Bio, naturale, non tossico: ecco la differenza

Bio, non tossico o anallergico. Oggi siamo tutti più attenti a cosa ci mettiamo addosso ma a volte non basta comprare un prodotto fuori dai circuiti classici delle profumerie per avere la certezza che sia completamente naturale. Imparate a leggere le etichette….

di Vanessa Caputo

Naturale: Legalmente, non significa nulla: è un termine completamente non regolamentato e deve essere considerato spesso come puro marketing. Generalmente significa che almeno alcuni ingredienti naturali sono stati utilizzati nella formula, ma un prodotto etichettato come naturale può contenere fino al 30 per cento di ingredienti sintetici. Controllate dunque sempre l’etichetta se tutti gli ingredienti elencati sono quelli dell’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Se gli ingredienti hanno tutti nomi latini vuol dire che il prodotto é ricco di ingredienti naturali e le sostanze sono state inserite nella formulazione del prodotto senza subire modificazioni chimiche Se il prodotto riporta nella parte iniziale dell’etichetta ingredienti chimici  per i quali vengono utilizzati denominazioni in lingua inglese o codici numerici (questi ultimi identificano i coloranti artificiali indicati con la sigla “CI” seguita da una serie numerica composta da 5 cifre) e gli ingredienti con i nomi latini sono  sepolti in fondo, vuol dire che di naturale c’è ben poco.

Bio: L’uso della parola biologico è in realtà regolamentato, e legalmente un marchio o un ingrediente deve essere stato certificato. Sul packaging ci dovrebbe essere un logo di accompagnamento che lo conferma. Il logo, significa che l’ingrediente (o quasi il 100% degli ingredienti di un prodotto biologico) é stato coltivato e trasformato seguendo delle normative che vietano l’uso di pesticidi o fertilizzanti, e assolutamente organismi geneticamente modificati.

Non tossico: Questa è una designazione più recente e si riferisce al fatto che il prodotto non utilizza ingredienti tossici per l’uomo. Un esempio gli ftalati, che si trovano per lo più in prodotti per la casa, shampoo e balsamo, che danno ai prodotti una consistenza uniforme e li rendono più facili da versare. Ecco alcuni degli altri ingredienti che sarebbe meglio evitare sempre: formaldeide (trovato in smalto, gel per capelli e cosmetici per il trucco); petrolio (e derivati) e silicone (con denominazione solitamente terminante con il suffisso “-one” o la parola siloxane); amianto (etichettato come talco o idrato silicato di magnesio); acetato di piombo (trovato in tinture per capelli e rossetto); catrame di carbone (che si trova in tinture per capelli e shampoo antiforfora). Da evitare i prodotti che contengono le seguenti sigle: bht, bha, triclosan, clorexidina.

Ipoallergenici: i prodotti etichettati come anallergico causano meno reazioni avverse rispetto a quelli che non lo sono.

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