
Ciao Manuel!
Benvenuto su Beauty Scenario.
Da dove nasce il tuo amore per i gioielli vintage e per l’ antiquariato in generale?
Sono sempre stato attratto dall’Antiquariato, fin da bambino mi incuriosivano gli oggetti insoliti! Per quanto riguarda i gioielli, ho avuto una folgorazione, oserei dire sindrome di Stendhal, in gita al liceo al museo Gulbenkian di fronte ai gioielli di Renè Lalique. Stavo malissimo dalla bellezza!
Perché hai deciso di chiamare Vincent (Vintage Bijoux) il tuo negozio di gioielli?
Quando immaginavo il nome di un negozio, pensavo al nome di una persona, mi divertiva creare un alter ego e mi è apparso nella mente il nome Vincent!

Cosa ti attrae in un oggetto?
Sono matto per i dettagli. Più sono intricati e fini più mi stupisce e mi attrae. Ma anche un semplice sasso, trovato al mare, può avere un dettaglio unico che fa la differenza in mezzo a tanti altri sassi e mi fa innamorare.
In quale tesoro ti piacerebbe imbatterti prossimamente?
Sognerei la stessa esperienza di chi ha trovato il tesoro di Cheapside Hoard! Una preziosa collezione di gioielli elisabettiani e giacobiani scoperta nel 1912 a Londra durante la demolizione di edifici a Cheapside. Un tesoro sepolto intorno al 1640 nascosto per quasi 300 anni.
Un pezzo che ancora rimpiangi di esserti lasciato scappare?
Un medaglione dalla forma di un gattone con occhi di diamanti! Di epoca vittoriana e di una simpatia rara.
Qual’ è il manufatto più strano che ti è capitato tra le mani?
Il primo che mi viene in mente è un pendente a forma di marionetta articolata del 1800 che nascondeva un fallo porta fortuna.

“Diamonds are a girl’s best friend”, cantava la divina Marilyn; qual’è invece la gemma preferita di Manuel?
Se fossi obbligato a sceglierne una sola: Smeraldo in primis.
C’è una persona che ammiri e che per te è stata fonte d’ ispirazione?
Sembrerà banale, ma veramente sono tante le persone che ammiro. Appena posso viaggio e ho diversi contatti con collezionisti o commercianti storici, e per caratteristiche diverse sono tutti fonte d’ispirazione.
In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?
Intorno ai primi del 900 e possibilmente nei pressi di Parigi per fare due chiacchiere al tavolino del bar con Cocteau e pausa pranzo con Dalí chez Maxim.
Tra i tuoi clienti anche personaggi noti al pubblico; da chi ti piacerebbe vedere indossato un “gingillo” firmato Vincent?
Ornella, Patty e Mina (non per forza in quest’ordine).

Ci racconti com’è nata l’ amicizia con la signora Luciana, tua collaboratrice e simpaticissima spalla sui social?
Ho conosciuto Luciana nel suo negozio, prima ancora che aprissi Vincent, e da lì è nata una frequentazione sempre più assidua. Ora abbiamo un rapporto di famiglia. Quindi litighiamo spesso ma facciamo sempre pace!
Negli ultimi anni siamo tornati ad apprezzare il vintage e lo stile retrò, tendenza confermata anche dalle ultime passerelle parigine, dove gli stilisti hanno saccheggiato gli archivi e rivisitato modelli iconici; da cosa pensi derivi questa tendenza? Dalla paura per un futuro incerto, da uno sguardo più attento alla sostenibilità, o abbiamo semplicemente esaurito le idee originali?
Penso che anche in epoche passate ci sia sempre stato un ritorno, revival, a gusti precedenti. Tutto viene rivalutato a seconda della moda del momento. Unica regola che dovrebbe esserci è “se lo rifai, fallo bene”.
Quanto pensi abbia influito il gusto e lo stile di Alessandro Michele sulle nuove generazioni?
Ha fatto conoscere tematiche, note a una nicchia di esperti, a chi non aveva minimamente idea. Pensa che mi è capitato con una collana di epoca vittoriana che un cliente mi chiedesse “ma è di Gucci?”.

Lasciando un attimo da parte il vintage, c’è un brand di gioielleria contemporanea che ami e che ti sentiresti di consigliarci?
Io amo il contemporaneo! Il problema è che del contemporaneo mi piace l’alta gioielleria destinata a pochi/pochissimi. Consiglio di ammirare l’ultima collezione Untamed Nature di Boucheron davvero incredibile.
Che cos’ è per te il profumo?
Quotidianità. Spazio molto e mi diverto a cambiare quotidianamente.
C’è un odore che ti riporta immediatamente alla tua infanzia?
Il profumo delle lavanderie e l’odore dei colori ad olio ( *li usavo al liceo artistico ).
Entrando nel tuo negozio sono subito stato colpito da una fragranza alla tuberosa (Diptyque), ma se dovessi decidere di creare un tuo logo olfattivo, quali note sceglieresti?
Un profumo verde, sentori di erbe, foglie, frasche e orti!

Ricordi qual’ è stato il primo profumo che hai acquistato?
Primo in assoluto Egoiste Platinum di Chanel. Avrò avuto 16/17 anni e mi sembrava di avere un tesoro tra le mani.
Qual’ è il tuo profumo preferito di sempre?
Amo moltissimo Eau de Campagne di Sisley.
Quale fragranza stai indossando in questo periodo?
Sto usando un’ Eau Triple di Officine Universelle Buly.
Quale sarà il tuo prossimo acquisto profumato?
Vorrei trovare un profumo all’ elicrisio, consigli?
Possiamo sperare che un giorno inizierai a proporre nel tuo negozio anche qualche flacone di profumo vintage?
Sì mi piacerebbe molto e non ti nascondo che ho già raccolto qualche flacone da proporre prossimamente.
Progetti per il futuro?
Uno solo: scovare il gioiello più bello del mondo.
Grazie Manuel.