
Benvenuta su Beauty Scenario! Raccontaci qualcosa di te…
Ciao, il mio nome è Serena, sono siciliana, vivo a Milano e dopo aver navigato per anni nella comunicazione, nel marketing e nel branding, oggi mi occupo di consulenza olfattiva.
Che tipo di pelle hai?
La mia è una pelle sensibile e reattiva, ma nel corso degli ultimi anni, ovvero da quando ho iniziato a scegliere con più consapevolezza la mia beauty routine, posso affermare di avere una pelle ancora delicata, ma non più così reattiva.
Quali prodotti usi per prenderti cura del viso?
Se parliamo di categorie, posso dire di usare un prodotto per ogni step, dal detergente, al tonico, al siero, al contorno occhi, alla crema. Se parliamo di prodotti e brand specifici, posso invece dire che non sono una cliente che tende a fidelizzarsi, quindi i miei prodotti cambiano più o meno sempre.
Ciò che però accomuna la scelta dei prodotti che uso è che sono senza profumazione o molto mite.
Quale prodotto non può mai mancare nella tua beauty routine ?
Sono due, il tonico e la crema, perché entrambi mi danno la sensazione di nutrire, sensazione che paragono al bere un bicchiere d’acqua quando si ha sete.
Quali sono i prodotti make-up che ami di più?
Una base leggera sia d’estate che d’inverno come una crema colorata o un fondotinta dalla texure fluida e dal finish luminoso; un mascara (nero o marrone); un contorno labbra a metà tra il nude e il color mattone da usare come rossetto e infine un blush color pesca.
Utilizzi il make-up come uno strumento per esprimere la tua personalità o per nascondere delle imperfezioni?
Per me indossare make-up e fare la beauty routine hanno lo stesso scopo, ovvero quello del prendersi cura di sé, del non lasciarsi andare.
Il make up è lo strumento che aiuta a sottolineare i tratti di un viso e la sua unicità.
Ritengo il trucco creativo un mezzo artistico, perfetto per la pagina di una rivista, mentre il trucco esagerato ed eccessivo tendo a leggerlo come un segno della volontà di volersi nascondere, ovvero di nascondere la propria autenticità comunicando qualcosa che non si è.
Che rapporto hai con il tuo corpo?
Ho un buon rapporto, mi ritengo fortunata, ma è anche vero che ci sono parti del mio corpo che sono più vicine al mio concetto di bellezza e altre che lo sono meno. Quando capita la giornata NO, quella in cui mi pesa il difetto X o Y, mi chiedo se è qualcosa sulla quale posso agire (con degli esercizi, con dei prodotti, ..) oppure no, nel primo caso decido se ho la forza e la volontà di agire, nel secondo caso invece sposto il pensiero sulla gratitudine e sull’accettazione.
Cosa usi per la cura del corpo e dei capelli?
Uso detergenti e shampoo con un buon INCI e con profumazioni delicate, spesso acquisto prodotti ayurvedici o prodotti in cui c’è una buona dose di materie naturali e dove la chimica ha un ruolo di supporto, non di sostituzione. Gli slogan “markettari” dei “senza” credo ci abbiano confuso le idee sul concetto di naturale demonizzando la chimica che invece dà un grande contributo a rendere i prodotti sicuri e talvolta anche più efficaci.
Ti sei mai sentita giudicata per il tuo corpo?
Credo che ci siamo sentiti tutti giudicati, soprattutto in età delicate come l’adolescenza o in momenti della vita in cui si è più vulnerabili, ma una volta che capiamo che il giudizio viene in primis da noi stessi allora si ha la consapevolezza necessaria per disinnescare il meccanismo e non patire conseguenze.
Un brand che ti sentiresti di consigliarci?
Un Brand che mi sento di consigliare è Less is More, li ho conosciuti durante Cosmoprof 2025 e sono stati una piacevole scoperta, è un brand che, al giusto prezzo, cura sia aspetti di sostenibilità che di qualità del prodotto. Al momento la linea è solo corpo e capelli, ma a breve arriverà anche la linea viso. Non da ultimo, dietro alle profumazioni dei loro prodotti c’è una delle case essenziere più prestigiose al mondo, Givaudan.
Un prodotto che ti ha risolto una particolare problematica?
A mio avviso non ci sono prodotti che risolvono nulla, se lo fanno probabilmente c’è troppa chimica, il risultato è solo apparente, non duraturo o addirittura controindicato per qualcos’altro.
Piuttosto, secondo me, ci sono prodotti che aiutano e che nel tempo fanno notare il loro contributo.
Ci sono dei beauty content creator che segui con interesse o dai quali trai ispirazione?
Non sono una fan dei content creator, ma è impossibile non imbattersi nei loro contenuti che talvolta uso come spunto per conoscere un Brand, un prodotto o una tendenza, ma non mi piace la “bulimia” che trasmettono nel fare testing smodato di decine di prodotti.
Ti senti a tuo agio ad entrare in profumeria? Preferisci essere assistita dal personale oppure esplorare in autonomia?
Amo andare in profumeria e mi piace sia fare da me che intrattenermi con un venditore perché, va da sé, che un dialogo tra appassionati arricchisce sempre l’esperienza. Non si tratta soltanto di ricevere un consiglio o di essere guidata nella scelta, ma di condividere emozioni, ricordi e suggestioni che un profumo può evocare. È proprio in questo scambio che la scoperta di una fragranza diventa ancora più speciale: si trasforma da semplice atto d’acquisto a momento di connessione, di curiosità e di ispirazione reciproca.
Ti capita di comprare prodotti beauty online?
Si, è qualcosa che faccio soprattutto quando un prodotto ha catturato la mia attenzione e non saprei dove trovarlo in un negozio fisico, o magari anche quando c’è una netta convenienza nell’acquistarlo online che giustifichi la rinuncia all’esperienza reale in negozio e la gioia di tornare a casa con un pacchettino.
Qual è il tuo profumo preferito di sempre?
Il “di sempre” non calza con me, nella vita cambiamo e viviamo di continuo esperienze che fanno di noi persone sempre nuove e diverse e per questa ragione non ho un preferito in assoluto. Certamente Sentosa di Simone Andreoli è stato un profumo che mi ha accompagnato per un tratto di vita, è stato una versione di me.
Quale profumo stai usando al momento?
Al momento sono due i profumi che uso più spesso, uno è Cedro di Diamante di Perris Monte Carlo e l’altro è Sri Lanka di Optico. Sono fragranze che hanno accompagnato la mia estate, l’uno fresco e piccante, l’altro frizzante ed energizzante.
Nella scelta del profumo, sei più influenzata/o dall’immagine e dallo storytelling o dalla fragranza in sé?
Faccio fatica a sentire profumi che non mi attraggono alla vista, che rimane il senso che uso come primo filtro, ma sono consapevole che è bene andare oltre per non perdersi qualcosa di bello e di emozionante.
Sicuramente sono più propensa alla scoperta di brand che mi comunicano autenticità e coerenza tra vista, olfatto e narrazione. Quest’ultima ha un peso importante, ma può anche essere un’arma a doppio taglio, se leggi la storia e ti innamori del racconto, ma all’olfatto non ritrovi quanto descritto la delusione crea distanza dal brand e sappiamo bene quanto il senso dell’olfatto sia così poco oggettivo visto il suo legame col proprio vissuto e la propria storia personale.
C’è un odore che apprezzi particolarmente, che ricolleghi alla tua infanzia o che ti è caro per altri motivi?
Mi è capitato di sentire una fragranza home di Filippo Sorcinelli che si chiama Pane Pace che mi ha riportato ad un ricordo di casa che già era vivido, ma che aveva bisogno di essere rafforzato da un ancoraggio olfattivo. In generale però tutti gli odori che hanno a che fare con frutta, agrumi, erbe e vegetali hanno un legame con la mia infanzia e quando li sento in una fragranza mi strappano sempr un sorriso.
Che cos’è per te la bellezza?
La bellezza per me è armonia: quella sensazione di equilibrio che nasce quando ci si sente bene con se stessi, dentro e fuori. Non è solo un fatto estetico, ma un modo di vivere con consapevolezza e cura, che si riflette poi anche nello sguardo degli altri. Ricercare la bellezza esteriore attraverso vestiti, make-up, profumi, beauty routine e altri trattamenti di bellezza è sano e, a mio avviso, giusto, significa volersi bene, ma farlo con il solo scopo di emulare, diventando la copia di qualcun altro, fa perdere la propria autenticità e porta disarmonia.
Grazie Serena!