René le Florentin: profumiere alla corte di Francia

Intrighi e vendette consumate tra effluvi profumati; la storia di René le Florentin, l’italiano che introdusse l’arte del profumo in Francia

di Vanessa Caputo

Quando si pensa all’arte profumiera viene subito in mente la Francia, che vanta una tradizione secolare in materia. Pochi sanno che a introdurla fu un italiano di nome Renato Bianco, ribattezzato René le Florentin dai francesi,  maestro profumiere che giunse alla Corte parigina nel 1533 al seguito di Caterina de’ Medici, sposa del Duca d’Orléans, futuro re di Francia.

La leggenda vuole che Renato Bianco fosse un trovatello allevato nel convento di Santa Maria Novella a Firenze come garzone, e assegnato in seguito come aiutante di un frate alchimista, che lo iniziò ai segreti della distillazione delle erbe. Alla morte del maestro Renato Bianco rimane unico depositario di quest’arte nel convento, attirandosi le invidie degli altri frati, specialmente dopo che Caterina Dei Medici, rimasta affascinata dalla sua maestria, lo nominò suo profumiere.

Giunto a Parigi al seguito di Caterina, che introdusse alla corte l’uso dei profumi rendendoli di moda, aprì una bottega di profumiere a Pont Saint Michel, che diventò il punto di riferimento della nobiltà parigina che da “Monsieur le Florentin” si riforniva delle essenze profumate per coprire il cattivo odore dovuto alla mancanza d’igiene.

La sporcizia era un fil rouge che univa sia le classi povere che i ricchi, quest’ultimi preferivano evitare le abluzioni per la paura di malattie respiratorie, dovute al freddo che regnava nelle immense stanze dei palazzi, mai abbastanza caldi, soprattutto in inverno. I profumi diventarono quindi la soluzione più semplice del “problema” che rendeva difficili i rapporti sociali, tra olezzi sprigionati dall’alito e soprattutto dai corpi, nonostante le vesti sontuose che li ricoprivano.

La sovrana oltre a introdurre a corte l’uso di essenze e profumi portò anche la moda dei guanti profumati, che lei usava spesso, e che il suo profumiere aromatizzava con un balsamo profumato per eliminare il cattivo odore dovuto ai metodi di concia della pelle, e mantenere la pelle delle mani della regina idratata. Questo diede maggiore prestigio alla potente federazione dei guantai francesi.

Renato Bianco, battezzato dai francesi René le Florentin, diventò così ricco e potente attirandosi odi e invidie a corte. I suoi nemici lo temevano per le sue arti oscure, di cui si servì anche la regina; sono entrati nella leggenda i guanti profumati imbevuti di veleno regalati a Jeanne d’Albret madre di Enrico IV, che ne provocarono la morte.  Tutti temevano le Florentin, i pochi che si erano messi sulla sua strada erano morti dopo indicibili sofferenze.

All’epoca i nobili usavano portare la biancheria intima al suo negozio affinché i commessi la profumassero impregnando i tessuti con sostanze odorose. René inventò una sostanza, con cui impregnava la biancheria, che reagendo al calore del corpo e il sudore, una volta indossata, diveniva simile a un potente acido, scorticando e ustionando la pelle,  e che portava alla morte  tra atroci sofferenze.

Dopo diversi casi di morte i nobili intuirono che il fautore di quell’abominio era René ma non potendo sottrarsi all’obbligo di profumarsi, cercarono di proteggersi facendo indossare la biancheria prima ai servitori e incensando René con soldi e onorificenze, questo fece sì che divenne l’uomo più amato e più odiato di Parigi.

Le sue opere si sono perse lungo i secoli, tranne L’Eau de la Reine “l’Acqua della Regina”, un’acqua profumata a con essenze di agrumi con una predominanza di bergamotto di Calabria creata su commissione di Caterina de’ Medici, che segna l’inizio del loro sodalizio. Di questa creazione, tutt’ora in produzione con il nome di Acqua di Colonia,  rimane la ricetta originale custodita nel luogo dove fu creata, la spezieria del convento dei frati domenicani, poi divenuta Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella.

Per quanto discutibile la sua figura è innegabile l’importanza che l’italiano ebbe alla Corte di Francia, cambiando gli usi della società e ponendo le basi della moderna profumeria.