia, oggi, non è sempre gestita da creatori all’altezza deigrandi pionieri degli anni 1960-1970; la necessità dell’export nei diversi paesi e continenti limita l’uso di alcune materie prime fondamentali per ottenere prodotti originali rischiando così la massificazione.

Come stanno cambiando i gusti e le esigenze dei consumatori? Purtroppo il senso di marcia dei consumatori è ancora troppo spesso rivolto a tutto ciò che è marketing: sarebbe auspicabile una maggiore libertà intellettuale di scelta ed una maggiore cultura del profumo.

Cosa manca al mondo della profumeria di nicchia? Piuttosto cosa deve evitare il mondo della nicchia: la schiavitù a leggi di mercato che massificano i prodotti. Deve restare un universo ristretto e non può pretendere i risultati delle multinazionali.

Tra i marchi che ha lanciato in Italia c’è qualcuno a cui è particolarmente legata? L’Artisan Parfumeur per la sua creatività innovativa che nel1976 ha rivoluzionato il mondo della profumeria con il concetto di boutique monomarca , caratterizzata da un prezioso arredo di salotto fine ‘800, in cui si vendevano solo i profumi per la persona e per l’ambiente di L’Artisan Parfumeur; profumi con un costante riferimento a temi /odori della natura.

Il naso più interessante con cui ha lavorato. Jean Laporte fondatore di L’Artisan Parfumeur e creatore dei relativi profumi per la persona e per l’ambiente.

La persona più interessante che ha incontrato facendo questo lavoro. Marie Dumont, storica direttrice generale di L’Artisan Parfumeur dal 1990 al 2004, la quale dopo la partenza di Jean Laporte ha ri-dinamizzato la società riesplorando una zona franca dei profumi-luogo, profumi-viaggio, profumi-umori.

Il progetto a cui ha lavorato che l’ha entusiasmata di più. Il Bar à Parfums che considero uno spazio in cui posso liberamente esprimere la mia ricerca per tutto ciò che è legato al mondo del profumo e della bellezza purché originali espressioni artistiche. ed in quanto tali proporli.

Brucia la casa…può portare un solo profumo con se, quale? Ninfeo Mio di Annick Goutal.

La sua idea del lusso. Il lusso come elevata qualità, raffinatezza anche nei particolari ed una elegante discrezione.

Colleziona qualcosa? La mia indole non fa di me una collezionista: ho curiosità e interessi multiformi per tutto ciò che è “bello” ed “originale” senza focalizzarmi su un unico argomento.

Consiglierebbe ai nostri lettori che sono interessati al mondo delle fragranze dei libri per approfondire il tema? Il miglior modo per approfondire il tema delle fragranze non credo sia un libro bensì annusare – annusare – annusare. L’olfatto è un organo che l’uomo civile si è perso: deve essere recuperato.

Il suo prossimo progetto. Incrementare il numero dei Bar à Parfums.

Non esce mai di casa senza…la borsa, sempre traboccante di documenti e pro-memoria e non prima di essermi profumata con una nuova fragranza da testare.

Un consiglio di bellezza che darà alle sue nipoti. Una corretta e sana alimentazione, una assidua attività fisica, cure appropriate per mantenere la pelle idratata ed elastica, sono l migliori consigli di bellezza per le mie nipoti: il maquillage spero che sarà soltanto un optional.