Filtri solari: tutta la verità. Quali ingredienti evitare? Come si scelgono?…

Meglio fisici o chimici? Quali ingredienti evitare? Come si scelgono?  Tutto quello che volevate sapere sui filtri solari

di Federica D’Incà

Se l’esposizione alla luce solare da un lato promuove effetti positivi come l’aumento della serotonina (l’ormone della felicità) e della vitamina D, dall’altro è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di alcune condizioni cutanee non piacevoli, tra cui il photoaging, le macchie cutanee e alcuni tipi di neoplasie.

Differenze tra UVA e UVB.

Gli UVB

Sono lunghezze d’onda che vengono schermate dalla presenza di nuvole. Nelle belle giornate le radiazioni UVB non incontrano nessun ostacolo e quindi un’esposizione prolungata senza protezione provoca una sensazione dolorosa (ustione solare). Tali radiazioni solari sono responsabili degli eritemi solari, delle ustioni e delle reazioni allergiche tipiche della luce solare.

UVA

Queste radiazioni sono presenti tutto l’anno anche in presenza di nuvole, che non riescono a schermarle. A differenza delle radiazioni UVB sono indolore, non provocano ustioni o eritemi solari, ma sono in grado di penetrare molto in profondità nella cute sino alle cellule del derma dove causano la produzione di radicali liberi che possono portare a photoaging, macchie solari o condizioni più gravi come il melanoma.

I prodotti filtri solari quindi devono essere applicati anche nelle giornate nuvolose, frequentemente e devono garantire una protezione sia dai raggi UVA che UVB.

Filtri solari: meglio quelli fisici o chimici?

Filtri Fisici

In questa categoria troviamo, ad esempio, l’ossido di zinco (zinc oxide) e l’ossido di titanio (tin oxide). Il meccanismo attraverso cui bloccano la radiazione solare è che sono in grado di creare una superfice sulla cute che permette di diffrangere (deviarne la traiettoria) o di riflettere (respingere) la radiazione solare. si tratta quindi di pigmenti opachi che sono in grado di allontanare le radiazioni solari. A volte può succedere che l’applicazione di un’emulsione contenente questo tipo di filtri possa formare un film bianco e opaco.

A sollevare diverse preoccupazioni negli ultimi anni è stata la tematica dei filtri fisici in forma nano, tin oxide (nano) e zin oxide (nano). L’impiego di queste due sostanze in forma nano consente di ridurre l’alone bianco citato nel paragrafo precedente, erano stati sollevati dubbi riguardo la sicurezza legata alla possibile penetrazione delle nanoparticelle nell’organismo. L’SCCS (scientific commitee on consumer safety) ha però stabilito che questi ingredienti in forma nano sono sicuri per l’utilizzatore finale e quindi non arrecano alcun tipo di danno all’utilizzatore finale.

Filtri Chimici

I filtri chimici, che hanno nomi più complessi, come il butyl methoxydibenzoylmethane sono sostanze che assorbono l’energia della radiazione solare e la rilasciano sotto forma di un’altra energia meno pericolosa, che viene assorbita grazie alla struttura delle molecole di questi filtri.

Nelle formulazioni solari valide troviamo solitamente un numero maggiore di filtri, sia chimici che fisici, combinati tra di loro in basse concentrazioni piuttosto che pochi filtri solari in alte concentrazioni. L’utilizzo combinato di molti filtri serve a garantire la protezione in tutto lo spettro della radiazione solare, sia dagli UVA che dagli UVB.

Filtri solari: come sceglierli?

La scelta del solare migliore per il proprio tipo di pelle è un’annosa questione che tocca molte persone. Partiamo innanzitutto dal fototipo cutaneo, ovvero come reagisce la pelle durante l’esposizione al sole.

Nel tempo sono state messe a punto numerose classificazioni, tra cui la più utilizzata è quella di Fitzpatrick che individua sei fototipi in base alle caratteristiche individuali, come la carnagione più o meno scura e il colore degli occhi.

Questa tabella, pubblicata sulla rivista Cosmetic Technology di novembre/dicembre, può fornire un valido supporto per la scelta dell’SPF (Sun Protection Factor).

FOTOTIPO SENSIBILITA’ AGLI UV COMPORTAMENTO DELLA PELLE IN OCCASIONE DELL’ESPOZIONE AL SOLE PROTEZIONE CONSIGLIATA
I Elevata Si scotta sempre con facilità, non si abbronza mai SPF 50+ (molto alta)
II Elevata Si scotta sempre con facilità, si abbronza poco SPF 50 (alta)
III Media Si scotta sempre moderatamente, si abbronza gradualmente SPF 30 (alta)
IV Scarsa Si scotta minimamente, si abbronza facilmente SPF 20 (media)
V Minima Raramente si scotta, si abbronza intensamente e rapidamente SPF 10 (bassa)
VI Nulla Non si scotta mai, sempre intensamente pigmentato SPF 6 (bassa)

 

Qual è la giusta quantità di applicare e ogni quanto tempo?

Secondo le linee guida il solare deve essere applicato frequentemente soprattutto dopo il bagno, dopo aver sudato e dopo essersi asciugati. La giusta quantità di prodotto da applicare, al fine di garantire l’efficacia del solare, è pari a 2 mg/cm2 che corrisponde circa a 6 cucchiaini da tè, quindi a circa 36 grammi. Vedi foto successiva per avere 1 idea

La prima regola del solare è che deve essere applicato e deve esserlo nella quantità efficace e nella frequenza efficace, quindi se siete persone con la pelle chiara o molto chiara con un’insofferenza verso le texture molto pesanti che offrono le protezioni SPF 50 o SPF 50+ non intestarditevi nel non mettere la crema tanto frequentemente quanto dovrebbe, o nel non metterla proprio, piuttosto preferite una SPF 30, che ha una texture di solito più leggera e gradevole, e mettetela regolarmente.

Come si misura la protezione solare?

Il valore di protezione solare, riconosciuto universalmente come SPF è un valore numerico che indica il livello di protezione verso la radiazione solare di un prodotto cosmetico, più è alto tale numero e maggiore sarà la protezione del solare.

Se esponendosi al sole senza applicare la crema solare l’eritema compare dopo circa 15 minuti, utilizzando per esempio un prodotto SPF 30 la cute inizierà ad arrossarsi non più dopo soli 15 minuti ma dopo 450 minuti, valore che si ottiene moltiplicando i 15 minuti canonici della comparsa dell’eritema e il valore di SPF, in questo caso 30 (5X30 = 450). Quindi applicando una crema solare con fattore di protezione SPF 30 l’eritema si manifesterà dopo circa 7 ore e 50 minuti.

Viceversa ad esempio con un solare con protezione SPF10 l’eritema solare, nel corso dell’esperimento, si manifesterà dopo 150 minuti (15X10 = 150) quindi dopo 2 ore e mezza.

Solari e data di scadenza

Un prodotto solare viene spesso stressato ed è destinato a essere sottoposto a condizioni estreme per diverse ore come il caldo, il sale, l’acqua, le alte temperature, spesso non viene neanche chiuso bene e alcune particelle di sabbia possono entrare all’interno del prodotto.

Per garantire l’efficacia della protezione solare non si devono utilizzare i solari dell’anno precedente. Anzi i prodotti di questo genere di solito hanno un PAO (Period After Opening) cha varia dai 6 agli 8 mesi, quindi dopo sei mesi dall’apertura un solare perde di efficacia, non protegge più contro i raggi solari e va gettato.

Filtri solari e sostenibiltà

Diversi studi hanno evidenziato che alcuni filtri fisici in particolare chimici come il Benzophenone-3 e l’Ethylhexyl methoxycinnamate danneggiano irreparabilmente il corallo impedendone la crescita e provocandone lo sbiancamento. Tanto che le Hawaii dal primo maggio 2018 hanno approvato una proposta di legge che vieta la vendita e la distribuzione di protettivi solari contenenti questi due ingredienti.

Sempre più spesso le aziende cosmetiche si stanno dirigendo verso il concetto di clean beauty e si orientano verso formulazioni e packaging eco-sostenibili rispettando sempre di più oltre che le persone anche l’ambiente che ci circonda.

Creme solari per bambini: come si scelgono?

La cute dei bambini è diversa rispetto a quella delle persone adulta e merita qualche attenzione in più specialmente perché rispetto agli adulti i bambini sono molto più suscettibili alle conseguenze della foto-esposizione.

I prodotti baby specifici sono di solito le paste e le creme dense che risultano maggiormente protettive, povere di additivi e senza profumo. Gli ingredienti consigliati nelle formulazioni di solari baby sono idratanti e lenitivi come il pantenolo, l’allantoina, l’aloe e le vitamine. È sempre meglio preferire filtri fisici minerali a filtri chimici. Le formulazioni inoltre, devono essere delicate e ben tollerate dalla cute giovane, ben resistenti all’acqua ed avere una protezione alta o molto alta.

Filtri solari e ingredienti da evitare

Nei prodotti solari dovrebbero essere evitati tutta una serie di ingredienti come alcuni olii essenziali, specialmente quelli che derivano dalle bucce degli agrumi, che possiedono attività fotosensibilizzante. Stesso discorso anche per alcune molecole fotosensibilizzanti come la vitamina A. Sono da evitare anche gli ingredienti occlusivi come gli olii minerali e le sostanze esfolianti come gli idrossiacidi.

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