Beauty routine: Lucrezia Frola, illustratrice e Art Director

“Sono Lucrezia Frola su instagram @loulouillustratrice ho 23 anni, vengo da Torino e sono illustratrice e Art Director. La creazione di immagini e la loro manipolazione sono state da che ne ho memoria il mio pane quotidiano, l’arte visiva in tutte le sue forme, mi accompagna sin da quando sono piccola, per cui mi ritengo molto fortunata ad essere riuscita a fare della mia passione più grande, il mio lavoro.
A parte il mondo dei profumi, ammetto di non essere mai stata interessata al mondo beauty in senso stretto, fino a quando 5 anni fa non sono diventata vegetariana e ho iniziato ad interessarmi a clean eating, clean beauty e all’abbigliamento e stile di vita ecosostenibile, con una maggiore attenzione all’eticità dei brand e ai loro valori.

Ho iniziato ad informarmi sull’argomento, alle tipologie di pelle e ai nutrienti di cui ha bisogno, ma solo dopo una dermatite acuta di alcuni anni fa, ho iniziato a prendermene cura sul serio. Sono molto legata alla mia skincare routine e generalmente, quando trovo dei prodotti che funzionano, essendo la mia pelle molto delicata, tendo a non cambiarli. Questa è la mia beauty routine”

Ho una pelle mista, molto sensibile, con tendenza a diventare oleosa nella zona T e talvolta molto secca a tal punto da screpolarsi, soprattutto nella zona del mento (più frequentemente prima delle mestruazioni), nonostante ciò non ho quasi mai brufoli o punti neri. É molto chiara e mi verrebbe da dire sottile, poiché si notano molto i capillari (nella zona delle guance a volte sono super rossa).

La mia beauty routine non si compone di molti passaggi, vista la sensibilità della mia pelle, non mi piace sovraccaricarla.

Mattino: Double cleansing con cleanser allo Squalano di The Ordinary e cleanser in schiuma allo spinacio e kale di Youth to the People, tonico astringente al tè nero di Aesop, siero calmante al tè verde e vitamina C di Beauty of Joseon. Per idratare mescolo una pipetta di Alga Kelp fermentata di Haeckels con il moisturizer di The Ordinary, quando esco la spf50 con centenella di Purito.

Notte: Double cleansing con gli stessi prodotti e alterno due oli: quello all’alga e rosa di Haeckels oppure Midnight Miracle Oil di Seed To Skin.
Ne bastano tre gocce e mi ritrovo al mattino rimpolpata e non unta.

Religiosa di questi tempi di disinfezione continua con la crema mani di Aesop al mandarino, vaniglia e sandalo che tengo sempre nella borsa.

Il prodotto a cui non rinuncerei mai e poi mai, o meglio l’azione, è il double cleansing, cosa che è super sottovalutata dalle persone secondo me. Il solo lavarmi diligentemente il viso con i due cleanser citati è stato miracoloso, ricordo che in vacanza quest’estate non avevo bisogno quasi di nient’altro.

L’altra cosa è bere moltissima acqua, sembrerà banale, ma a me ha cambiato la vita, anche a livello digestivo.

Per capelli non uso nulla di particolare e per il corpo a volte l’olio di Marula di The Ordinary o la crema corpo al mandarino, geranio e Bergamotto di Aesop.

Non mi trucco mai ad eccezione delle sopracciglia, che talvolta imbiondisco per non farle vedere o scurisco e infoltisco con la matita per averle super dark, è una mia mania.

Ho la pelle molto sensibile, per cui molti prodotti che provo, anche naturali, mi irritano, per specifici concerne tendo ad usare quelli che per me funzionano e a non cambiare troppo. Provo nuovi brand per quanto riguarda idratazione o cura per il corpo/capelli se necessario; oppure se non ho mai trattato una parte specifica ( es contorno occhi) esploro un po’ per comparare i diversi prodotti.

La cosa che mi incuriosisce e mi influenza di più sono la storia e i valori del brand, come comunicano, quanta attenzione rivolgono all’ambiente e alla sostenibilità. Haeckels è un brand che ho scoperto ad esempio grazie a Vanessa e svolge un lavoro straordinario in questo senso.

A parte alcuni acidi, che non erano troppo tollerati dalla mia pelle, per cui ho smesso di usarli e alla Niacinamide, che ho sentito miracolosa, ma di cui non ho ancora visto risultati effettivi, non ho mai usato prodotti con cui mi sono trovata male.

Se fossi costretta ad usare un solo prodotto per un anno, sarebbe il cleanser di Youth to the people, ho già detto quanto è magnifico?

Prodotti che vorrei provare, i sieri di Odacitè, i prodotti di Typology, di Grown Alchemist e African Botanic.

Su Instagram seguo i profili di alcuni brand che utilizzo, The detox market, il profilo e il sito di Vanessa che per me è stata una manna, e una youtuber coreana di nome Joan Kim, canale YouTube Joanday.

Prendo un supplemento giornaliero di vItamina B e di magnesio-potassio e la sera, tre capsule di cardo mariano e carciofo per fegato e intestino.

Al mondo profumi sono molto legata, sono di Novembre, una figlia dell’autunno e nata negli anni 90, quando la televisione era popolata da maghi e streghe e mi piaceva pensare ai profumi un po’ come delle pozioni alchemiche. Mi sono sempre fatta guidare principalmente dai miei gusti e dai miei ricordi per la scelta di un profumo, per questo detesto, a meno che non sia sotto mio consiglio, quando mi regalano un profumo che non sia stato visto da me, in quanto la scelta di uno per me sia molto legata alla mia persona.

Quelli floreali sono tra i miei preferiti e quelli che mi stanno meglio sulla pelle, ma utilizzo anche delle note he mi ricordano appunto un momento o un luogo in particolare. Grazie a Vanessa e a “Ti racconto un profumo” ho avuto modo di esplorare le case di nicchia e a provare brand nuovi, appassionandomi sempre più.

Durante la mia adolescenza ho sempre utilizzato Miss Dior blooming bouquet, adesso alterno per la pelle: Fleur de Peu di Diptyque e l’ultimo Iris di Maison Crivelli, in inverno e autunno e nei mesi più caldi Flowerhead di Byredo e Lys di Le Labo. Durante l’anno quando ho nostalgia dell’autunno, che è la mia stagione preferita, spruzzo Matin d’Orange di Goutal e sui vestiti mi ritrovo spesso a spruzzare Citrus Batikanga di Crivelli o Oyedo di Diptyque (soprattutto nei pigiami!) perché mi ricordano il viaggio, un viaggio esotico il primo e un viaggio in Giappone l’altro.

Prediligo l’esperienza in profumeria, perché se si trovano persone competenti, a volte mi fanno provare fragranze nuove o affini al mio gusto, scoprire brand nuovi e anche note inaspettate; online, compro solo se è già un prodotto consolidato. Purtroppo non sempre si trovano persone competenti a vendere i prodotti , che è un po’ quello che manca secondo me. Esperti beauty, veramente appassionati di quello che fanno, talvolta magari affiancati da dermatologi potrebbe essere un’accoppiata di valore e interessante, soprattutto perché si tende a considerare il mondo beauty come pura vanità, frivolo, quando invece si tratta di vero e proprio nutrimento per corpo, pelle e di conseguenza mente, per cui bisogna prendersene cura.

More from Vanessa Caputo
Opium: la storia
La storia del profumo che ha segnato un’epoca e che a quasi...
Read More

Rispondi