I profumi della mia vita: Luca Ramacciotti, regista

Luca Ramacciotti si è laureato in Cinema, Musica e Teatro con una tesi sul rapporto tra immagine e musica nei lavori di David Lynch. Da sempre lavora nel campo del teatro lirico occupandosi di regia. Ha fatto da regista assistente con registi quali Ettore Scola, Maurizio Scaparro o Dario Argento. Di questi ultimi due ha anche curato riprese delle loro regie. Con il suo lavoro ha potuto collaborare con cantanti come José Cura, Placido Domingo, Fabio Armiliato, Daniela Dessì, o Andrea Bocelli. Ha lavorato in Francia, Germania, Cina, Emirati Arabi, Messico, Oman, Russia, Giappone, Belgio e in Nicaragua dove detiene il record di essere il primo europeo ad aver realizzato lì una regia lirica. Insegna ikebana della scuola Sogetsu di Tokyo dal 2010 tenendo corsi con allievi da tutta Italia e dall’estero. Vincitore del concorso internazionale della sua scuola nel 2016, dirige a Roma il Concentus Study Group, rappresentanza ufficiale della scuola Sogetsu. Con il suo gruppo ha esposto in luoghi come il MAXXI, l’Ara Pacis, Istituto di Cultura Giapponese e tenuto conferenze in luoghi come la Galleria degli Uffizi”

Cos’è il profumo per te? E’ qualcosa che mi fa sentire bene e che collima con l’umore del momento e la stagionalità. Mi deve rallegrare, illuminare. A volte anche portare a galla un po’ del mio lato oscuro.

Tra i profumi dei tuoi genitori quale ti piaceva prendere in prestito di nascosto quando eri bambino? Mia madre non amava molto i profumi, mio padre usava darsi dopo la rasatura l’Acqua di Colonia 4711. Quello è stato il primo profumo ufficiale che ho annusato. Dico profumo ufficiale perché la mia nonna paterna metteva nei cassetti della biancheria le saponette profumate ed io li aprivo per annusare.

Primo profumo che hai ricevuto come regalo, ti è piaciuto? L’hai usato? Santos de Cartier. Devo dire che all’epoca mi piacque molto e lo usai tantissimo senza mai cambiare profumo in quel periodo.

Il primo profumo che hai comprato e perché lo hai scelto. Arrogance Uomo. Lo scelsi perché… ne parlavano tutti.

Un profumo che non usi più o che non ami perché legato a un brutto ricordo o ad una persona. Sempre Arrogance uomo. Lo avevo appena comperato e indossato quando seppi che mio nonno paterno era morto. I miei genitori mi cercavano all’uscita della scuola per comunicarmelo ed andare alla sala mortuoria insieme (all’epoca non c’erano gli smartphone) ed io ero in profumeria. Lo gettai via al termine della giornata.

Tra i profumi che indossi o hai indossato, quale ti assomiglia di più, come personalità e perché?  Sono abbastanza incostante nella vita nel senso che rifuggo da sempre da un punto fisso. Ho fatto il pasticcere e il sommelier per mantenermi agli studi, ho il mio lavoro in  teatro e quello di maestro di ikebana, l’hobby della fotografia, tante passioni, tante sfaccettature per cui i profumi sono andati di conseguenza ai vari periodi.

Il profumo che hai usato più a lungo. Rudis. Quando lo indosso mi sento.. figo… soddisfatto, una persona da conoscere (:) 🙂 🙂 )

Hai mai comprato dei profumi di cui ti sei pentito?  Sì, per fortuna solo due volte. Non so se è una mia idea, ma se spruzzo un profumo da un sampler o lo verso da un sampler lo sento differente per cui mi è successo che poi comprando il profumo ho sentito delle sfumature non percepite prima.

Potresti descrivere il profumo che indossi oggi con degli aggettivi? Etruscan Water di Francesca Bianchi. Lo definirei goloso, fresco, dolce, verde, intenso e potrei continuare a lungo tanto è sfaccettato.

Tra le pubblicità di profumi, su video o su carta, quale ti ha colpito di più? Credo che per me Egoiste di Chanel sia una pubblicità che difficilmente verrà mai battuta.

Che tipo di profumo odi sentire su un uomo? E su una donna? Dipende un po’ dalle tipologie di pelle, comunque credo per un uomo qualcosa di “scuro” per la donna “fresco”. Ma come mi dice sempre Marika Vecchiattini: non esistono profumi da uomo o da donna.

Collezioni fragranze?  No. Sinceramente vado a periodi e finito un profumo ne scelgo un altro. L’unico brand di cui ho acquistato più profumi (e fra l’altro uno dopo l’altro) è quello di Antonio Alessandria (suo anche Rudis di cui parlavo prima). Sono tutti profumi differenti, molto particolari. Poi ad esempio Gattopardo lo comperai a scatola chiusa (senza pentirmene) solo per il nome.

I profumi legati a vari periodi della tua vita. Li ricordi?  Dunque li cito in ordine sparso: Egoiste Uomo di Chanel, Pash  Cartier, Montana Black Edition, Notturno di Meo Fusciuni e la Lavanda di Fragonard.

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