Pitti Fragranze 2026 chiude la 24ª edizione con numeri record: 290 espositori alla Stazione Leopolda di Firenze, oltre 2.200 presenze tra operatori e buyer, quasi 600 compratori internazionali da più di 50 Paesi e circa 460 presenze stampa. Un risultato che conferma il salone come uno degli appuntamenti internazionali di riferimento per la profumeria artistica e indipendente.
A raccontare meglio dove sta andando la nicchia è soprattutto SPRING, l’area dedicata ai nuovi brand, alle linee al debutto internazionale e alle realtà più giovani del mercato. Nomi, molto diversi tra loro, accomunati dalla volontà di trovare linguaggi meno convenzionali. E altre new entry sparse fuori dall’area.
Iniziamo dal brand che ho amato di più
SPOTURNO, che parte da una genealogia unica: Véronique Spoturno è la pronipote di François Spoturno, meglio conosciuto come Coty, tra i padri della profumeria moderna. A firmare le nuove composizioni è Christopher Sheldrake. Non una riedizione nostalgica del passato, ma il tentativo di utilizzare quell’eredità per costruire una nuova haute parfumerie francese. Le fragranze sono una più raffinata dell’altra.
Tra i nuovi nomi da tenere d’occhio c’è HB:RN, brand coreano che interpreta il profumo come momento di benessere quotidiano. Legni, tè, resine, erbe e terra, materie prime tipiche dell’asia, raccontano una Corea intima e contemplativa. Bellissimo poi il packaging.
A seguire, in ordine sparso, da Seoul KUOCA, nato ispirandosi alla filosofia del fine dining: il nome deriva infatti dall’italiano “cuoca”. Ogni fragranza viene costruita come un piatto, lavorando su ingredienti, stratificazioni ed equilibrio. Le fragranze? Matcha Latte, Dark Tea e Geisha Coffee. TOMOO INABA, maison franco-giapponese fondata nel 2026 dal profumiere e giornalista Tomoo Inaba con Philippe Constantin. Le fragranze sono pensate in Giappone e prodotte a Grasse. Inaba, collezionista di profumi storici e vintage, ha recensito in oltre vent’anni più di 7.500 fragranze.
Almost Human dalla Romania costruisce extrait al 25% come frammenti cinematografici e le fragranze ricordano le atmosfere di Mad Max. Art Brüt, da Berlino, parte da ricordi ed esperienze autobiografiche trasformandoli in profumi concettuali. The Things Past, dalla Grecia, tratta invece il profumo come archivio sensoriale ispirato al fenomeno proustiano.
Tra gli italiani, Egoscentrique interpreta il profumo come alter ego e gioca anche con il flacone-oggetto, il packaging poi è sorprendente. Sempre un progetto italiano, firmato da un nome importante del mondo della distrribuzione, OUT OF CAGE sceglie invece ribellione e libertà. Le fragranze vegane e cruelty-free, sono accompagnate da un progetto che lega il brand anche alla tutela dell’ambiente e dei diritti degli animali. SYROK, brand italiano, mette invece in comunicazione Sahara e Mediterraneo. Gli accordi raccontano già il concept: oud e sorbetto al limone, latte di cammello e cassata siciliana, mandarino e souk.
Dal Nord Europa, dalla Svezia, arriva Unifrom, maison svedese specializzata in profumi in olio, roll-on, tascabili, vegani e senza alcol. Mmoire, olandese, lavora su memoria personale e intimità. Dalla Repubblica Ceca.
Più narrativi e internazionali Peosym, australiano ma radicato nell’eredità indiana, che parla di “controcultura introspettiva”; VENUE, fondato da due vietnamiti-americani, unisce heritage asiatico e sensibilità creativa americana. Luoghi, comunità e ricordi del Vietnam diventano materia olfattiva: il profumo come documento culturale. i franco cinesi Cent.pm lavorano invece sul dialogo tra natura, scienza e memoria e hanno un bellissimo packaging. Rara Avis, brand spagnolo dedicato agli ant eroi, quelli più oscuri e quelli che hanno una parte buona;
Tra i progetti italiani poi Istituto dell’Odore di Meo Fusciuni. Qui il profumiere diventa “archivista”: ogni creazione parte da una materia prima per conservare una memoria. I primi cinque reperti olfattivi comprendono Mandarino Smile, Iris è nata a Berlino, Litania d’Incenso, Hotel Vanilla e Banana Circus.
Andara, invece segna il debutto nella profumeria dello stilista Niccolò Pasqualetti, Special Guest di Pitti Fragranze. Tre extrait — White, Blue e Red Andara — realizzati con Cristiano Canali di MANE, ispirati a dei cristalli che il designer, amante delle fragranze, ha scovato in un mercatino delle pulci
Il messaggio di Pitti Fragranze 2026 è chiaro: la nuova profumeria di nicchia non cerca soltanto nuove note, ma nuovi modi di raccontare identità, memoria, cultura e materia.