Lo scorso sabato, in occasione della Paris Fashion Week, a quasi tre anni dalla scomparsa di Vivienne Westwood regina indiscussa dello stile punk londinese, ha sfilato la collezione Primavera-Estate 2026 disegnata da Andreas Kronthaler compagno della Westwood, nella vita come nel lavoro, e attuale direttore creativo della Maison.
La cornice è quella storica dell’ Institut de France, decorata esclusivamente con un ombrello giallo sospeso sopra una composizione rotante di girasoli, fiori cari al designer e presenti anche nel balcone del suo studio di Londra.
Al di sopra di una semplice pedana in velluto color salvia, sulle note dell’ultimo movimento della Sinfonia Jupiter di Mozart, sfilano capi realizzati con tessuti di scarto giustapposti a ricami preziosi e a pellami traforati.
Completi sartoriali dal taglio oversize, camicie dai maxi colletti, abiti da sera dalle iconiche silhouette di ispirazione storica, ma soprattutto un grande caos di tessuti e fantasie sovrapposti; capi dall’aspetto vissuto, quasi consunto, che accolgono chi li indossa come una coperta confortevole.

Boudoir è il nome assegnato a quest’ultima collezione del brand nonché quello del suo primo profumo, del quale al termine della sfilata è stata presentata una nuova edizione.
Dopo Balmain e Balenciaga, anche Vivienne Westwood decide di rilanciare una sua fragranza iconica che aprirà la strada ad una nuova linea di profumi e make-up.

Il profumo diventato icona
Creato nel 1998 da Martin Gras, affiancato dalla direzione creativa della Westwood, e presentato al pubblico con uno spot indimenticabile girato dal talentuoso fotografo e video maker Nick Knight, Boudoir vuole raccontare un luogo intimo scenario di sensualità condivisa ma anche di solitaria introspezione dove guardarsi allo specchio e prendersi cura di sé.


La fragranza, discontinuata da anni in seguito allo scarso successo di alcuni flankers, lanciati negli anni 2000 (disapprovati dalla stessa Westwood), è diventata tra i fan del brand, e non solo, un vero e proprio oggetto di culto ormai quasi introvabile anche sul mercato del vintage.
Ispirata dalla passione dei due designer per i vecchi profumi francesi annusati insieme presso l’ Osmothèque di Versailles, Boudoir è una fragranza apparentemente ingenua costruita sulla contraddizione, costantemente in bilico tra purezza e peccato.
Boudoir: 1998 VS 2025


Per coloro che non avessero avuto modo di sentire la prima edizione, la piramide prevedeva un’ apertura luminosa e pulita di aldeidi unite a note agrumate di bergamotto e mandarino. Il cuore fiorito accostava la sensualità del viburnum, della rosa e dei “fiori di tabacco”, al tocco cipriato dell’ Iris Fiorentino e ad una sfaccettatura speziata di cardamomo e coriandolo. Il fondo era invece composto da Legno di Sandalo, Ambra e Vaniglia, con l’aggiunta di un tocco animale (probabilmente Zibetto).
Un mix di note pulite e rassicuranti bilanciate armoniosamente con materie prime intriganti e sensuali, quasi a raffigurare il languido scivolare di lenzuola di seta sulla pelle di due amanti risvegliati dai primi raggi del sole dopo una notte d’amore.
La piramide olfattiva della versione contemporanea di Boudoir non è ancora stata notificata ufficialmente, così come il nome del suo creatore (si vocifera Cristian Calabrò).
Confrontandolo con la versione vintage, il nuovo Boudoir risulta forse alleggerito della sua componente morbosamente sensuale; più moderno e luminoso, non appare tuttavia troppo distante dall’originale del 1998.
Il design del flacone, che mantiene l’ iconico tappo ad orbe, è rimasto pressoché invariato, eccezion fatta per la classica etichetta sostituita da una scritta nera dal sapore più contemporaneo.
Il jus, come nella versione originale, è di una delicata sfumatura di rosa, soggetto tuttavia al virare col tempo verso una colorazione più ambrata a causa dell’ossidazione di alcune componenti, in particolar modo della vaniglia.
La fragranza non è ancora acquistabile online, il primo lancio in edizione limitata, è disponibile dal 4 ottobre esclusivamente nei flagship store del brand a Londra, Parigi, Milano, New York e Los Angeles.
I pochi pezzi fin ora distribuiti sono già quasi sold out, a causa del passa parola tra gli appassionati che, nonostante il prodotto non fosse stato ancora pubblicizzato, hanno voluto essere i primi ad entrare in possesso di questo ambito pezzo da collezione. Tutti coloro che non fossero ancora riusciti ad accaparrarsene un flacone dovranno aspettare novembre per una distribuzione più ampia.