Perfume Questionnaire: Julien Bedel di Fueguia 1833

Alla scoperta dell’universo olfattivo di Julian Bedel, creatore del brand di fragranze Fueguia 1833….

E’ il primo e unico brand che arriva dalla Patagonia Argentina, terra amata da esploratori e naturalisti, meta d’elezione dei viaggiatori più avventurosi e celebrata da scrittori come Luis Sepúlveda o Bruce Chatwin. Il nome del marchio, Fueguia 1833, si ispira all’incontro tra Charles Darwin, L’Ammiraglio Robert Fitz Roy e Fueguia Basket, nativo della Terra del Fuoco, durante il viaggio che avrebbe dato vita a “L’Origine della Specie” di Darwin. Uno story telling olfattivo quello di Fueguia 1833 che celebra l’esotismo del Sud America e che fa ha fatto della sostenibilità e dell’alta qualità delle materie prime il suo punto di forza. Un laboratorio a Milano, un centro botanico in Uruguay, dove si effettuano le estrazioni, diversi monomarca: Milano, Tokyo, New York, Zurigo, Buenos Aires, e il posizionamento nei department stores e profumerie più importanti del mondo. Non ultimo fans celebri come Elton John, Michelle Obama, e Laurene Powell, vedova di Steve Jobs, che non esce mai di casa senza indossare il suo Ballena De La Pampa.

Abbiamo incontrato Julian Bedel nella sua boutique-atelier di Milano: Casa Fueguia 1833, prezioso scrigno profumato, tra bottiglie di fragranze che sembrano un’installazione d’arte, bellissimi paesaggi fotografici che celebrano la Patagonia, tavole botaniche e scaffali di boccette nere che custodiscono gli estratti di piante e fiori. In questa atmosfera onirica abbiamo parlato con Julian Bedel del suo universo olfattivo ….

Prima memoria olfattiva: L’odore del mare. Sono nato il 22 febbraio, in piena estate australe, e mia mamma, subito dopo aver partorito, si è trasferita nella nostra casa al mare  in Uruguay, che si trova sulla spiaggia. In quel luogo ho passato tutte le mie estati da bambino, circondato da donne; mia mamma, mia zia e mia nonna, che hanno casa accanto alla nostra.

Un odore che ama. L’odore della pelle delle donne che ho amato, e poi quello della custodia della chitarra, per via della contaminazione tra l’odore del materiale sintetico all’interno e quello delle vernici e resine aromatiche che si usano per produrre la chitarra; incenso, mirra, abete rosso, larice.

Un odore di cibo che ama. Il parmigiano insieme alla noce moscata. E’ il mio comfort food.

Un odore di cibo che invece non ama. Quello dei crostacei, perché sono allergico.

Un odore che odia. L’odore acido che si respira nelle strade di New York in estate, quando l’aria si satura della puzza di cibo in decomposizione, quello dei tanti ristoranti  e fast food che ci sono in ogni strada, questo perché i rifiuti non vengono ritirati  giornalmente…

L’odore della sua casa. Non uso diffusori o candele e la mia casa profuma di legno, cera di carnauba e olio di limone.

Un odore che la rilassa. Faccio il bagno in vasca tutti i giorni e uso un olio al geranio che ha un odore erbaceo molto rilassante.

La sua Madeleine di Proust. L’odore del metallo levigato. Mio padre era uno scultore e aveva un atelier vicino alla nostra casa sulla spiaggia. Ogni volta che sento quell’odore, mentre passo vicino ad un cantiere, mi viene subito in mente lui e il suo studio.

L’odore peggiore mai sentito. La casa di famiglia delle vacanze, in Uruguay,  è ha 3 km dall’Isla de Lobos, un luogo dove le orche vanno a caccia di foche. I resti di quest’ultime spesso vengono trasportati dal mare sulla spiaggia, e quando succede c’è una puzza di putrefazione insopportabile, specie nelle giornate di vento. Invade ogni angolo, si attacca addosso e non puoi sfuggirle. E’ capitato che io o mio fratello siamo stati costretti a seppellire i resti o doverli allontanare in mare, corrente permettendo…