Perris Montecarlo: gli agrumi come non li avete mai sentiti

Una collezione che celebra tre agrumi italiani: Bergamotto di Calabria, Cedro di Diamante e Mandarino di Sicilia. Un imprenditore illuminato, il più importante naso italiano e l’azienda calabrese leader nell’estrazione e lavorazione di oli essenziali di bergamotto e agrumi italiani. Scopriamo insieme, con i tre protagonisti, la Italy Collection di Perris Montecarlo: ovvero gli agrumi come non li avete mai sentiti…

GIAN LUCA PERRIS FOUNDER E DIRETTORE CREATIVO DI PERRIS MONTECARLO

Come nasce Italy Collection di Perris Montecarlo? Avevo in mente da tanto tempo di creare una collezione che parlasse delle materie prime italiane. L’occasione è nata quando il Sig. Capua mi ha presentato delle materie prime eccezionali: primo tra tutti il bergamotto spugna, che ha caratteristiche qualitative e olfattive uniche. Capua 1880 non é solo tradizione ma tanta innovazione, è per questo che ho dedicato la prima collezione delle materie prime Italiane agli agrumi e a Capua 1880.

Prima memoria olfattiva legata agli agrumi. L’odore del mandarino. E’ un frutto che mi piace tantissimo, piace credo a tutti i bambini, perché é più dolce di tanti agrumi e mi ha accompagnato per molto tempo. Ad esso sono legati i ricordi di infanzia e soprattutto di scuola, quando giocavo con la buccia e spruzzavo l’olio negli occhi dei compagni.

Prima fragranza agrumata. La mia famiglia é proprietaria di Houbigant, storica maison francese di profumi, e per tanto tempo ho indossato il loro Fougere Royale, che ha inaugurato la famiglia dei fougère. Il bergamotto é il principe di quel profumo insieme al geranio e la lavanda. Un odore elegantissimo.

La Italy Collection di Perris Montecarlo celebra tre agrumi. Sì, Bergamotto di Calabria, Cedro di Diamante, Mandarino di Sicilia, che nascono da una collaborazione fatta esclusivamente con materie prime di Capua 1880, una delle più grandi eccellenze che abbiamo in Italia. Oltre il 90% del bergamotto usato nella profemeria mondiale proviene dalla Calabria, e Capua è il più grande produttore di olio essenziale di bergamotto al mondo.

Da chi sono state create le fragranze? Da me e Luca Maffei. Entrambi abbiamo inziato a formulare su tutte e tre le materie prime. Luca ha scritto subito una formula sul cedro che mi è piaciuta tantissimo. Il profumo al mandarino è una mia formula: ovvero l’interpretazione della maturazione del frutto sull’albero. Sono partito dalla frazione verde e fiorita che fa Capua per portarlo poi a diventare maturo e dolce nel fondo, passando per la frazione verde completa. Si sente un mandarino che parte verde e fiorito per poi diventare completo, maturo e solare, era l’idea che avevo in mente dall’inizio. Per Bergamotto di Calabria sia Luca che io abbiamo provato a fare cose ma non ne venivamo a capo.  Il bergamotto è usato tantissimo nella profumeria, ma mai come attore protagonista, per via della sua volatilità. L”idea era prendere le caratteristiche bergamotto spugna e trasportarle anche nella vita del profumo. Avevo scritto una formula che in certe cose mi piaceva ma non riusciva ad esprimersi come volevo, a questo punto Luca si è offerto di rivederla e di interpretarla e ha chiuso il progetto, che é cofirmato da entrambi. Luca e io siamo molto amici e quando lavoriamo insieme ci scambiamo informazioni, nel caso del bergamotto é una formula iniziata e chiusa da un’altra persona e questo non è facile, non mi è mai successo.

Ci descrive le tre fragranze con degli aggettivi? Bergamotto di Calabria é la freschezza ed eleganza. Spezie, iris, muschi sul fondo, una parte legnosa gli conferiscono quell’eleganza tipica di questa nota. Mandarino di Sicilia fa pensare all’estate, anche se un agrume invernale, perché é luminoso con note fresche e agrumate, ma anche dolci e fruttate. Il cedro ha la freschezza ed eleganza tipica degli agrumi ma è privo di acidità. Ha freschezza ed eleganza ed una dolcezza inaspettata.

Come li indosserebbe? Bergamotto di Calabria é l’abito elegante estivo. Mandarino di Sicilia con un abito casual. Cedro di Diamante con la sua dolcezza sensuale lo vedo con uno smoking per via della nota fumosa nell’accordo e la parte speziata che da carattere, tra tutti è quello secondo me più maschile.

LUCA MAFFEI, NASO E AD DI ATELIER FRAGRANZE MILANO

Ricorda la prima volta che ha sentito il bergamotto? La prima volta che ho sentito il bergamotto naturale è stato alla scuola di profumeria, quando mi hanno insegnato a riconoscere le materie prime della profumeria, ed era il bergamotto italiano di Capua.

E’ la prima volta che hai usato il cedro per realizzare un profumo? Sì. E’ stato amore a prima vista. La prima volta che l’ho sentito è stato un paio di anni fa, ero in Osmothèque per una conferenza sulle materie prime usate nei profumi storici di Houbigant e ne sono rimasto molto colpito. Ha una sfumatura olfattiva che nessun altro agrume ha.

Che apporto danno gli agrumi ad una fragranza? Aprono le note di testa e conferiscono freschezza, luminosità, ed energia.  Il limone e la limonetta per esempio sono esplosivi. Il limone da una carica fresca, energizzante e frizzante. Il bergamotto per me è luce, è come se desse un bagliore alla nota di testa, la illumina. Arancio e mandarino conferiscono dolcezza, morbidezza, rotondità, sono estremamente confortevoli. Il cedro mi piace tanto perché ha sia la parte frizzante nella scorza ma da anche una scarica di freschezza.

Quale tra gli agrumi consumi regolarmente a tavola? Il mandarino mi piace da morire se usato nei profumi femminili, per dare dolcezza legato alle resine come il benzoino, ma non mi piace per niente come frutto perché non amo il suo gusto. Consumo regolamente il pomplemo, nei succhi o nelle insalate, ma nei profumi mi delude sempre perchè rende poco.

Quale tra tutti gli agrumi è più difficile da lavorare? Il bergamotto sembra il più semplice ma è molto difficile da lavorare, soprattutto nel caso di Bergamotto di Calabria. Volevo che ce ne fosse dentro il meno possibile, quasi il 50 per cento della composizione, e che uscisse l’aspetto naturale, ma é stato difficilissimo a causa di questa sua particolarità della nota di testa, quando è così sovradosato e difficile da far sentire in maniera corretta.

Cosa puoi dirci della fragranza Cedro di Diamante? Non succede quasi mai ma qualche volte capita che senti una materia prima e ti trasporta subito olfattivamente. Mi ha ispirato ed è venuto bene quasi alla prima prova. Il cedro con la sua nota frizzante mi ha portato ad usare il ginger fresh, gustativo, il cardamomo per un contrasto speziato, il pepe di Sichuan che con la sua nota limonosa spinge l’aspetto della nota verde della scorza, e poi dei muschi per dare volume. Ho notato che il cedro gonfia i muschi, ad alta concentrazione amplifica il volume dei muschi.

Ci descrive Cedro di Diamante con degli aggettivi? Un posto caldo, marino, possibilmente mediterraneo, in una giornata afosa, Cedro di Diamante è una secchiata ghiacciata che ti rinfresca.

Come indosseresti Cedro di Diamante? Con un abito sartoriale dai toni chiari.

LUCA BOCCA OZINO,SALES ACCOUNT MANAGER DI CAPUA 1880

Ci parla del bergamotto a spugna? Cosa ha di diverso? E’ un tipo di estrazione storica che oggi non si fa più, tranne in casi eccezionali. Le quantità prodotte sono minime e la qualità dell’olio essenziale è diversa da quello classico. Tutto viene fatto a mano da due signori molto anziani, i fratelli Amodeo, gli unici ancora in grado di farlo. La frutta é tagliata in loco, il bergamotto viene spolpato, per evitare il contatto con il succo, e la scorza viene messa in acqua. La fase successiva vede schiacciare la scorza su una spugna di mare precedentemente fissata su una barra di legno. La buccia schiacciata sulla spugna di mare rilascia l’olio essenziale che viene assorbito dalla spugna, una volta che questa si riempie, gocciola in un coppo di trerra cotta. Grazie all’acqua che è rimasta nella scorza si forma una doppia fase che viene separata manualmente soffiando sulla superfice con la bocca. L’essenza rimane in alto e l’acqua per via del peso scende in basso. L’olio viene fatto colare poi in un altro contenitore di terracotta. La qualità dell’olio essenziale estratto con questo metodo è altissima e l’odore è più vicino al frutto, in quanto non entra in contatto con l’acciaio, come nell’estrazione classica fatta delle macchine industriali, che comunque sono aggressive. L’odore risulta molto più delicato, meno pungente, e secondo i commenti dei profumieri che hanno avuto modo di sentirlo è già un profumo pronto.

Il bergamotto a spugna é un’eccellenza tra le eccellenze che avrà un costo diverso immagino.  Il costo è almeno quattro volte superiore all’essenza pura e normale ma perché tutto il processo è fatto a mano, e inoltre se ne possono produrre piccole quantità.

Ci parla del cedro? Il cedro viene estratto in modo classico, e proviene da Diamante, una delle più grandi piantagioni di cedro in Calabria. Esistono due qualità di cedro: amaro e dolce. Amaro lo usano gli ebrei per la festa dello “Sukkòth” (Festa delle capanne) che si celebra a ottobre e rappresenta per gli ebrei di tutto il mondo l’avvenimento religioso più importante. La frutta in questo caso viene scelta direttamente sull’albero perchè deve avere caratteristiche particolari. Al contrario del cedro amaro quello dolce, usato in profumeria, ha una buccia più liscia e meno rugosa, e come se fosse un limone geneticamente modificato, è gigante può arrivare alla dimensione di una palla da rugby. Noi usiamo cedro calabrese e siciliano. E’ dolce ma mantiene comunque l’aspetto fresco e agrumato e se ne produce poco per via della disponibilità limitata.

Perché disponibilità limitata? Al contrario di limoni, arance e mandarini non esistono tante piantagioni di cedro, è un frutto che non si consuma a tavola se non in Calabria. Meno piantagioni vuol dire meno disponibilità e un costo maggiore rispetto ad altri agrumi.

Ci parla invece del mandarino? Abbiamo tre tipi di mandarini: verde, giallo e rosso. il mandarino verde e giallo sono lo stesso frutto, raccolto nello stesso periodo, quello che cambia è il metodo di estrazione che da origine a due due prodotti diversi. Entrambi si raccolgono a fine settembre inizio ottobre, quando il frutto è ancora piccolo e verde. Un’estrazione vede grattare la scorza per cui l’olio ottenuto ha il colore verde, della buccia e della clorofilla e un odore verde, fresco, pungente. L’altro tipo di estrazione vede spremere il frutto, l’essenza ottenuta è quella di mandarino giallo e ha un odore succoso e fruttato. Il mandarino rosso é raccolto a fine maturazione, a dicembre, e l’olio si estrae schiacciando il frutto, l’odore é zuccherino e fruttato tipico di fine maturazione. I mandarini verde e giallo provangono dalla Calabria, quello  rosso dalla Sicilia.