Alessandro Malandruccolo, aka Alex Perfume: la mia vita in profumi

 

Alessandro Malandruccolo è il più noto e importante perfume influencer italiano, noto come Alex Perfume. I suoi numeri sono da capogiro; più di 780.000 follower su TikTok, il social che gli ha dato notorietà, 100.000 follower su Instagram, 31.000 su YouTube. Numeri altissimi a cui nessuno aveva mai pensato fosse possibile arrivare parlando di un tipo di prodotti, le fragranze, che muove grandi fatturati, ma di cui sui media tradizionali, da sempre, se ne parla solo in pochi periodi dell’anno legati alle festività. Ho intervistato Alex Perfume perché volevo far scoprire la persona dietro il personaggio, e leggendo l’intervista scoprirete molte cose su di lui e la sua passione…..

Il profumo per me è un potenziale ricordo, già soltanto questa frase basterebbe per descrivere quello che secondo me è una fragranza. A volte cercare di ricordare le immagini di una giornata passata è difficile, ma non appena si sente un odore specifico immediatamente, come un flash, ti ricomprare un’immagine vivida e ricordi ogni minimo particolare. Questa è pura magia, inoltre ormai il profumo è parte di me, da quando mi sveglio a quando vado a letto, è il mio hobby, passione, lavoro, un pezzo della mia vita.

Non ho indossato profumi fino a 16/17 anni, quindi non ho mai rubato il profumo a mio padre, come fanno in tanti. Ricordo però che spesso alle ricorrenze mi regalavano dei profumi e per me erano solo un gioco, li vaporizzavo sul caminetto per vedere la fiammata, e li sprecavo senza mai utilizzarli, questo però ha avuto comunque un impatto su di me: adoro l’odore del camino e anche quello dei profumi con note bruciacchiate… chissà come mai!
La passione per i profumi è nata per caso, ricordo un giorno dopo il mio compleanno, avevo 16 anni, andai in una profumeria per acquistare il mio primo profumo tutto solo, mi sentivo un po più adulto e intraprendente quel giorno, e decisi quindi di fare questa esperienza. Ricordo che la commessa mi diede davvero poca attenzione, ma io, preso dalla foga, e anche un po dalla pressione, scelsi d’impulso il primo profumo che mi diede delle impressioni positive, mi piaceva e lo volevo! Presi Gucci Pour Homme 1 da 30ml. I soldi che avevo erano pochi, ma ricordo l’odore di quella fragranza ancora oggi, pur essendo uscita di produzione, un vero peccato, dato che la mia età attuale probabilmente sarebbe stata quella giusta per quel piccolo capolavoro.
Non c’è alcun profumo che mi faccia sentire potente e sicuro, la mia sicurezza deriva da dentro, dal mio passato, dai mille fallimenti e me la sono conquistata con le unghie e con i denti. Credo fermamente quindi che nessun profumo possa magicamente farti sentire sicuro e potente, ma c’è qualcosa che però può aiutare a sentirsi protetto, e quindi in un certo senso più sicuro, ovvero il profumo della propria famiglia. Ricordo perfettamente che mio padre, quando ero piccolo, teneva sempre una bottiglietta di Acqua di Giò nella portiera della macchina, e quando ero con lui e parcheggiava, prima di uscire ne spruzzava un po sulla divisa da maresciallo dei carabinieri, che sempre, con enorme orgoglio sfoggiava passeggiando per le vie del paese di montagna che aveva giurato di proteggere.
 
Ricordo quindi il mio entusiasmo quando le persone del paese lo salutavano sorridenti, piene di fiducia e ammirazione, e mano nella mano, o a volte, fianco a fianco, camminavamo per le vie centrali di Priverno, dove lui lasciava la scia di Acqua di Giò. Questo profumo, riesce a darmi sicurezza perché mi ricorda quei momenti in cui niente e nessuno avrebbe potuto farmi del male, c’era al mio fianco il mio super eroe, che al posto del mantello, aveva una scia di profumo fresca e agrumata.
Un profumo che mi fa tornare bambino… Non ho dubbi, Axe di Africa, a dire il vero non si tratta neppure di un profumo, ma di un deodorante di basso livello, da supermercato, al prezzo massimo di pochi euro, eppure, quell’odore mi riporta alle gite con l’a.c.r, un associazione parrocchiale, che faceva tantissime attività ricreative per ragazzi. Si pregava, si stava insieme, si giocava,  e si facevano alle volte delle gite in alcuni monasteri o parrocchie del Lazio. Ricordo benissimo che per me quelle erano esperienze incredibili, perché erano le primissime volte che mi allontanano da casa mia. C’era un misto di tensione ed eccitazione, che poi ogni volta si trasformava in pura felicità e spensieratezza, ringrazio ogni minuto della mia vita quei momenti, ma perché quindi mi ricorda questo?
Perché anche da piccolo sono sempre stato disordinato e sbadato, mai sarei riuscito a farmi una valigia da solo, e qui entra in scena la seconda eroina presente nella mia vita dal primo respiro; mia madre. Ogni volta mi preparava una valigia perfetta, piena di ogni cosa potesse servirmi, una scheda telefonica per chiamarla e dirgli come stavo, vestiti puliti e c’era sempre un piccolo beauty case, con all’interno, spazzolino, bagnoschiuma etc, e non mancava mai lui… Africa di Axe. Quel deodorante per me significa questo, l’amore di mia madre, le giornate di felicità con gli amici, il calore delle persone che ci amavano e ci facevano divertire.
Se devo essere sincero, anche quelle poche volte che lo usavo, era più per gioco. Mi divertivo a dargli fuoco, a spruzzarne nuvoloni enormi tanto da non respirare più in tutta la stanza, Così denso da sentirne l’odore ancora oggi nel punto esatto di quel monastero, dove tanti anni fa, dopo una doccia lo spruzzai, e dopo poco scesi giù, presi la mia scheda telefonica da 5€ e chiamai la mia eroina, “ciao Mamma, qui tutto bene, ci vediamo tra qualche giorno”.
Il primo profumo che mi hanno regalato è stato Tokyo By KENZO, un profumo fresco e giovanile. Zenzero, note esperidate e frizzanti, ricordo ancora quel giorno mentre passeggiavo insieme ai miei genitori, che si fermarono da Sephora in un centro commerciale, e mentre loro annusavano profumi, io scelsi lui, attirato da quel flacone affusolato e dai colori graffianti e sgargianti. “Lo volevo” dissi tra me e me, lo portai da mia madre, e lei me lo regalò. Quello è stato il mio primo profumo, non ricordo neppure se dopo quel giorno lo usai io o lo mise mio padre, in tutta sincerità credo proprio che non lo indossai mai. Circa un anno fa passai in una piccola profumeria nel mio paese che stava chiudendo definitivamente, era lì, inscatolato, nuovo, e con ancora attaccato il prezzo con il biadesivo in vecchie lire. Lo presi senza nemmeno pensarci, e infatti adesso fa parte della mia collezione e guai a me se non lo indosserò solo per eventi in famiglia, particolarmente importanti.
Il primo profumo che ho acquistato è stato Gucci Por Homme 1, in verità ero ancora troppo piccolo per apprezzalo in pieno, posso quindi affermare con certezza che pur essendo stato lui il primo, quello che ha segnato l’inizio della mia avventura profumata è stato di sicuro il vecchio Allure di Chanel. Non quello che si può trovare ora purtroppo, ma la primissima versione. Ricordo perfettamente il giorno, la primavera era alle porte perché c’è un albero, precisamente i fiori della pseudo acacia o per meglio dire la Robinia, che sboccia per pochissimo tempo in questo periodo, per poi rimanere spoglio di fiori e verde, e l’odore dei fiori è incredibilmente rasserenante per me. Volevo assolutamente sentire quell’odore ancora! E ancora! Così ho pensato che forse esisteva un profumo che si avvicinasse a quel meraviglioso odore. Insieme ad un amica andai in profumeria avevo circa 19 anni. Ricordo che non trovai esattamente un profumo che avesse quel meraviglioso odore, ma uno simile che me lo ricordava; Allure di Chanel, l’ho usato e amato tanto, ma purtroppo la nuova versione è diversa.
Il profumo che mi rappresenta di più è una domanda difficile, non ne ho uno in particolare, ne tantomeno un accordo nello specifico, amo tutti i profumi e probabilmente questo è proprio ciò che rispecchia maggiormente la mia personalità, eclettica, curiosa, profonda e fiduciosa verso il prossimo, mi piace tutto.
Non mi sono mai legato troppo ad un profumo pensavo tra me e me, quando avrò di nuovo voglia di lui, andrò in profumeria e lo ricomprerò. Quindi ogni volta che ne finivo uno provavo qualcos’altro. Chi avrebbe mai pensato che dal mercato sarebbero stati discontinuati tanti profumi che conoscevo e amavo? Ci sono solamente pochi profumi che ho terminato nella mia vita, e sono Gucci pour Homme 1, One Million di Paco Rabanne, Dolce & Gabbana Pour Homme, vecchia formulazione, e Bvlgari Man in Black, gli altri ci sono ancora. Pensare che ho un Davidoff Cool Water risalente al lontano 2001, regalatomi da una mia cugina più grande, in verità ne sono rimasti solo 20 o 30ml all’interno, il resto l’ho usato per giocare con il fuoco, ma non diteglielo vi prego!
Non ho una famiglia olfattiva preferita  però ammetto che ci sono delle materie prime che riescono a catturarmi quasi sempre, e che quando ci sono, con buona probabilità, mi faranno adorare quella composizione. Parlo ad esempio della spirituale Salvia Sclarea, dell’inebriante Legno di cedro, dell’acido ma suadente Neroli, dello spumeggiante Bergamotto di Calabria, del piccante e sensuale pepe nero, dell’eterno e mistico Incenso in tutte le sue forme.
Nella mia collezione posseggo molti profumi di Prada. Amo il loro modo di creare fragranze; semplici, immediate, pulite, mai banali che ti donano subito senso di pulizia, ricchezza e sofisticatezza incredibile. Amo l’immediatezza, sono per l’ora e adesso, anche se molte volte mi adeguo a come funzionano realmente le cose e alla fine apprezzo anche altri profumi che invece si mostrano per quello che sono, con i loro tempi.
Tanti profumi regalano sempre momenti felici ma probabilmente più che un profumo vero e proprio, esiste una materia prima che riesce sempre a regalarmi un momento di felicità; il chiodo di garofano. Ricordo quando mia nonna poteva ancora camminare, si andava ad assistere alla messa di mezzanotte nella chiesa del mio paese, il giorno di Natale. Era un momento magico e a mezzanotte subito fuori si beveva il Vin Brûlé, caldo e alcolico, con tanti chiodi di garofano dentro, dava sempre una sensazione di benessere, insieme riuniti in un momento di festa, al freddo ma riscaldati dal tepore del vino, dalle parole di conforto e di gioia di tutti i partecipanti al giorno di festa.
Se fossi costretto a scegliere un solo profumo da indossare per un anno probabilmente non indosserei nessuno di quelli che posseggo. Il giorno prima di cominciare il mio anno forzato lontano da qualsiasi profumo, andrei in profumeria, mi regalerei del tempo, cercando di immaginare tutto quello che mi potrebbe accadere in quell’anno e con gioia e curiosità, sceglierei un nuovo profumo per farmi accompagnare in quel periodo.
Un odore che amo particolarmente è l’odore della carne alla brace, si certo è scontato, a chi non piace! Ma a me ricorda momenti stupendi, quando la famiglia era unita, i nonni erano giovani, i genitori uniti, i cugini vicini e tutto era stupendo, sere d’estate o sere d’inverno passate al tavolo, tra risate e schiamazzi, risa e giochi da tavolo, buon cibo in tavola e nessun problema in vista. Ogni volta che sento l’odore della brace mi viene l’acquolina lo ammetto, adoro la carne, ma la vera bellezza sta nel ricordo che quel succulento profumino, riesce a rievocare in me.
Mentre per quanto riguarda invece l’odore che non sopporto…. non sopporto tutti gli odori che chiunque non tollera, immondizia, asfalto, smog, etc. In campo profumi solo il rabarbaro riesce ad essere per me repulsivo, ogni volta che lo sento in un profumo, quella fragranza viene da me cestinata all’istante, eppure la tisana al rabarbaro mi piace!
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