Perfume Questionnaire: Fulvio Fronzoni

Il mondo degli odori e dei profumi del proprietario del brand di profumi Re Profumo, nel nostro Perfume Questionnaire

Chissà quanti tra quelli che hanno letto il famosissimo libro di Süskind Patrick “Il Profumo” (da cui è stato tratto anche un film) avranno provato a immaginare l’odore della fragranza che ossessiona il protagonista, forse tra questi anche Fulvio Fronzoni, scrittore, appassionato di letteratura e fragranze. Galeotto fu l’incontro nel 2007 con Celso Fadelli, CEO di Intertrade Group, tra i più importanti distributori di profumeria artistica, che “iniziò” Fulvio Fronzoni alla profumeria “haute de gamme”. Affascinato dalla capacità narrativa che ogni essenza possiede Fulvio Fronzoni decise di dare corpo alle sue fantasie creando, in collaborazione con Intertrade e il suo team creativo di mastri profumieri, un’estensione olfattiva che parte dalla carta per arrivare alla pelle. Nasce così Re Profumo, letteralmente un libro in boccetta. Dalla trama nasce una collezione di cinque prestigiose fragranze che portano i nomi dei personaggi e sono ispirate alle storie di un romanzo unico nel suo genere, che anima una Venezia languida, decadente, semplicemente irresistibile, che si ritrova in ogni profumo. Nel nostro Perfume Questionnaire le memorie olfattive di Fulvio Fronzoni.

Un profumo che le ricorda l’infanzia. Sicuramente il Borotalco. Avevo poco più di cinque anni e da alcuni mesi ero ospitato in un collegio di suore a Fucecchio, quando inaspettatamente, una domenica pomeriggio la madre superiora venne a chiamarmi e stranamente mi fece il bagno. Terminato, mi ricoprì in maniera esagerata di Borotalco. Poi vidi mio padre e compresi che era venuto a prendermi per riportarmi a casa. Adesso a ripensarci, ritengo che tutto quel borotalco fosse servito almeno nelle intenzioni della madre superiora per rendermi più bello possibile a mio padre coinvolgendo anche in questo modo il suo senso olfattivo Il viaggio Fucecchio, Treviso con una Fiat 600 fu indimenticabile, per il ricordo dei cartelloni pubblicitari e per l’odore del Borotalco che riempiva l’auto.

Profumo preferito. Il mio profumo preferito è sempre stato quello che portava mia moglie. Quando la conobbi, avevo diciotto anni e usava l’Ô de Lancôme, giovane e fresco com’erano i nostri sogni. Appena sposati ha iniziato a usare Tresor. La rosa si adattavaa lei in maniera divina. Adesso che le figlie sono diventate grandi mia moglie ha trovato un po’ di relax nella sofficità di Teint Neige dall’odore cipriato. A me piace molto perché mi ricorda il Borotalco.

Un odore che non le piace. Sicuramente il DDT. Anche questo è un odore che mi lega a un ricordo dell’infanzia. Ho avuto modo di ripensarci proprio poco tempo fa, alla proiezione del film, la Grande Bellezza quando Jep Gambardella dice che la cosa che più gli piaceva era l’odore delle case dei vecchi. In seguito riflettendoci, mi resi conto che per me l’odore della casa dei vecchi, era quello che proprio a me non piaceva. Lo ricollego all’odore del DDT. Infatti, quando andavo con la mia famiglia a trovare la nonna, lei ci ospitava, cedendoci la sua stanza. Prima di ritirarci, la riempiva in maniera esagerata di DDT e dopo chiudeva la porta, lasciandoci dentro con quel micidiale prodotto. Quell’odore non mi piaceva, anche se a quell’età non ne capivo il motivo. Diventato grande, l’ho compreso. Per me quello rappresenta l’odore dell’ignoranza.

L’odore di cibo che ama. L’odore degli spaghettoni di grano duro, conditi con una salsa di pomodoro pachino, olio (pugliese) e basilico, quest’ultimo necessariamente fresco.

Se fosse una fragranza quale sarebbe? Assolutamente un fiorito. Questa famiglia olfattiva è accostata al colore blu e ne soddisfa le stesse esigenze psicologiche. Quel­la dei fiori è la mia famiglia olfattiva preferita, infatti amo l’eleganza, l’equilibrio e l’estetica. Il mio colore preferito è il celeste, come il colore del cielo e del mare. Tuttavia in questo momento mi è molto difficile decidere se mi preferirei essere una fragranza con una sfaccettatura fiorita, ricca e seduttiva con fiori opulenti tipo il gelsomino, la rosa e la tuberosa com’è Ekstasis di Re Profumo o Carnal Flower di Frederick Male. Oppure una fragranza dalla sfaccettatura fiorita, contemplativa e fresca con la fresia o il mughetto. Una fragranza simile a Sogno d’amore, sempre di Re profumo, o al celeberrimo Diorissimo.

Fiore preferito. La gardenia! È carnale e inebriante.

Il profumo che le sarebbe piaciuto inventare. “Happiness is a warm gun”. Non esiste, ma vorrei comunque averlo inventato. Un fiorito che trasmetta un senso estremo di ebrezza. Lo spunto creativo l’avrei individuato immaginando il movimento rivoluzionario degli anni sessanta con la beat generation, gli hyppies e il movimento femminista.

Il profumo della sua casa. Note di testa: rosa, gelsomino, elicriso, erba, con un’accentuata sfumatura di tranquillità e sicurezza. Note di cuore: il profumo della famiglia, l’odore delle matite, dei libri, dei sogni e delle aspirazioni. Note di coda: l’odore di una giostra. Una giostra che gira nel solito verso e ci ricorda un tempo ormai perso.

Un odore di cui non può fare a meno. Il profumo di vita delle persone che amo.

L’ultimo profumo che l’ha colpita. The End.

L’odore della sua città. Amo con la stessa intensità le due città dove vivo Treviso e Venezia. Di seguito riporto degli estratti del romanzo che ne descrivono l’odore che percepisco. Venezia ha Il profumo della bellezza…”— Che profumo t’ispira Venezia? – Le domandò Alberto appena usciti dalla chiesa. Fermi sul ponte dei miracoli mentre guardavano passare una gondola, Sofia rispose: — Stamani, quando guardavo dalla finestra, ho provato a immaginare quale profumo m’ispirava questa magnifica città. Penso anche di esserci stata vicino, ma poi l’ho perso. Adesso, quando siamo entrati in chiesa, istintivamente l’ho percepito.— E com’è? — È romantico e contemplativo, un sospiro raffinato d’eleganza. Ho immaginato una nota iniziale di pompelmo rosa. Come nota regina, ci vedo la rosa che si sposa… si unisce alla fresia e al labdano. Alla pesca nettarina e riservato il compito di rendere ricco, caldo, zuccherino, balsamico il cuore dell’essenza. Il finale me lo rappresento con le austere note dell’incenso unite ai muschi animali e ai morbidi legni di rosa e di sandalo. Questo e il profumo che vorrei dedicare a Venezia. Alberto s’inserì: — È elegante. Lo potresti chiamare con un nome semplice e raffinato, ad esempio, a Venise. Sofia arrossì e rimase in silenzio”.

Treviso ha Il profumo della serenità…”Lasciata la pescheria, tra le viuzze ciottolate e i portici oscuri, Alberto arrivò in riviera Santa Margherita. L’armonia, di quel luogo, era briosa, gentile e serena. In una parola, gioiosa; così com’era soprannominata la vasta campagna che circondava lo splendore cittadino. Quando arrivò vicino all’albergo, ritrovò la vista che godeva dalla finestra della sua camera. Le case porticate con le facciate affrescate si riflettevano sul canale dei Buranelli. Era uno scorcio incantevole e raccontava in maniera esaudiente lo stretto legame di Treviso con le sue acque. Uno splendore fatto di costruzioni, in mattoni e legno, che rasentavano il fiume. Gli edifici si alternavano ai salici piangenti; alberi garbati dai rami cadenti che lambivano le acque, accarezzandole con le loro lacrime. La città viveva con sobrietà a filo d’acqua con un’aura medievale che trasmetteva una sensazione di melanconica tenerezza. Portici, giardini e riverberi accompagnarono Alberto nella sua passeggiata e finita la visita, ebbe la convinzione che Treviso fosse la città adatta a far crescere una famiglia”.

Se fosse costretto ad indossare un solo profumo per tutta la vita quale sarebbe? Ô de Lancôme. Ha profumato il mio sogno più bello.

5 profumi partendo dalla sua infanzia e i ricordi che le evocano.

1. Fresco di Victor il profumo di mio padre. Lui, in casa ci stava poco, giusto il tempo di qualche rimprovero e quando usciva almeno per un po’ rimaneva il suo profumo.

2. Logicamente O de Lancome, per i motivi già espressi.

3. Paco Rabanne pour l’homme. Fu il mio primo profumo di ragazzo. Mi faceva sentire un uomo, ma forse era il nome del profumo a infondermi questa sensazione?!

4. Charlie di Revlon. Il suo successo fu l’elemento che determinò il cambiamento della profumeria di lusso, in profumeria commerciale. Solo dopo 40 anni si è tornati a parlare di profumeria di prestigio e questo unicamente per merito della profumeria artistica.

5. Alexandros il primo profumo tratto dal libro Re Profumo. Ho impiegato tre anni per scriverlo e sessanta anni per elaborarlo.

Colleziona qualcosa? Le automobiline Ferrari. Le Boccette dei Profumi. Le Cravatte. Le magliette delle squadre di calcio. Amo disegnare, fotografare, ascoltare musica. Sono appassionato di cinema e teatro.

Blog o sito internet preferito. Non frequento i Blog. I miei siti preferiti sono quelli d’informazione.

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