Oli viso. Cecilia Perotti consiglia quali scegliere in base al tipo di pelle

Questa é una bellissima storia che inizia in Africa negli anni ’70.  All’epoca il dott. Giorgio Perotti, agronomo e biologo, era responsabile degli aspetti nutrizionali degli operai sulle piattaforme petrolifere dell’ENI. In quegli anni scopre burri e oli usati dalla popolazione indigena per curare la pelle, e  incontra quello che diventerà suo partner in una nuova avventura; l’estrazione del burro di karité. In Europa nessuno ne aveva ancora sentito parlare, tanto meno si conoscevano le sue proprietà in campo cosmetico. Ritornato in Italia il dott. Giorgio Perotti inizia a vendere il burro di karité ai grandi giganti della cosmetica. Poi viste le potenzialità di questa materia prima crea Karitesana, un prodotto a base di 100% di burro di karité che inizia a commercializzare.

Nasce così Vegetal Progress azienda che opera tutt’oggi nel settore dei prodotti naturali ad uso alimentare e cosmetico. Un’azienda familiare arrivata alla terza generazione rappresentata dalla giovane Cecilia Perotti, studi in Chimica e Tecnologia, che si occupa in azienda del settore ricerca e sviluppo, con particolare attenzione al dipartimento cosmetico. L’ho intervistata per conoscere meglio le virtù di oli e burri per il viso. Oli e burri usati da sempre dalle donne di tutto il mondo come ingredienti di bellezza.

“Ci sono vari tipi di oli sul mercato, di diversa qualità che è determinata dal tipo di estrazione, dall’uso di eventuali solventi nell’estrazioni etc. Gli oli si ossidano facilmente se non vengono conservati bene o se non sono di alta qualità. La pelle ha una strato idrolipidico che è molto affine ai grassi e quindi gli oli permeano facilmente nella pelle, così come le vitamine liposolubili, vedi vitamina E e A.”

“L’olio nutre la parte di membrana che sostiene la cellula e la mantiene idratata e rimpolpata. Molti oli nutrono e idratano la pelle solo in superficie, per cui si possono usare dopo i sieri al posto della crema, nella routine serale. Ci sono però oli che possono sostituire i sieri. Sono quegli oli ricchi di grassi polinsaturi che vengono assorbiti più facilmente dalla pelle e vanno a nutrirla in profondità”. “Tra i migliori:

L’olio di borragine, ricco di acidi grassi polinsaturi omega 6, ha proprietà lenitive e anti infiammatorie ed è un olio raro e costoso. L’olio di ribes nigrum che contiene grassi polinsaturi omega 3 e 6. L’olio di papaya ricco di omega 3 e con un alto potere anti ossidante e rimpolpante. L’olio di carota, ricco di carotenodi e precursori della vitamina A, o l’olio di palmarancio ricchissimo di vitamina A e E. C’è poi il rarissimo olio di fico d’india ricco di omega, 6, 3 e 9 e di acido pidolico, che è presente anche nella nostra pelle, e ha il compito di trattenere l’idratazione”.

OLI: QUALI SCEGLIERE IN BASE AL TIPO DI PELLE

Per detergere il viso: l’olio di cocco, ricco di acidi grassi saturi, è più appiccicoso rispetto agli altri altri oli ma è perfetto per la detersione. Dopo averlo massaggiato sul viso asciutto lo si lascia agire 5 minuti. Si rimuove con acqua tiepida e successivamente con un panno umido. E’ molto nutriente e deterge bene.

Oli per il collo. L’olio di papaya oppure l’olio di oliva ozonizzato, un super anti-age che si usa anche per il trattamento dell’acne. L’ozono ha un’azione anti batterica, lenitiva e calmante e si può usare anche nella detersione.

Per il contorno occhi: olio di Echium.

Pelle sensibile e disidratata: olio di fico india, olio di ribes nigrum o black currant, che ha anche un’azione anti infiammatoria.

Rosacea e pelle soggetta a irritazioni: olio di rosa mosqueta, di ribes nigrum e olio di avocado.

Pelle grassa: fico d’india e papaya si assorbono facilmente e non hanno attività comedogenica.

Pelle acneica: ribes nigrum e borragine, preso anche per bocca.

Pelle soggetta ad allergie: ribes nigrum anche per bocca, in caso anche di allergie a cosmetici, nutre, e lenisce ed è anti infiammatorio.

Pelle secca: burro di karitè non idrogenato, la varietà nilotica è quella di qualità migliore, cresce lungo le sponde del Nilo ed è più ricco di acidi polinsaturi, viene assorbito meglio e ha proprietà anti infiammatorie. Burro di cupuacu.

Come si legge l’inci dell’olio? L’olio è di alta qualità se quello indicato nel nome compare come primo ingrediente della lista, se troviamo invece nella prima posizione l’olio di mandorle dolci o quello di jojoba, che sono a buon mercato, non si tratta di un olio di alta qualità. Fondamentale poi che l’olio sia biologico, certificato, ed estratto a freddo.

Gli oli si possono usare a partire dai 25 anni, li si può iniziare ad introdurre nella routine serale, usati da soli dopo la detersione, dopo la crema o si possono aggiungere delle gocce, due-tre, alla crema per renderla più nutriente

 

 

 

 

Be first to comment

Rispondi