Acne e rossori: dalla Corea i prodotti fermentati

Dalle BB cream alle spugne di Konjac, la Corea é il paese più all’avanguardia per ciò che riguarda il mondo beauty. L’ultima novità? I fermented skin care products, alleati per la pelle sensibile, e quella soggetta a rossori e acne.

di Claudia Bellani

Dalle BB cream alle spugne di Konjac, ormai sappiamo bene che i Koreani sono trend leader quando si parla di prodotti di bellezza. Ora è la volta dei fermented skincare products, prodotti per la pelle letteralmente “fermentati”. Cosi come succede con il cibo – basti pensare a quanti antiossidanti ha il vino rispetto all’uva o al boom della papaia fermentata – il processo di fermentazione applicato ai prodotti per la cura della pelle, fa si che questi diventino più potenti e più facilmente assorbbibili dalla pelle stessa.

Ma che cos’è esattamente la fermentazione? “E’ il processo metabolico attraverso il quale i carboidrati e gli zuccheri si spezzano e si trasformano in enzimi e aminoacidi attraverso la proliferazione di microorganismi buoni “ ci spiega Christine Chang, co fondatrice di Glow Recipe, un sito che tratta i migliori prodotti naturali presenti sul mercato coreano. “ Questo processo previene l’ossidazione degli ingredienti e ne preserva al meglio l’efficacia” continua Chang.

Dato che i batteri “buoni” sono più potenti di quelli “cattivi, i prodotti che subiscono la fermentazione necessitano di meno conservanti ma hanno la stessa durata. La fermentazione inoltre contribuisce ad aumentare la densità e la concentrazione degli ingredienti. La conseguenza è la capacità di combattere la sensibilità della pelle, i rossori e favorire il ricambio cellulare, un valido aiuto contro l’acne e l’invecchiamento.

Ma se anche il trend dei prodotti fermentati sembra piacere sempre di più – in Asia in particolare – non si può prescindere dalla loro reale efficacia comprovata da test e sperimentazioni. Nel frattempo possiamo avventurarci tra i prodotti di bellezza Whamisa. Organici e fermentati. Ovviamente…