Sarah Baker: alla scoperta dei brand più interessanti di profumeria di nicchia

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Puoi dirci qualcosa di te? Hai sempre lavorato nel mondo dei profumi o….?

In realtà sono entrata in questo mondo abbastanza di recente. Sono un’artista visiva, ho lavorato, e continuo a lavorare, come artista e creativo. Dopo aver completato i miei studi post-laurea presso la Goldsmiths a Londra, mi sono stabilita in città ed ho iniziato ad esporre i miei lavori, e a lavorare a collaborazioni creative nel campo della moda e del design. Fa ancora parte di quello che faccio. Ad esempio ho collaborato con Versace per produrre la campagna Holiday Saga 2019, una serie di video, ma anche un libro fotografico. È stata una bellissima esperienza lavorare a Milano con Donatella, Allegra e tutto il team di Versace.

Sono arrivata al profumo grazie al mio lavoro. Volevo usare il profumo come mezzo, perché come artista sono affascinata dal modo in cui interagisce direttamente con l’olfatto; un senso raramente esplorato dagli artisti contemporanei. Nel 2014 ho iniziato a lavorare con l’Institute for Art and Olfaction di Los Angeles, volevo creare una fragranza; che avrebbe dovuto reggere il confronto con le creazioni di lusso presenti sul mercato. Per fare questo ho lavorato con il naso Ashley Eden Kessler. I risultati sono stati Leopard e Greek Keys. Quello che era iniziato come un progetto artistico specifico ha dato vita al marchio e da allora abbiamo continuato. Gran parte del mio lavoro di artista gira intorno all’idea del lusso; lo metto in discussione, ci gioco, smonto il concetto e lo rimetto insieme in modi nuovi. Come risultato di questo progetto del 2014 la mia passione è cresciuta e ho sentito davvero il bisogno di sviluppare una profonda comprensione del mondo delle fragranze, e ho anche iniziato a formarmi come profumiere. Nei primi anni del lancio del mio brand lavoravo esclusivamente come direttore creativo, collaborando con nasi affermati di cui ammiro il lavoro. Ho lanciato le mie prime fragranze come profumiere nel 2020 (Flame & Fortune e G Clef).

Cos’è per te un profumo?

Questa è una bella domanda. Forse il mio brand è il tentativo di rispondere a questo quesito. Il profumo è tante cose diverse. Ad un livello più ovvio è tutto ciò che tante persone amano, ovvero profumi meravigliosamente mixati che stimolano un flusso ricco di idee ed emozioni, e tutte quelle sensazioni di coccolarsi o godersi qualcosa di speciale e lussuoso, così come sentirsi bene con se stessi perché sai di avere un ottimo profumo. Ma per me è anche tutto ciò che lo collega al mio lavoro di artista. Il modo in cui il profumo può essere usato per creare narrazioni, o raccontare storie, o per evocare risposte complesse. Più o meno allo stesso modo in cui gli artisti usano altri media, sia film che fotografia o pittura e 3-D.

Qual è il tuo primo ricordo olfattivo?

Non ho davvero ricordi precoci di odori molto particolari in quanto tali. I miei ricordi riguardano meno l’odore stesso e molto di più il modo in cui l’olfatto è in grado di suscitare emozioni complesse e ricordi personali, come la famosa madeleine di Proust. Spesso i ricordi vengono innescati da odori quotidiani, cose che non sono particolarmente degne di nota in termini di profumo. Ad esempio una volta ero da mia madre in California e l’odore della biancheria appena lavata ha scatenato tutto questo diluvio di ricordi personali. Sensazioni di benessere e di essere a casa, di sentirsi al sicuro e rassicurati. Ciò che li ha innescati è stata la fragranza dello stesso ammorbidente che ricordo dalla mia infanzia.

Puoi parlarci del tuo brand che porta il tuo nome oltretutto, Sarah Baker Perfumes?

Innanzitutto Sarah Baker è un marchio gestito da artisti che è nato da un progetto artistico ed è fortemente connesso al mio lavoro di artista, con le caratteristiche di un marchio di lusso di nicchia. La qualità delle fragranze stesse, il design delle bottiglie e dei packaging e l’esperienza complessiva del cliente rivestono la stessa importanza. Forse siamo coinvolti più direttamente  rispetto ad altri marchi di nicchia. Ad esempio disegno le bottiglie e il packaging da sola, lavoro con tecnici specializzati e a stretto contatto con mio marito Andy, anche lui artista visivo. I nostri prodotti implicano una grande quantità di rifiniture a mano che eseguiamo in studio, ed è importante per noi avere un coinvolgimento diretto. Siamo ugualmente pratici nel nostro impegno ed etici, sia che si tratti di sostenibilità e riduzione degli sprechi nell’imballaggio dei prodotti, o di supportare buone cause con donazioni, come con la nostra gamma di disinfettanti per le mani Jazz Hands sviluppata come risposta rapida alla prima ondata della pandemia COVID-19.

Qual è la materia prima che ami di più?

Cera d’api. Ha una dolcezza stratificata e complessa. Ha un odore molto naturale, sexy e voluttuoso, ha tali sfumature che non possono essere ricreate sinteticamente.

Quale delle tue fragranze è più vicina alla tua personalità.

È difficile scegliere una singola fragranza, poiché tutte contengono un elemento della mia personalità, attraverso la mia direzione creativa o il lavoro di profumiere. Ma se dovessi sceglierne una sarebbe Jungle Jezebel. Come me può essere divertente e un pò irriverente o esagerata, ma in realtà si tratta di essere molto seri e far sembrare che non stai prendendo le cose troppo sul serio.

Che profumo indossi oggi? Me lo puoi dire con tre aggettivi?

Bascule della collezione S.BAKER. Prato. Pelle. Galoppo.

So che hai una passione per Jackie Collins, quale dei tuoi profumi pensi che vorrebbe indossare?

Questa era in realtà una domanda inclusa nel mio briefing ad Ashley Eden Kessler quando ho iniziato a creare la nostra primissima fragranza. Il risultato è stato Leopard. Ci siamo ispirati al suo stile caratteristico; la stampa leopardo che indossa spesso, i suoi modi quasi felini. È una fragranza ricca e inebriante che evoca potere, un sex appeal che fa pensare ad un felino pronto a balzare sulla preda e abbandonarsi al lusso edonistico e sensuale.

Cosa credi che manchi al mondo dei profumi?

Penso che la cosa più urgente sia affrontarw le questioni di disuguaglianza sociale globale in modo più deciso. C’è esitazione a prendere posizione sul razzismo e altre forme di ingiustizia e discriminazione. Alla luce di Black Lives Matter e di vari movimenti l’industria della moda ha compiuto rapidi progressi nel migliorare l’accesso per i creativi e i professionisti delle minoranze etniche e nere, e i brand si stanno interrogando sull’uguaglianza all’interno del personale. Vorrei vedere la profumeria imparare da questo e abbracciare un cambiamento positivo con tutto il cuore. In secondo luogo, mi piacerebbe vedere ancora di più i marchi di profumi ridurre gli sprechi e l’uso di materiali non riciclati nelle loro confezioni. Certo ora ci sono numerosi brand che stanno facendo un ottimo lavoro su questo fronte. Ma se tutti abbandonassimo il cellophane, per esempio, sarebbe un’enorme differenza, se si pensa alle dimensioni del mercato globale delle fragranze.

Dove è possibile acquistare le fragranze Sarah Baker Perfumes?

Direttamente online su www.sarahbakerperfumes.com. Sul sito Web c’è la lista dei rivenditori, alcuni hanno un e-shopping eccellente e affidabile con sede negli Stati Uniti, in Messico e nell’UE.

ENGLISH VERSION

Can you tell us something about yourself? Have you always worked in the  world of fragrances or …?

I actually came to perfumery fairly recently. I trained as a visual artist and worked, and continue to work, as an artist and creative. After I completed my postgrad studies at Goldsmiths in London, I settled in the city and exhibited my artwork as well as working on creative collaborations in fashion and design. That’s still part of what I do. For example, I collaborated with Versace to produce the 2019 Holiday Saga campaign, a series of videos, as well as producing a coffee table book. It was a great experience working in Milan with Donatella, Allegra and all the folks at Versace.

My work as an artist is actually how I came to perfume. In 2014 I started working with the Institute for Art and Olfaction in Los Angeles on a perfume. I wanted to create a fragrance; a high-quality perfume that could hold its own in the luxury perfume world. To do this, I worked with nose Ashley Eden Kessler. The results were the fragrances Leopard and Greek Keys. What had started out as a specific art project gave birth to the brand and we’ve been going ever since.

The reason I wanted to use perfume as a medium was that I was very interested from a traditional perfumery perspective but also as an artist I am fascinated by the way that perfume directly engages with the sense of smell; a sense that is not often explored by contemporary artists. I was also looking at what perfume signifies in visual culture. A lot of my work as an artist deals with ideas of luxury; questioning it, playing around with it, taking it apart and putting it together in new ways. This was all part of my interest.

As a result of this 2014 project, my fascination grew and I really felt I needed to develop a deep understanding of fragrance, so I also started training as a perfumer. In the first few years of the house, I worked as a creative director, collaborating with established noses whose work I admire to create the fragrances. I published my first two juices as a perfumer for the house in 2020 (Flame & Fortune and G Clef).

What is a perfume for you?

Thats a huge question for me. Maybe the house itself is my attempt to answer that question for myself. Perfume is so many different things. On a more obvious level, it’s all those things that so many people love about fragrances; beautifully blended scents that spark a rich flow of ideas and emotions and all those feelings of pampering yourself or enjoying something special and luxurious and feeling good about yourself because you know you smell great.

But for me personally, there are all those things that connect it with my practice as an artist, the way perfume can be used to create narratives or tell stories or to evoke complex responses in much the same way that artists use other media whether film and photography or paint and 3-D materials.

What is your first olfactory memory?

I don’t really have any strong early memories of very particular smells as such. It’s less about the smell itself and much more about the way the olfactory is capable of triggering complex emotions and personal memories, like Proust’s famous madeleine. Often the smells that trigger these can be everyday smells, things that aren’t particularly notable in perfume terms. For example, one time that I was visiting my mom in California, the smell of the fresh bed linen unleashed this whole deluge of personal memories; feelings of comfort and being home, of feeling safe and reassured. What triggered it was the fragrance of the same fabric conditioner that I remember from my childhood.

Can you tell us a little about your perfume brand that carries your name?

Foremost it’s an artist-run brand that grew out of an art project and is strongly connected to my practice as an artist, band with brand values of a niche luxury brand. For example, the quality of the fragrances themselves, the design of the bottles and packaging and the overall customer experience are every bit as important to us as being unique or artistic. But, we are perhaps more directly involved than other niche brands. For example, I design the bottles and packaging myself rather than briefing a commercial designer. Of course, I work with specialized technicians and I also work closely with my husband Andy, also a visual artist. Both of our practices as artists involve working with precise technical fabrication, so we spend a lot of time in the studio tinkering about to get details just right, whether the color and finish of the lids, the weight you feel in your hand when you hold it or the texture of the paper used for labels. Our products involve a great deal of hand-finishing that we undertake in the studio and it’s important for us to have hands-on direct involvement.

We’re equally hands-on in our commitment to ethical business practice, whether that’s sustainability and waste reduction in product packaging or supporting good causes with corporate giving, such as with our Jazz Hands hand sanitizer range developed as a rapid response to the first wave of the COVID-19 pandemic.

What is the raw material you love the most?

Beeswax. It has a sweetness to it that’s layered and complex. It smells very natural, sexy, and voluptuous, and it’s something that has such nuances that cannot be recreated synthetically.

 Among your fragrances which is the closest to your personality?

It’s hard to pick a single fragrance since all of them have some element of my personality in them through my creative direction or work as a perfumer. But, if I were to pick one, it would be Jungle Jezebel. Like me, it can be funny and a little irreverent or over the top, but it’s actually about being very serious while making it look like you’re not taking it too seriously.

What perfume are you wearing today? Can you describe it with three adjectives?

Bascule from the S.BAKER Collection. Lawn. Leather. Gallop.

I know you have a passion for Jackie Collins, which of your perfumes do  you think she would like to wear by Sarah Baker collection?

That was actually a question that was included in my brief to Ashley Eden Kessler when setting about creating our very first fragrance. The result was Leopard. Think about her signature style; the leopard skin she often wears, her almost feline mannerisms. It’s a rich, heady fragrance that evokes power, tightly coiled sex appeal waiting to pounce and abandoning oneself to hedonistic, sensual luxury.

What do you think is missing from perfumery today? What would you like to see improved or changed?

I think that what is most urgent is that perfumery addresses global social inequality issues more robustly. Luxury fashion brands used to use some of the same justifications for not engaging with issues like racism or sexism I still come across in the perfume world; a hesitance to take a stand on racism and other forms of injustice and discrimination. In the light of Black Lives Matter and various groundswell movements, the fashion industry has made rapid advances in improving access for black and ethnic minority creatives and professionals and brands are interrogating their marketing materials and equality within staff. I would like to see perfumery learn from this and embrace a positive change wholeheartedly.

Secondly, I would like to see even more perfume brands reducing waste and the use of non-recycle materials in their packaging. Of course, there are now numerous brands doing an excellent job on this front. But, if we all ditched things like cellophane, it would be a huge difference when you think about the size of the global fragrance market.

Where is possible to buy your perfumes?

You can buy them directly online at www.sarahbakerperfumes.com and there is also a separate US web store for domestic deliveries within the USA.

We list our stockists on the website, so that’s a good place for people to start if they want a stockist closer to their region. A number of our stockists have excellent and trustworthy online stores based in the USA, Mexico and the EU.

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