Maskne is the new acne: i prodotti di skincare che risolvono il problema

di Federica D’Incà cosmetologa

Sono passati ben otto mesi da quando indossiamo quotidianamente la mascherina per proteggerci, e limitare, l’esposizione al virus CoViD-19.

Gli effetti, dell’utilizzo a lungo termine, iniziano a farsi vedere e sentire sulla nostra cute.

MASKNE: I SINTOMI

Durante la pandemia, i dermatologi hanno segnalato un incremento dei casi di acne meccanica e di folicolite meccanica. La causa è dovuta a due ragioni in particolare: la mascherina promuove un incremento dell’umidità nell’ambiente tra la mascherina e la cute. Di consueguenza intrappola una serie di sostanze nocive come sudore, sebo e sporcizia, che rimangono a contatto con la pelle per un lungo periodo.

Inoltre, quando spostiamo la mascherina per farla adattare al viso, o quando parliamo, provochiamo situazioni di sfregamento ed attrito tra la mascherina e la nostra pelle.

L’acne meccanica è distinguibile dalla comune acne vulgaris. Oltre alle comuni imperfezioni, include sintomi come prurito, pizzicori e sensazioni di bruciore al volto, nelle zone in cui la pelle entra in contatto con i tessuti della mascherina.

L’aumento dei casi di dermatosi dovuti alla mascherina è così evidente che è stato coniato il termine popolare di Maskne. L’hashtag #maskne è di tendenza su Instagram con più di 22.000 post.

La mascherina esaspera questa situazione, soprattutto sulle pelli sensibili o con tendenza acneica, che  tendono a a sovra produrre sebo e grassi cutanei che aumentano l’incidenza di fenomeni infiammatori. Il risultato? Comedoni aperti (punti neri) o chiusi (brufoli) e, nei casi più gravi, papule, pustole e noduli.

MASKNE: I PRODOTTI DI SKINCARE DA UTILIZZARE

Ci sono alcune linee guida di natura cosmetica da seguire per alleviare questa situazione.

La detersione è uno step che diventa ancora più importante. Il viso va deterso mattina e sera con un detergente delicato ad un pH rispettoso del pH cutaneo, tra 5 e 5.5. Vanno assolutamente evitati tutti i detergenti con tensioattivi aggressivi. Consigliabile il ricorso ad una doppia detersione, prima oleosa e poi schiumogena.

Per quello che riguarda i sieri preferire le formule base acquosa con alte percentuali di molecole con attività antiacne come la Bardana, lo Zinco PCA, la niacinamide, il bakuchiol (un sostituto vegetale del retinolo), questo permette una rapida penetrazione degli attivi negli strati cutanei.

Successivamente, è bene procedere con l’applicazione di una crema idratante ad intervalli regolari. Fondamentale per ridurre l’attrito durante lo sfregamento tra mascherina e cute. Inoltre, la crema idratante aiuta a diminuire la TEWL (la perdita di acqua dagli strati sottostanti della cute). Vi sono studi che hanno dimostrato che le creme idratanti contenenti un fattore di protezione SPF30 riducono ulteriormente la TEWL rispetto alla sola crema idratante.

Una volta a settimana si può procedere ad un’esfoliazione chimica attraverso i beta o alfa idrossiacidi, o sostanze cheratolitiche come il retinolo. Raccomando un utilizzo serale di queste sostanze al fine di non esporsi al sole nelle ore successive.

Un altro consiglio è di non utilizzare makeup nelle zone interessate come fondotinta, cipria o similari in quanto può anch’esso intrappolare sudore e sostanze nocive sulla pelle.

Be first to comment

Rispondi