I profumi della mia vita: Giulia, Social Media Manager

Mi chiamo Giulia, ho 35 anni e vivo a Torino dove lavoro come social media manager/social strategist.  Il mondo dei profumi mi ha affascinata da sempre ma ho iniziato ad interessarmene in modo più approfondito quando, più di 10 anni fa, la mia capa di allora mi ha portata con lei a Esxence, dove esponeva un nostro cliente. Ricordo ancora il senso di meraviglia di sentirmi in uno spazio così esclusivo e interessante! Per quanto riguarda il collezionismo, tutto ciò che riguarda il senso del bello e del passato ha sempre fatto parte di me. La “lampadina” sui profumi vintage si è accesa con…”Your beauty mark”, libro di Dita Von Teese in cui, tra i vari capitoli, si parla anche di profumi e di collezionismo di fragranze vintage.  Da lì ho iniziato a visitare aste online, siti di antiquariato e non sono mai tornata indietro! Mi trovate su @parttimedandy

Il profumo per me è…
Cerebralità, storia, sovversione giocosa, raffinatezza, evasione. È una dimensione che mi porta totalmente fuori dal momento presente in un luogo mentale dipinto a tinte forti e allo stesso tempo ricco di nuances.

Il profumo che amo indossare…

Casbah di Robert Piguet, un incenso potente con note di pepe e tabacco. Come essere avvolti nel velluto e volare a un metro da terra, almeno per me.

Il profumo che mi fa sentire potente e sicura/o…
Se ho bisogno di una “botta” di forza e autostima, vado su Coeur De Noir di BeauFort London, un bellissimo mix di cuoio, tabacco, pepe, rhum e…inchiostro!

Il profumo che mi fa tornare bambina/o…

Forse l’odore dei sassi bagnati, mi fa ricordare quando i miei genitori mi portavano in riva al fiume in bicicletta, vicino a casa nostra, per lanciare i ciottoli e immergere i piedi nell’acqua.

L’odore terso dell’aria quando nevica mi ricorda invece le nevicate abbondanti della Pianura Padana, quando si doveva uscire di casa alle 7.00 per andare a scuola e fuori c’erano 20 cm di neve.
A livello di profumo, non di odore, mia madre (da brava parmigiana) ha usato per anni la Violetta di Parma e a seguire l’Eau Dynamisante di Clarins. Mio padre invece ha sempre usato Eau Sauvage di Dior.

Il primo profumo che mi hanno regalato…

Credo Versace Baby Rose Jeans per un Natale o un compleanno. Non ricordo però di averlo mai usato. Penso che sia stato un “passaggio obbligato” per tutte le bambine nate a fine anni ‘80.

Il primo profumo che ho acquistato…

Che ho acquistato io per me stessa, credo Coco Mademoiselle di Chanel. L’ho usato moltissimo tra scuole medie e le superiori, mi faceva sentire molto sofisticata e “parigina”.  Ricordo molto meglio il primo profumo che mi ha regalato mia madre, persona che non ama per niente i profumi e che quindi si approccia alla profumeria con un po’ di soggezione e sospetto: Mi Fa di Reminiscence. All’epoca me ne sono innamorata al primo sniffo (complice forse anche il flacone molto frou frou) e ricordo che, visto il prezzo, mia mamma mi ha chiesto mille volte se ero sicura prima di comprarmelo. Ero felicissima!  Adesso non reggo i gourmand e non riuscirei mai a portarlo ma ce l’ho ancora, più che altro come ricordo di quel giorno.

L’ultimo profumo che ho acquistato…

Cento Orizzonti di DFG 1924: anice, cardamomo, legni, bacche di ginepro. DFG 1924 è una casa che ho scoperto durante l’ultimo Esxence e che mi ha colpito subito per la raffinatezza delle fragranze. Della stessa casa mi piacciono molto anche Echo e Narciso e, incredibilmente, Il giardino di Freya. Dico “incredibilmente” perché di solito non amo i fioriti ma questo conferma che nella profumeria non si può mai dire con il 100% di convinzione che qualcosa non piace. Tutto dipende dalla mano del naso e dal mix di ingredienti!

I profumi che prediligo…

Amo molto i profumi animalici (a proposito, grazie di avermi fatto scoprire Peau de Bête di Les Liquides Imaginaires!) e gli orientali. In cima alle note che preferisco ci sono incenso, sandalo, tabacco, cumino, ambra. In generale, quando di un profumo leggo reviews/descrizioni e ci sono parole come “decadente”, “difficile”, “oscuro”, stai certo che cercherò di sentirlo!

Il profumo che ho usato più a lungo…

Sono troppo curiosa per giurare fedeltà a un solo profumo, però direi Halfeti di Penhaligon’s, che uso da anni ed è il mio “go to” quando sono in dubbio su quale profumo indossare o ho bisogno di mettere qualcosa senza pensarci troppo. Credo sia anche il profumo per il quale ho ricevuto più complimenti e domande in assoluto.

Il profumo maschile (femminile per l’uomo) che ho usato…

In realtà uso profumi “da uomo” o “da donna” (enfasi sulle virgolette) indifferentemente. Per me non dovrebbero esistere divisioni di generi a prescindere, in nessun campo, figuriamoci in qualcosa di cerebrale come la profumeria. Se qualcosa mi piace e mi comunica qualcosa non sto a vedere se il marketing ha deciso che è adeguato al mio genere.  Per fortuna sempre più marchi la pensano così; mi viene in mente in primis Eris, brand creato da Barbara Herman. Tutta la collezione è pervasa di spirito “anarchico” ma, per rimanere in tema, basta leggere la descrizione del suo Mx.

Il profumo che mi sono pentita di aver acquistato…

Pur amando molto entrambe le case, ho due pentimenti: Marlowe, di Jardin d’ecrivains  e Le Régente di Oriza Legrand. Il primo sulla mia pelle sa desolatamente di insetticida mentre del secondo non riesco a superare una certa pesantezza anni Ottanta (quell’aura che mia mamma chiama “profumi da pelliccia). Sono stati dei blind buy che, sulla carta, avevano tutte le note giuste per piacermi. E invece…

Tra i miei profumi quello che mi rappresenta di più è…

Probabilmente Santal Royale di Guerlain: affumicato, ricco di sandalo e oud, voluttuoso ma senza essere facile e “piacione”.

Il profumo che indosso oggi…
Rêve d’Ossian, Oriza Legrand. Insieme ad Halfeti, uno dei profumi “comfort” che uso più spesso. Incenso, cannella, benzoino, sandalo…I profumi, come la musica, mi scatenano la sinestesia e Rêve d’Ossian in particolare mi fa pensare a un cielo bianco spruzzato di polvere d’oro.

Un profumo che mi evoca momenti felici…

Roma uomo, che è quello che usava mia moglie nel periodo in cui ci siamo conosciute. Mi piace molto anche adesso!

Tra i profumi che possiedo ne compaiono diversi del brand…

Al momento credo di avere tre o quattro Guerlain ma ne ho avuti vari di Serge Lutens, che amo moltissimo anche per il suo eclettismo, la sua anima “nera” e il suo immaginario olfattivo raffinatissimo e decadente. Chergui, ad esempio, è uno dei pochi profumi che ho ricomprato più volte, così come Santal Majuscule.

Se dovessi scegliere un solo profumo per il resto della vita, sarebbe…

Questa è la domanda più difficile di tutte! Mi viene un po’ l’ansia a pensare a un unico profumo per tutta la vita perché per me il profumo è anche sorpresa e scoperta. Penso però che il prescelto potrebbe essere L’air du desert Marocain di Andy Tauer.

Colleziono fragranze vintage perché…

Per tornare a un tempo in cui tutto ciò che riguardava il mondo della bellezza, dalla cosmesi, ai profumi, alla moda, ai gioielli, era più raffinato, pensato, realizzato con maggiore cura. In una parola, per sentirmi in un’epoca atemporale di pura bellezza. Dico “epoca atemporale” perché sono ben consapevole del fatto che il passato non era meglio del presente, anzi. È più un’epoca mentale e spirituale in cui tutto è bello, elegante, alto. Forse era quello che intendeva Wilde quando diceva che “le cose belle appartengono tutte alla stessa epoca”?

Ha più valore per me la fragranza o il flacone?

Bella domanda…diciamo che l’una completa l’altro ma mentirei se non dicessi che a prima vista sono attirata dal flacone, dalla sua storia, da chi l’ha disegnato, dalla casa che l’ha prodotto.  Il Bouquet de Faunes di Guerlain, ad esempio, sarebbe un capolavoro anche se la fragranza fosse debole, così come il Contessa Azzurra di Gi.Vi.Emme. Poivre di Caron, versione anni ‘50, è uno di quei casi in cui la bellezza della fragranza incontra la bellezza e l’originalità del flacone e in effetti è uno dei “ritrovamenti” di cui vado più fiera!

La fragranza più preziosa che possiedo…
Forse Volt, di L.T. Piver: in questo caso il flacone in cristallo Baccarat e il contenuto si equivalgono, in termini di preziosità. Per ora non ho mai visto in giro flaconi di Volt con ancora la fragranza che, devo dire, regge benissimo i suoi 99 anni! Una bella violetta intensa e polverosa, direi quasi liquorosa, ma quest’ultima caratteristica penso sia più dovuta all’età che alle intenzioni di Piver…

L’errore più grande che ho fatto nell’acquistare profumi vintage…

Premetto che, a mia discolpa, ero in un periodo di caos mentale completo; mi piace pensare che, a mente fredda, non avrei fatto un errore così grossolano! Comunque, si tratta di un flacone di Desirée eau de Cologne (Napoleon, credo anni ‘50) su cui sono state applicate delle etichette di Pietro Bortolotti (Fine Ottocento). Quando sono tornata in me mi sono vergognata tantissimo! Per fortuna non l’ho pagato granché.

Il profumo che avrei voluto acquistare ma non ho mai avuto la fortuna di trovare…

Parlando di profumi recenti, Tubereuse criminelle di Lutens: lo cerco da un bel po’ ma i pochi flaconi che vedo hanno dei prezzi assurdi.  Tra i vintage, L’Origan di Coty, che ho sentito solo ricreato dall’ Osmothèque di Versailles. Anche del Bouquet de Faunes di Guerlain, classe 1922, ho per fortuna un mini campione…ma il sogno sarebbe trovarne un flacone pieno! Anche Vol de Nuit e Après L’Ondée (nel caso non si fosse capito, Guerlain mi fa sognare). Mettiamo in lista anche Le Dandy di D’Orsay: trovo solo flaconi vuoti e i pochi pieni hanno prezzi proibitivi, purtroppo.

Mercatini di pulci o aste online?

Belli entrambi ma preferisco i mercatini delle pulci perché spesso riescono a sorprendere con tesori inaspettati. A volte ti avventuri nei mercatini più piccoli e sperduti senza nutrire grandi speranze e finisci per trovare la vecchietta che vende la sua collezione di rarissimi profumi anni ‘40 a prezzo stracciato.  Le aste online mi piacciono per l’adrenalina dell’ultimo secondo ma c’è meno il gusto dell’avventura. E, presi dalla foga della competizione, si rischia di farsi trascinare e pagare troppo qualcosa che non vale così tanto.

Un consiglio per chi vuole acquistare profumi vintage…

Buttatevi a pesce sul blog di Grace Hummel, Cleopatra’s boudoir! E una lettura immancabile: “Scent and subversion” di Barbara Herman.  Molto utile anche visitare il forum di Fragrantica (decisamente più frequentato quello americano), soprattutto per avere consigli e ricevere opinioni. Trovo anche molto utili i cataloghi delle case d’aste, soprattutto per allenare la memoria eidetica, riconoscere più facilmente le “chicche” ed evitare che sfuggano da sotto il naso. E poi, per farvi conquistare totalmente da questo mondo…una visita al Museo del Profumo di Milano!

Oltre ai profumi colleziono…

Colleziono anche ciprie e tutto ciò che ruota intorno alla storia della profumeria: affiches, etichette, materiale pubblicitario, gadget…
Amo molto i gioielli di epoca vittoriana, in particolare i gioielli da lutto. In generale, i vittoriani avevano un’inventiva, una fantasia e una creatività che per noi, abituati a pensarli come austeri e severi, risulta davvero sorprendente sorprendente.

Sempre lato gioielli, sogno un giorno riuscire ad acquistare anche qualche gioiello di epoca georgiana, realizzati con un’inventiva e una raffinatezza insuperabili.
Mi piace anche collezionare oggettini curiosi, sempre di fine Ottocento-inizio Novecento, ad esempio i calza guanti, i porta aghi, i reggi gonna…cose che non fanno più parte della nostra vita quotidiana ma che vanno protette e preservate a tutti i costi!

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